giovedì, 15 Ottobre 2026

Menthorai presentato alla Camera: un percorso di studio nato per chi ha DSA – Disturbi specifici dell’apprendimento

Agli studenti con DSA non mancano gli strumenti. Manca un metodo di studio

Alla Camera dei Deputati è stato presentato MENTHORAI: non un insieme di strumenti adattati, ma un percorso di studio nato per chi ha DSA

Il 13 ottobre, alla Sala Stampa della Camera dei Deputati, la presentazione della piattaforma, già attiva per le famiglie, che ogni giorno aiuta a studiare e, nel tempo, insegna come si studia.

Roma, 15 ottobre 2026 – Si è chiusa domenica la Settimana europea della dislessia. Ma per uno studente con DSA – Disturbi Specifici dell’Apprendimento – lo studio non è un tema da una settimana l’anno: è il pomeriggio di ogni giorno, sui libri. Di strumenti compensativi oggi ne ha molti. Quello che spesso gli manca è un percorso che lo aiuti a costruire un metodo di studio. Sintesi vocale, mappe concettuali, caratteri ad alta leggibilità restano pezzi separati, da combinare da solo, e la mappa rischia di diventare una scorciatoia invece del punto d’arrivo dello studio.

MENTHORAI parte da qui. Non è un insieme di strumenti adattati: è un percorso di studio progettato fin dall’origine per gli studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento, e in particolare con dislessia. La piattaforma è stata presentata il 13 ottobre, alle ore 10.00, nella Sala Stampa della Camera dei Deputati, nella conferenza stampa «MENTHORAI – L’intelligenza che supporta i talenti di ogni ragazzo», promossa su iniziativa dell’On. Luciano Ciocchetti.

Il ruolo dell’intelligenza artificiale

MENTHORAI utilizza l’intelligenza artificiale come motore che organizza il lavoro, non come fonte di risposte. L’IA legge il materiale caricato dallo studente, lo scompone in passaggi, prepara le domande di verifica e costruisce la mappa e il riassunto. Lo fa seguendo metodologie proprietarie e in un circuito chiuso: lavora solo su quel materiale, senza accesso a Internet. Il ragionamento resta allo studente. La tecnologia fa ciò che a lui costa più fatica, cioè rendere il contenuto accessibile e ordinato, e lascia a lui la parte che conta: capire.

«L’intelligenza artificiale può rappresentare una grande opportunità per la scuola se viene utilizzata per valorizzare le capacità della persona e non per sostituirle», sottolinea l’On. Luciano Ciocchetti. «Portare questo confronto alla Camera significa mettere in relazione istituzioni, innovazione e mondo educativo partendo dalle esigenze concrete degli studenti».

Il percorso, ogni giorno, sul materiale dello studente

  • Si carica il materiale di studio: pagine del libro, dispense, anche appunti scritti a mano.
  • Un concetto alla volta: lettura, voce e colori sono sempre a portata dentro la lezione, non in strumenti separati.
  • Una domanda per verificare: se lo studente sbaglia, il tutor rispiega in un altro modo, senza voti e senza giudizi.
  • La mappa concettuale arriva alla fine, quando c’è qualcosa da organizzare, come risultato della comprensione e non al suo posto.
  • Riassunto e verifica finale, che lo studente salva e stampa per ripassare.

È la sequenza di uno studio fatto bene: capire, verificare, rispiegare, organizzare, ripassare. Ripetuta ogni giorno, diventa un metodo.

«Gli strumenti compensativi sono un diritto e restano indispensabili. Ma per uno studente con dislessia la fatica spesso non è capire: è arrivare al contenuto del testo e poi metterlo in ordine», osserva la Dott.ssa Barbara Letteri, consulente scientifica di MENTHORAI. «Un percorso che porta prima alla comprensione e solo dopo alla mappa aiuta a costruire un metodo di studio. L’obiettivo è che il ragazzo lo faccia proprio e lo porti con sé, nello studio di ogni giorno, in continuità con il lavoro della scuola».

Perché conta

Secondo il Ministero dell’Istruzione e del Merito, gli studenti con certificazione DSA sono 354.569, il 6% dei frequentanti, contro lo 0,9% del 2010/11. Quasi 193 mila sono alle superiori, dove il carico di studio cresce di più. Il supporto specializzato quotidiano, però, resta fuori dalla portata economica di molte famiglie.

Le garanzie per i minori

Lo studente non scrive testo libero e la piattaforma non naviga in Internet. Non esistono punteggi né uno storico dei risultati, e il genitore non vede le lezioni del figlio. Lo studente è informato che sta interagendo con un’intelligenza artificiale. Le metodologie, Protocollo 6 e BLIP, sono proprietarie e depositate. Il progetto è sviluppato in coerenza con le Linee guida del Ministero sull’IA a scuola (DM 166/2025), con il GDPR e con il Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale.

«A un ragazzo con DSA non serve un altro strumento da imparare a usare: serve qualcuno che lo accompagni nello studio, nel modo giusto, ogni giorno. MENTHORAI ogni giorno lo aiuta a studiare e, nel tempo, gli insegna come si studia», spiega Sergio Lai, fondatore e Amministratore Unico di MENTHORAI.

La piattaforma è attiva per le famiglie dal 15 settembre, a 45 euro al mese tutto incluso, senza costi a consumo.

Sono intervenuti l’On. Luciano Ciocchetti, Sergio Lai e la Dott.ssa Barbara Letteri, consulente scientifica di MENTHORAI. Ha moderato il Dott. Fabio Boscacci.

Chi è MENTHORAI

MENTHORAI S.r.l. è una start-up innovativa e Società Benefit con sede a Cagliari. Lo sviluppo si avvale della collaborazione clinica del Centro Phare Psyché, nella persona della Dott.ssa Sabrina Cesetti, e della consulenza scientifica della Dott.ssa Barbara Letteri. La società è membro aderente della European Dyslexia Association.

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