mercoledì, 21 Ottobre 2026

Vene varicose: tra movimento e trattamenti, ecco le 4 abitudini per il benessere delle gambe

Dall’attività fisica alla postura, fino alle opzioni terapeutiche: il personal trainer Christian Boceda illustra le buone abitudini quotidiane, mentre il Dott. Marco Iera spiega quando rivolgersi a uno specialista e quali trattamenti possono essere indicati.

Milano, 21 ottobre 2026 – Le vene varicose non sono soltanto un inestetismo, ma una patologia che, se trascurata, può avere conseguenze anche importanti sulla salute. Si stima che in Italia ne soffra, in forma più o meno grave, circa il 40% delle donne e il 20-30% della popolazione generale.

Il problema nasce quando le valvole presenti nelle vene delle gambe, che aiutano il sangue a risalire verso il cuore, non funzionano correttamente. Il sangue tende così a ristagnare, provocando la dilatazione delle vene superficiali. Oltre a pesantezza, dolore e gonfiore, nei casi più avanzati possono comparire infiammazione e alterazioni della pelle, con il rischio di complicanze.

Tra i principali fattori di rischio figurano la familiarità, il sovrappeso e l’obesità, la scarsa attività fisica e le professioni che costringono a trascorrere molte ore in piedi, fermi nella stessa posizione. Anche la gravidanza e i cambiamenti ormonali possono contribuire alla comparsa o al peggioramento delle varici nelle persone predisposte.

Accanto alla valutazione medica, uno stile di vita attivo può contribuire al benessere delle gambe e della circolazione. “Si tratta di intervenire sulle proprie abitudini con costanza, senza cercare soluzioni miracolose. Il movimento può sostenere la circolazione e il benessere generale, contribuendo a ritardare la comparsa o favorendo la gestione di alcuni disturbi legati alla patologia”, spiega il personal trainer Christian Boceda, esperto di angiologia, ideatore delle routine circolatorie e founder di CB Coaching.

I consigli di Christian Boceda: 4 abitudini da cui partire

  • Movimento. La contrazione dei muscoli favorisce il ritorno venoso. In quest’ottica, il polpaccio riveste un ruolo importante: quando si contrae, agisce come una pompa naturale che aiuta il sangue a risalire verso il cuore.
  • Prestare attenzione ai cambiamenti ormonali. Gravidanza, menopausa e contraccezione orale possono influenzare la comparsa o il peggioramento delle varici nelle persone predisposte. Riconoscere questi fattori aiuta a prestare attenzione ai segnali del proprio corpo e a chiedere un parere medico quando necessario.
  • Evitare di mantenere troppo a lungo la stessa posizione. Trascorrere molte ore in piedi, fermi nella stessa posizione, o rimanere seduti a lungo può accentuare pesantezza e gonfiore. È utile interrompere i periodi di immobilità con brevi pause di movimento e scegliere abiti comodi, che non comprimano eccessivamente le gambe.
  • Curare l’alimentazione e la regolarità intestinale. Un’alimentazione equilibrata, ricca di fibre provenienti da frutta, verdura, legumi e cereali integrali, insieme a un’adeguata idratazione, aiuta a mantenere la regolarità intestinale. Non esistono, tuttavia, alimenti specifici in grado di prevenire o far regredire le vene varicose.

Gli esercizi utili per la circolazione

Ponte a terra. Ideale per tonificare glutei e parte posteriore delle cosce, favorendo al tempo stesso la circolazione. Da eseguire in posizione supina, con le ginocchia piegate e i piedi a terra, sollevando il bacino e contraendo i glutei. Ripetere 20 volte.

Step-up con piccolo slancio. Un esercizio che combina coordinazione, attivazione muscolare e stimolazione del sistema linfatico. Si esegue salendo su un piccolo rialzo e portando leggermente verso l’alto il ginocchio opposto. Anche in questo caso sono consigliate 20 ripetizioni.

Scrollate con gambe in scarico. Un vero alleato contro il gonfiore, soprattutto dopo una giornata trascorsa sedute o in piedi. In posizione supina, con le gambe sollevate, si eseguono rapide vibrazioni per 45-60 secondi per stimolare il drenaggio dei liquidi.

Sollevamenti alternati sulle punte dei piedi. Appoggiandosi a una parete o a un supporto, si eseguono 10 o 15 sollevamenti sulle punte di un piede e poi dell’altro avendo cura di ritornare a terra in modo lento e controllato.

Gli esercizi da limitare se si soffre di gambe pesanti

“Ci sono alcuni allenamenti che possono risultare poco indicati per chi è predisposto a gonfiore e ritenzione idrica come squat con carichi elevati, affondi statici con pesi importanti, corsa intensa e prolungata, esercizi con numerosi salti e sessioni cardio ad alta intensità senza adeguato recupero. Queste attività, se non inserite in un programma personalizzato, possono aumentare l’infiammazione dei tessuti, peggiorare la circolazione e favorire una maggiore sensazione di pesantezza agli arti inferiori”.

Quando le abitudini non bastano: i trattamenti per le vene varicose

“L’attività fisica e le buone abitudini possono sostenere la circolazione e contribuire a gestire alcuni disturbi, ma non eliminano le varici già formate e non sostituiscono gli interventi necessari in presenza di insufficienza venosa”, spiega il Dott. Marco Iera, chirurgo plastico.

“Per capire come affrontare il problema è importante distinguere i piccoli capillari superficiali dalle vene varicose vere e proprie, che possono essere associate a un malfunzionamento delle valvole venose. Pesantezza, gonfiore alle caviglie, dolore, prurito e crampi, soprattutto se peggiorano a fine giornata, sono segnali da non sottovalutare. Anche le alterazioni della colorazione della pelle e le lesioni che faticano a guarire richiedono attenzione”.

In presenza di varici evidenti, sintomi persistenti o sospetta insufficienza venosa, quindi, “è importante rivolgersi a un angiologo o a un chirurgo vascolare, che potrà valutare il quadro clinico e indicare, quando necessario, un ecocolordoppler. Questo esame permette di stabilire se sia necessario intervenire sulla causa del problema prima di trattare le manifestazioni visibili”, prosegue il Dott. Iera.

Le possibilità terapeutiche variano in base al tipo di vaso, alla gravità del quadro e alle caratteristiche della persona. “Per i capillari superficiali e le piccole teleangectasie, una delle opzioni più utilizzate è la scleroterapia, che consiste nell’iniettare una sostanza in grado di determinare la chiusura progressiva del vaso trattato. Per i vasi molto sottili, in casi selezionati, può essere indicato il laser transcutaneo”, chiarisce Iera.

“Quando, invece, le vene varicose sono di maggior calibro e sono associate a un reflusso patologico, possono essere valutate tecniche mininvasive come l’ablazione endovenosa con laser o radiofrequenza, la scleroterapia con schiuma ecoguidata oppure, in situazioni specifiche, altri trattamenti o la chirurgia tradizionale. La scelta dipende sempre dalla diagnosi”.

“Una diagnosi corretta, il trattamento più appropriato e uno stile di vita attivo e salutare permettono di affrontare il problema in modo consapevole, migliorando il benessere e favorendo risultati più duraturi”, conclude Iera.

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