venerdì, 23 Ottobre 2026

In Valle d’Aosta migliorano i tempi per le prestazioni urgenti e brevi: fino a 18 punti percentuali in più rispetto al 2025

I dati AGENAS dei primi nove mesi del 2026 confermano progressi significativi per visite ed esami

Aosta, 23 ottobre 2026 – Migliorano in Valle d’Aosta i tempi di accesso alle prestazioni sanitarie con priorità urgente e breve. È quanto emerge dai dati della Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa (PNLA) di AGENAS, aggiornati al 30 settembre 2026, che evidenziano progressi significativi rispetto allo stesso periodo del 2025, sia per le prime visite specialistiche sia per gli esami diagnostici. La Valle d’Aosta si colloca inoltre tra le realtà italiane con una maggiore percentuale di prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale rispetto a quelle prescritte.

I risultati testimoniano il recepimento da parte dei professionisti di quanto l’Azienda si è proposta in questi ultimi mesi: favorire l’accesso alle prestazioni prioritarie attraverso interventi sull’offerta delle prestazioni, sull’organizzazione delle agende e sull’appropriatezza prescrittiva.

Per le prime visite urgenti, da garantire entro 3 giorni, la percentuale di rispetto dei tempi passa dal 51,9% del 2025 al 70,2% del 2026, con un incremento di 18,3 punti percentuali. Per le visite con priorità breve, da effettuare entro 10 giorni, si passa dal 58,7% al 70,5%, con un miglioramento di 11,8 punti.

Ancora più significativi alcuni risultati relativi agli esami diagnostici: le prestazioni urgenti passano dal 67,1% all’86,3% (+19,2 punti percentuali), mentre quelle brevi crescono dal 77,9% all’89,6% (+11,7 punti). Anche per gli esami in classe di priorità differita si registra un miglioramento dal 63,2% al 66,8%. Si tratta di miglioramenti particolarmente rilevanti perché riguardano le prestazioni per le quali la tempestività della risposta sanitaria è maggiormente determinante.

Un ulteriore elemento significativo è il rapporto tra prestazioni erogate nell’ambito del SSN e prescrizioni: con il 42,7%, rispetto a una media nazionale del 37,7%, la Valle d’Aosta si colloca nella fascia più alta del panorama italiano per questo indicatore. Il dato mette in luce come nella regione il sistema sanitario pubblico, attraverso le proprie strutture e quelle private accreditate che operano a supporto del SSN, riesca a farsi carico di una parte rilevante del fabbisogno di visite specialistiche ed esami diagnostici della popolazione.

Il dato del 42,7% rappresenta un segnale positivo della capacità di risposta del sistema, ma evidenzia anche la necessità di continuare a lavorare sull’equilibrio tra domanda e offerta, affinché una quota sempre maggiore delle richieste possa tradursi in prestazioni effettivamente erogate.

Dietro questi risultati c’è un importante impegno organizzativo e professionale che ha interessato l’intera Azienda, attraverso interventi coordinati sulla disponibilità delle prestazioni e sulle modalità di gestione delle prenotazioni e delle prescrizioni. Tra le innovazioni introdotte figura il CUP Urgenze, avviato nel giugno 2026, che ha consentito di rafforzare la gestione centralizzata delle prenotazioni urgenti. Un ruolo fondamentale è stato svolto dalle operatrici dedicate al servizio, quotidianamente impegnate nella ricerca delle soluzioni più appropriate per favorire l’accesso alle prestazioni entro i tempi previsti.

Parallelamente, i Direttori delle Strutture e il Governo CUP hanno condotto un’importante attività di revisione, rimodulazione e ottimizzazione delle agende di prenotazione, con l’obiettivo di utilizzare al meglio le disponibilità e rendere più efficace la risposta ai bisogni dei cittadini. Determinante è stato inoltre il contributo di tutti gli operatori sanitari e amministrativi, che hanno reso concretamente operative le nuove modalità organizzative.

«I risultati registrati dalla piattaforma nazionale mostrano come l’Azienda negli ultimi mesi abbia voluto posizionarsi nel rispondere ai cittadini, abbandonando target irrealistici di soddisfacimento di tutte le richieste e compiendo delle scelte in base a criteri di priorità – sottolinea Mauro Occhi, Direttore Sanitario dell’Azienda USL -. Come tutte le scelte, anche questa ha un costo: non ci aspettiamo di fare tutti contenti, ma appare più responsabile ammettere che ci si debba concentrare sulle urgenze che non spalmare le risorse a pioggia ed essere mediocri in tutto».

Accanto agli interventi di riorganizzazione dell’offerta, l’Azienda USL ha avviato un percorso strutturato di miglioramento dell’appropriatezza prescrittiva, con l’obiettivo di rendere sempre più coerenti le richieste di visite ed esami con gli effettivi bisogni clinici dei pazienti. Un lavoro che coinvolge i medici di medicina generale, i medici del territorio e gli specialisti ospedalieri, attraverso il confronto tra professionisti prescrittori ed erogatori e la condivisione di criteri comuni per l’attribuzione delle classi di priorità.

