mercoledì, 21 Ottobre 2026

ESMO 2026: Istituto Nazionale dei Tumori di Milano porta a Madrid 29 contributi scientifici

Dall’intelligenza artificiale alle nuove terapie oncologiche, dalla chirurgia dei tumori rari alla qualità della vita, una mappa ragionata degli interventi di medici e ricercatori dell’Istituto milanese al congresso di Madrid, uno dei più importanti appuntamenti mondiali sull’oncologia

Milano, 21 ottobre 2026 – Ventinove contributi scientifici, tra presentazioni orali, poster, interventi congressuali e partecipazioni a studi multicentrici nazionali e internazionali. È la presenza della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano (INT) al Congresso della European Society for Medical Oncology (ESMO), in programma a Madrid dal 23 al 27 ottobre 2026, uno dei principali appuntamenti mondiali dedicati alla ricerca oncologica.

Un’ampia partecipazione che coinvolge diversi gruppi di ricerca dell’Istituto e affronta alcune delle sfide più attuali nella lotta contro il cancro: sviluppare terapie sempre più personalizzate, utilizzare l’intelligenza artificiale per migliorare le decisioni cliniche, individuare nuovi fattori prognostici e garantire una migliore qualità di vita ai pazienti.

Tumore del polmone e intelligenza artificiale: nuove prospettive per la pratica clinica

Con 15 contributi, l’Oncologia Medica Polmone e l’AI-ON Lab rappresentano l’area maggiormente presente al congresso. L’intelligenza artificiale occupa un ruolo centrale, con applicazioni che spaziano dal supporto alle decisioni terapeutiche all’analisi delle immagini, fino all’identificazione dei pazienti più adatti a partecipare agli studi clinici.

Arsela Prelaj interviene in un simposio dedicato alle nuove frontiere della cura del tumore polmonare, illustrando come l’AI possa contribuire a migliorare le decisioni degli oncologi. Federica Corso affronta l’utilizzo della stessa AI nella pratica clinica, con particolare attenzione a come interrogare correttamente questi sistemi per ottenere informazioni affidabili. Alle sessioni dedicate alle tecnologie digitali partecipa anche Vanja Miskovic, del Politecnico di Milano, con un intervento rivolto ai giovani oncologi.

Numerosi i lavori che esplorano applicazioni concrete di queste tecnologie. Rebecca Romanò presenta ricerche sull’impiego dell’AI nelle decisioni relative all’immunoterapia e nell’analisi delle immagini PET/TC, quest’ultima nell’ambito di uno studio che coinvolge anche Beshoy Guirges. Cecilia Silvestri e Arianna Rigamonti studiano invece come le variazioni precoci dei neutrofili, analizzate attraverso il machine learning, possano fornire informazioni sull’esito dei trattamenti nel tumore polmonare avanzato.

Un altro ambito di particolare interesse riguarda l’accesso agli studi clinici: Giuseppe Leone presenta una piattaforma AI per facilitare l’identificazione dei trial più appropriati, mentre Vittoria Peppoloni propone un approccio che integra l’uso degli LLM con la supervisione umana per migliorare la selezione dei pazienti con tumore polmonare. Quest’ultimo lavoro ha ricevuto un ESMO Merit Grant. Completano il quadro Stefano Natangelo, con una revisione delle metodologie utilizzate negli studi sui modelli linguistici in oncologia, e Alessia Vendittelli, con una piattaforma per organizzare e valorizzare i dati clinici provenienti dalle cartelle elettroniche.

Accanto all’innovazione digitale, l’INT partecipa a importanti studi clinici nazionali e internazionali. Giuseppe Lo Russo figura tra gli autori di un’analisi sui biomarcatori dello studio internazionale KEYNOTE-671, che approfondisce i fattori associati all’efficacia della chemio-immunoterapia perioperatoria nel tumore polmonare, e di due studi sulle terapie mirate nel tumore polmonare avanzato: il registro italiano ATLAS, dedicato ai tumori con fusione RET, e il registro internazionale MOMENT, riguardante i pazienti con alterazione METex14.

