venerdì, 16 Ottobre 2026

Giornata mondiale dell’alimentazione, Paganini (Competere): “Il cibo è sicurezza nazionale. Basta guerre ideologiche agli alimenti”

“Il cibo non è soltanto nutrizione. È sicurezza nazionale, salute pubblica, sviluppo economico e stabilità sociale. In un mondo attraversato da tensioni geopolitiche, conflitti e fragilità delle catene di approvvigionamento, dobbiamo riconoscere all’intero sistema agroalimentare il ruolo di infrastruttura strategica, al pari dell’energia e delle telecomunicazioni”.
Lo dichiara Pietro Paganini, presidente di Competere, intervenendo da Bratislava, dove partecipa come relatore all’EDA Annual Convention 2026, la conferenza annuale della European Dairy Association, in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione.
“Oggi -prosegue- 645 milioni di persone soffrono la fame e quasi 2,7 miliardi non possono permettersi una dieta sana. Sono questi i numeri da cui dovrebbe partire qualsiasi politica alimentare. La priorità è garantire alimenti sicuri, nutrienti, accessibili e diversificati. Per riuscirci abbiamo bisogno di agricoltura, allevamento, industria di trasformazione, ricerca, tecnologie e commercio internazionale. Nessuna di queste componenti può essere considerata secondaria”.
Secondo Paganini “occorre superare una contrapposizione sempre più diffusa nel dibattito pubblico. Abbiamo trasformato l’alimentazione in un campo di battaglia ideologico, dividendo gli alimenti in buoni e cattivi e arrivando a demonizzare intere categorie sulla base dei processi produttivi” sottolinea Pietro Paganini che reputa questo “un errore scientifico e politico. La trasformazione alimentare non è di per sé un indicatore di qualità nutrizionale: permette anche di migliorare sicurezza, conservazione, disponibilità e accessibilità degli alimenti. La qualità va valutata considerando composizione, quantità, frequenza di consumo e dieta complessiva.
Lo stesso vale per strumenti come il Nutri-Score e per le classificazioni degli alimenti ultraprocessati” chiosa il Presidente di Competere. “Ridurre la complessità nutrizionale a un colore, una lettera o una categoria rischia di trasmettere messaggi incompleti. Dobbiamo informare meglio i consumatori, non sostituirci alle loro decisioni. Educazione alimentare, ricerca e nuove tecnologie, inclusa l’intelligenza artificiale, possono aiutarci a costruire una prevenzione più efficace e personalizzata”.
Un ruolo centrale, conclude Paganini, spetta all’Italia.
“Il nostro Paese dispone di una filiera agroalimentare straordinaria per qualità, competenze, capacità industriale e innovazione. Dobbiamo difenderla e rafforzarla, non penalizzarla con approcci ideologici. La vera sfida non è fare la guerra agli alimenti, ma rendere un’alimentazione equilibrata, sicura e nutriente accessibile a tutti.
La sicurezza alimentare non si costruisce eliminando alimenti, ma creando le condizioni perché tutti possano nutrirsi meglio. Questa dovrebbe essere la priorità della politica”.

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