In questo percorso hanno assunto un ruolo importante le Direzioni di Distretto e dell’Area Territoriale, impegnate nel coinvolgimento e nel coordinamento dei professionisti e nella promozione di modalità prescrittive condivise. A supporto, i servizi e i referenti dei sistemi informativi aziendali hanno lavorato all’integrazione dei criteri RAO (Raggruppamenti Omogenei di Attesa) nei sistemi prescrittivi territoriali, con l’obiettivo di supportare i professionisti nell’attribuzione appropriata delle classi di priorità e migliorare l’appropriatezza prescrittiva, nel rispetto dell’autonomia e della responsabilità professionale del medico.

«Stiamo lavorando da alcuni mesi su due dimensioni complementari – evidenzia il Dott. Occhi -. Da un lato, il miglioramento dell’organizzazione delle agende e della capacità di risposta del sistema; dall’altro, il governo della domanda, attraverso una maggiore appropriatezza delle prescrizioni. Il dato che vede la Valle d’Aosta sopra la media nazionale nel rapporto tra prestazioni prescritte ed erogate è particolarmente significativo se consideriamo le caratteristiche del nostro territorio: abbiamo un’unica Azienda sanitaria e un ricorso relativamente contenuto al privato puro. Questo significa che una parte importante del fabbisogno sanitario dei valdostani si concentra sull’offerta del SSN, che comprende anche le prestazioni erogate dalle strutture private accreditate per conto del servizio pubblico. La gestione delle liste d’attesa sempre di più va subordinata ai criteri di appropriatezza richiesti a chi prescrive, a chi eroga, ma anche al cittadino ‘esperto’, il cittadino che condivide la responsabilità del proprio patrimonio salute».

Accanto ai progressi registrati nelle priorità urgenti e brevi, emergono alcune flessioni nelle altre classi: per le prime visite differite, il rispetto dei tempi passa dal 73,9% al 70,7%, mentre per quelle programmate dal 93,8% al 92,7%, pur restando sopra la soglia dell’atteso 90%. Gli esami diagnostici programmati scendono dall’87,4% al 73,1%.

«I numeri ci dicono che la direzione intrapresa garantisce le prestazioni che richiedono la risposta più tempestiva – aggiunge il Dott. Occhi -. Non rinunciamo certo all’idea di rispondere in pieno alla richiesta globale di salute, stiamo solo proponendo un criterio di responsabilità condivisa nell’utilizzo di risorse economiche, tecnologiche e professionali».

«Le liste d’attesa – dice l’Assessore alla Sanità, Salute e Politiche sociali, Carlo Marzi – non si risolvono con un’unica misura: sono un fenomeno complesso con cui la sanità italiana si confronta da decenni e che, come abbiamo ripetuto più volte, non ha una ricetta magica. Non è solo una questione di risorse economiche, ma di professionisti che mancano e di una domanda che va governata, oltre che soddisfatta. Per questo agiamo su più leve insieme: l’offerta, l’organizzazione delle agende, il CUP unificato, l’appropriatezza delle prescrizioni. I dati AGENAS ci dicono che questa strada dà risultati dove la tempestività conta di più: le prime visite urgenti nei tempi passano dal 51,9% al 70,2% e gli esami urgenti dal 67,1% all’86,3%, dimostrando quanto sia importante affiancare agli interventi organizzativi un lavoro condiviso tra tutti i professionisti della sanità. Ci dicono anche, con altrettanta chiarezza, che concentrare le risorse sulle priorità ha un prezzo: calano le visite differite e programmate e, soprattutto, gli esami programmati (dall’87,4% al 73,1%). È una precisa scelta che abbiamo fatto e non nascondiamo, e su questi tempi dovremo ora lavorare. Anche il dato relativo al rapporto tra la grande quantità di prescrizioni e le prestazioni effettivamente erogate è significativo, il 42,7%, rispetto alla media nazionale del 37,7%. Il nostro ringraziamento va a chi ha reso possibili questi risultati, dalle strutture ospedaliere ai servizi territoriali, dagli operatori amministrativi ai professionisti della salute. Siamo consapevoli che le criticità non sono superate, ma è importante riconoscere il lavoro svolto per l’accessibilità delle cure per tutti i valdostani. Come avevamo annunciato a fine 2024, le liste d’attesa restano un obiettivo specifico dell’Assessorato e dell’Azienda USL: il lavoro del gruppo di progetto dedicato e il percorso sull’appropriatezza proseguiranno, perché un miglioramento stabile dell’accesso alle cure vale più di un buon dato trimestrale».

L’Azienda USL proseguirà quindi il lavoro di revisione delle agende, il rafforzamento del coordinamento tra i servizi, il consolidamento delle attività del CUP Urgenze e il percorso sull’appropriatezza prescrittiva, mantenendo un monitoraggio costante degli indicatori della piattaforma nazionale. La sfida è trasformare i progressi registrati nei primi nove mesi del 2026 in un miglioramento stabile e progressivo dell’accesso alle prestazioni sanitarie, valorizzando il contributo di tutti i professionisti coinvolti.

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