mercoledì, 21 Ottobre 2026

Parchi e spiagge, la cura degli spazi comuni passa anche dai cittadini

Dopo un’estate vissuta all’aperto, la qualità di parchi e litorali torna al centro dell’attenzione. Dalla disponibilità di verde in città alle giornate di raccolta, cresce il ruolo di chi li frequenta.

L’estate appena conclusa ha riportato milioni di persone sulle spiagge, nelle pinete e nei parchi cittadini. Con l’autunno le giornate all’aperto si spostano dai litorali ai giardini di quartiere, ma il tema resta lo stesso: gli spazi comuni sono una parte concreta della vita quotidiana, e il modo in cui vengono tenuti riguarda chi li amministra e chi li frequenta.

Quanto verde c’è nelle città italiane

Secondo l’Istat, nei comuni capoluogo le aree verdi urbane superano i 590 chilometri quadrati, pari a 33,7 metri quadrati per abitante. Il dato si riduce se si considera soltanto il verde effettivamente aperto alla fruizione dei cittadini: 15,9 metri quadrati a testa, con il valore più alto nel Nord-est (24,1). Parchi, giardini e aree attrezzate sono quindi una risorsa diffusa ma distribuita in modo non uniforme sul territorio.

La quantità, però, non basta. Un parco è davvero fruibile quando è accessibile, sicuro e curato. La manutenzione spetta alle amministrazioni, ma la qualità di un’area verde dipende anche dai comportamenti di chi la attraversa.

Le spiagge, spazio comune dell’estate

Lo stesso vale per i litorali, che per molti italiani sono il principale luogo all’aperto dei mesi estivi. Anche qui la qualità dello spazio dipende dall’attenzione di chi lo vive, e da anni viene osservata con continuità. L’indagine Beach Litter di Legambiente ha monitorato tra il 2014 e il 2026 653 tratti di costa. Dai rilievi emerge che circa l’80% degli oggetti ritrovati sulla sabbia è di plastica, in gran parte imballaggi e prodotti di uso quotidiano: materiali che, se raccolti e differenziati, possono rientrare nel ciclo del recupero.

Il dato più interessante è forse il metodo. Queste informazioni esistono perché migliaia di cittadini hanno dedicato del tempo a raccogliere, contare e classificare, in un’esperienza di scienza partecipata tra le più ampie in Europa. Un impegno che si rinnova ogni anno con campagne come Spiagge e Fondali Puliti.

Dalla misura all’azione: le giornate di raccolta

Accanto alle campagne delle associazioni ambientaliste si sono diffuse negli ultimi anni le giornate di pulizia organizzate da comitati di quartiere, scuole e aziende. Tra queste c’è Green like a KIWI, progetto promosso da KIWI Vapor, azienda del settore della sigaretta elettronica, insieme a Piantando, società Benefit certificata B Corp.

Il progetto, avviato nel 2025 a Pavia, ha fatto tappa a marzo 2026 a Milano, nel quartiere Certosa, dove più di 40 volontari hanno raccolto oltre cento chili di rifiuti in un’area verde. A giugno 2026 è stata la volta della pineta e della spiaggia libera di Torre del Lago Puccini, in provincia di Lucca: circa quaranta partecipanti hanno raccolto e differenziato oltre 170 chili di materiali tra plastica, carta e indifferenziato. In entrambe le occasioni Piantando ha pesato, tracciato e certificato i quantitativi, poi avviati alla corretta gestione.

Il loro valore di queste iniziative sta nella misurabilità dei risultati e nel coinvolgimento diretto delle persone, che restituisce un parco o un tratto di costa a chi lo frequenta. Sul fronte dei propri prodotti, l’azienda aderisce inoltre a T-Collect, il circuito di Logista Italia per la raccolta dei dispositivi elettronici a fine vita.

Piccoli gesti, tutto l’anno

La cura degli spazi comuni non ha stagione. Riportare a casa i propri rifiuti quando i cestini sono pieni, differenziare anche fuori casa, segnalare al Comune un’area trascurata, partecipare a una giornata di raccolta nel proprio quartiere: sono abitudini semplici, alla portata di tutti.

Chi ha passato l’estate in spiaggia sa quanto conti trovare un luogo pulito. Lo stesso vale per il giardino sotto casa nei mesi che verranno. Parchi e litorali sono beni condivisi, e la loro qualità si costruisce un gesto alla volta.

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