Chirurgia toracica: nuove conoscenze per affrontare i tumori rari

La Chirurgia Toracica dell’INT porta a Madrid due studi multicentrici presentati da Giovanni Leuzzi, dedicati a neoplasie toraciche rare per le quali la collaborazione tra centri specializzati è fondamentale. Il primo, sviluppato nell’ambito dell’Italian TYME Network, analizza come siano cambiate nel tempo le caratteristiche dei pazienti, le strategie chirurgiche e i risultati del trattamento dei tumori epiteliali del timo. Il secondo riguarda i tumori maligni delle guaine nervose periferiche del torace (MPNST), neoplasie particolarmente rare e aggressive, e approfondisce la possibilità di identificare i pazienti a maggior rischio attraverso specifici fattori prognostici.

Tumori genito-urinari: nuove combinazioni terapeutiche e medicina di precisione

Otto i contributi dell’Oncologia Medica Genito-Urinaria, che spaziano dai nuovi trattamenti farmacologici alla caratterizzazione molecolare delle neoplasie.

Giuseppe Procopio presenta in una sessione Rapid Oral i risultati preliminari dello studio REPRINT, che valuta l’associazione di enfortumab vedotin e pembrolizumab in due rare neoplasie renali, il carcinoma dei dotti collettori e il carcinoma midollare. Lo stesso ricercatore contribuisce inoltre a uno studio sull’utilizzo della radiomica nel carcinoma renale metastatico, nell’ambito di un progetto multiomico che vede anche la partecipazione di Elena Verzoni, impegnata nell’analisi delle caratteristiche trascrittomiche della malattia. L’oncologia Genitourinaria con Elena Verzoni è anche presente tra gli autori e tra i principali centri arruolatori in due importanti studi internazionali sul carcinoma renale con focus sull’inibizione di Hif2a; uno in prima linea (Litespark 012) e uno in pazienti pretrattati (Litespark 011). Patrizia Giannatempo interviene in qualità di relatrice in un simposio dedicato alla personalizzazione delle strategie perioperatorie nel carcinoma uroteliale.

La ricerca si estende ai meccanismi di risposta e resistenza alle terapie. Marco Stellato presenta due lavori dedicati alle alterazioni molecolari nel carcinoma prostatico metastatico e ai risultati dell’associazione pembrolizumab-enfortumab vedotin nel carcinoma uroteliale. Simone Rota approfondisce i meccanismi biologici di resistenza al cabozantinib nei carcinomi dei dotti collettori, mentre Amedeo Nuzzo analizza il ruolo della risposta alla chemioterapia di induzione nei tumori germinali recidivati o refrattari. Alessandro Rametta ha contribuito allo studio GDFather-NEO che ha dimostrato come bloccare GDF-15 insieme a PD-1 migliora nettamente i risultati nei pazienti con tumore della vescica.

Melanomi oculari: trattamenti innovativi e possibilità di preservare l’occhio

L’Oncologia Medica Melanomi contribuisce con studi dedicati soprattutto al melanoma uveale e congiuntivale, tumori rari che richiedono competenze altamente specialistiche.

Tra i risultati di maggiore interesse clinico figura uno studio presentato da Lorenza Di Guardo, sulla possibilità di utilizzare terapie sistemiche prima della chirurgia nei melanomi congiuntivali localmente avanzati, per preservare l’occhio ed evitare interventi demolitivi. Francesca Rifaldi presenta altri due lavori dedicati al melanoma uveale avanzato, approfondendo la gestione della terapia con tebentafusp e le modificazioni della risposta immunitaria associate al beneficio clinico. Lorenza Di Guardo partecipa, come principal investigator, al progetto internazionale OptimUM-02, che studia nuove combinazioni terapeutiche nel melanoma uveale metastatico.

Dalla medicina di precisione alle nuove applicazioni dell’intelligenza artificiale, fino alla cura dei tumori rari e alla qualità della vita, emerge una ricerca orientata a un obiettivo comune: trasformare le nuove conoscenze scientifiche in opportunità sempre più concrete per i pazienti oncologici.

Notiziario

Archivio Notizie