Al Global Welfare Summit, Howden accende i riflettori sulle criticità del sistema della sanità integrativa, sempre più sotto pressione per l’invecchiamento della popolazione, l’elevata frequenza delle prestazioni e le difficoltà del modello assicurativo tradizionale
Milano, 15 ottobre 2026 – La sanità integrativa italiana rischia di andare incontro a una crisi di sostenibilità nei prossimi anni. A mettere sotto pressione il sistema non sono soltanto l’invecchiamento della popolazione e il calo della natalità, ma anche un modello di gestione delle coperture sanitarie che, basandosi prevalentemente sul trasferimento del rischio alle compagnie assicurative, fatica sempre più a mantenere il proprio equilibrio economico. È l’allarme lanciato da Howden, broker assicurativo globale leader in Italia, in occasione della terza edizione del Global Welfare Summit, appuntamento nazionale che ha riunito ieri a Roma, a Villa Miani, istituzioni, imprese, fondi sanitari, compagnie assicurative e operatori del settore per confrontarsi sulle principali sfide e prospettive del welfare italiano.
Per rispondere a queste criticità, Howden propone un’evoluzione del modello tradizionale verso un sistema win win che preveda una più efficiente redistribuzione dei rischi tra le casse/fondi sanitari e le compagnie secondo le rispettive capacità economiche e organizzative con un maggior ruolo, ove necessario, anche della riassicurazione per proteggere da trend anomali di consumo sanitario. Il tema è stato al centro del workshop “Il rischio condiviso. Sostenibilità dei fondi sanitari e modelli di riassicurazione”, promosso in collaborazione con Howden, che ha riunito rappresentanti dei principali operatori della sanità integrativa per un confronto sulle prospettive del settore e sull’evoluzione degli attuali modelli di gestione del rischio.
«Finora il dibattito sulla sostenibilità del sistema sanitario italiano si è concentrato prevalentemente sulle difficoltà del Servizio Sanitario Nazionale, ma oggi anche la sanità integrativa si trova di fronte a fenomeni che rischiano di comprometterne l’equilibrio economico nei prossimi anni», ha dichiarato Andrea Pozzi, Chief Business Development Officer di Howden in Italia. «L’invecchiamento della popolazione e l’alta frequenza delle prestazioni sanitarie stanno mettendo sotto pressione un modello che si affida in larga misura alle compagnie assicurative. È necessario affrontare questo cambiamento prima che le difficoltà diventino croniche, ripensando il modo in cui vengono gestiti e trasferiti i rischi».
Una delle principali criticità riguarda proprio l’elevato consumo dei piani sanitari, sempre più caratterizzati da prestazioni non solo frequenti ma anche ricorrenti: una trasformazione che rende più complesso mantenere l’equilibrio tecnico e finanziario delle coperture e che, insieme ai requisiti patrimoniali e di solvibilità cui sono soggette le compagnie, mette in discussione la sostenibilità nel lungo periodo di un sistema basato prevalentemente su soluzioni interamente assicurate.
Per Howden, la risposta passa dall’evoluzione del modello tradizionale. «Non si tratta semplicemente di trovare nuove coperture, ma di ripensare il funzionamento stesso della sanità integrativa», ha aggiunto Pozzi. «La sostenibilità della sanità integrativa richiede oggi un’assunzione di responsabilità condivisa da parte di tutti gli attori. Le compagnie assicurative sono un partner essenziale per la solidità del sistema e la protezione degli assistiti. Reinventare il modello significa costruire insieme a loro una maggiore compartecipazione al rischio da parte dei fondi sanitari e delle imprese, con una ripartizione coerente con le capacità di ciascuno e con obiettivi di sostenibilità di lungo periodo».
«I modelli misti, quindi, combinando una presenza più rilevante delle casse e fondi sanitari nell’assunzione in proprio di alcune prestazioni in stretta collaborazione con le compagnie di assicurazione, che garantiscono a loro volta la sostenibilità economico-finanziaria a medio-lungo termine anche delle prestazioni economicamente più rilevanti, rappresentano una possibile risposta alle difficoltà attuali. È una strada che in Howden abbiamo già iniziato a percorrere e che consente di riportare la protezione assicurativa alla sua funzione essenziale di gestione del rischio, contribuendo a costruire un sistema economicamente più sostenibile nel tempo».
Howden, attraverso la Specialty Employee Benefits, in Italia e nel mondo, affianca le imprese per individuare e costruire percorsi di welfare efficaci e personalizzati, con l’obiettivo di accrescere la soddisfazione dei dipendenti e offrendo consulenza per il contenimento dei costi e la comprensione delle normative e delle relative responsabilità.