giovedì, 22 Ottobre 2026

Medici: nasce il Coordinamento Nazionale dello SMI dei Medici a Ruolo Unico (RUAP)

Roma, 21 ottobre 2026 – Durante il VI Congresso Nazionale del Sindacato Medici Italiani è nato il Coordinamento Nazionale dello SMI dei Medici a Ruolo Unico di Assistenza Primaria (RUAP). Una nuova rete nazionale per rappresentare le istanze dei medici a Ruolo Unico per valorizzare le esperienze dei territori e contribuire attivamente all’elaborazione delle politiche sindacali, così Alessio Crisanti, Responsabile Coordinamento Nazionale RUAP dello SMI.

L’iniziativa nasce dalla volontà di rafforzare la partecipazione diretta dei medici inseriti nel nuovo modello convenzionale, riconoscendo la necessità di dare spazio alle esperienze, alle criticità e alle proposte di chi vive quotidianamente le trasformazioni della medicina generale. L’obiettivo principale del Coordinamento Nazionale RUAP sarà evidenziare le istanze dei medici a Ruolo Unico, contribuendo alla definizione delle priorità e delle proposte sindacali attraverso un confronto costante con i professionisti impegnati sul territorio.

Una particolare attenzione sarà rivolta alle differenti applicazioni regionali del Ruolo Unico, alle condizioni di lavoro, alla sostenibilità del debito orario, alla compatibilità tra attività a ciclo di scelta e attività oraria e alle criticità organizzative che emergono nell’attuazione del nuovo modello.

Il Coordinamento Nazionale RUAP dello SMI intende costruire una rete in tutta Italia capace di collegare i colleghi delle diverse Regioni, raccogliere le loro esperienze e trasformare le problematiche quotidiane in proposte concrete.

“L’obiettivo che ci poniamo è quello di dare voce a chi vive quotidianamente questo nuovo modello, creando un collegamento stabile tra i professionisti e il sindacato. Vogliamo che le esperienze dei medici, le difficoltà organizzative e le proposte che emergono dai territori contribuiscano concretamente a orientare l’azione sindacale. Il Ruolo Unico non può essere soltanto un cambiamento contrattuale: deve tradursi in un modello professionale sostenibile, capace di valorizzare il lavoro dei medici e migliorare l’assistenza ai cittadini”.

“Abbiamo l’ambizione di rafforzare una rappresentanza che parta dall’esperienza concreta dei professionisti, affinché le scelte sul futuro della medicina generale siano costruite anche attraverso il contributo diretto di chi è chiamato ad applicarle ogni giorno”.

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