giovedì, 15 Ottobre 2026

L’esclusione sociale tra i temi di Welfair, dai tavoli emerge la necessità di una sanità che non lasci indietro nessuno

Disabilità, fibromialgia e fragilità sociali al centro del confronto. Obiettivo: superare le disuguaglianze nell’accesso alle cure e costruire percorsi di assistenza integrati attorno alla persona

Roma, 14 ottobre 2026 – Tra i tanti temi affrontati oggi, nella giornata di apertura di Welfair – La fiera del fare Sanità organizzata da Fiera Roma e B-Sanità by Experience, si è parlato in maniera approfondita di disuguaglianze sociali che spesso si traducono in difformità nei percorsi assistenziali e di cura.

“Non poter accedere a una visita medica per ragioni economiche, incontrare ostacoli nell’assistenza a causa di una disabilità, convivere con una patologia cronica che fatica a essere riconosciuta, sono manifestazioni diverse di uno stesso problema: l’esclusione sanitaria che spesso si intreccia con quella sociale e rischia di privare le persone non soltanto del diritto alla salute, ma anche della possibilità di partecipare pienamente alla vita della comunità”. A dichiararlo è Alessandra Aluigi, Assessora alle Politiche Sociali, Terza Età e Invecchiamento Attivo, Sanità, Politiche Abitative, Diritti LGBTQ+ del Municipio VIII e coordinatrice del tavolo “Esclusione sociale ed esclusione sanitaria: come costruire reti territoriali che non lasciano indietro nessuno”.

Dal tavolo sull’esclusione sociale è emersa la consapevolezza che la costruzione di reti territoriali integrate tra sanitario e sociale è necessaria perché l’esclusione sanitaria nasce e si alimenta dentro l’esclusione sociale. “Quindi può essere realmente contrastata solo agendo contemporaneamente su salute, reddito, casa, lavoro, relazioni e diritti di cittadinanza”.

Disabilità: una governance coordinata attorno alla persona

In questa ottica, la disabilità rappresenta uno dei principali banchi di prova della capacità inclusiva del sistema sanitario. Infatti, non basta garantire formalmente l’accesso alle prestazioni ma occorre assicurare percorsi accessibili, tempi certi, continuità tra ospedale, territorio e domicilio, nonché un coordinamento efficace tra assistenza sanitaria e tutele previdenziali. A questo tema è dedicato il tavolo “Superare la disabilità: una governance coordinata attorno alla persona con menomazioni” dove, tra le questioni affrontate, sono emersi il ruolo dell’INPS nella valutazione dell’invalidità, l’integrazione dei sistemi informativi sanitari e previdenziali, le opportunità offerte dalle tecnologie assistive e dalla telemedicina accessibile. Particolare attenzione è stata riservata al coinvolgimento diretto delle persone con disabilità e delle associazioni nella progettazione dei servizi, affinché le risposte non siano definite soltanto sulla base delle prestazioni disponibili, ma delle reali esigenze di autonomia e partecipazione.

Per Filippo Bonanni, Direttore centrale salute e prestazioni disabilità INPS, “Il nostro paese sta attraversando un momento di grande e profonda trasformazione per quanto riguarda il mondo della disabilità e della salute. È in attuazione la riforma del decreto 62: il soggetto viene preso in carico e considerato non solo più dal punto di vista medico, come anni fa avveniva, ma attraverso un punto di vista biopsicosociale, cioè tutte quelle che sono le relazioni che l’individuo può e deve avere con il mondo esterno che lo circonda per il suo pieno inserimento. Quindi viene elaborato un “progetto di vita”, cioè l’insieme di tutte quelle iniziative e misure che servono alla persona per inserirsi nel contesto sociale in cui desidera vivere”.

Fibromialgia: riconoscere, curare, ascoltare

Esiste poi una forma di esclusione meno evidente, che riguarda le persone la cui sofferenza non è immediatamente riconoscibile. È il caso – tra gli altri – della fibromialgia, condizione cronica complessa caratterizzata da dolore diffuso, affaticamento persistente, disturbi del sonno e difficoltà cognitive, che possono compromettere profondamente la qualità della vita, le relazioni sociali e la capacità lavorativa.

La difficoltà di arrivare a una diagnosi, la variabilità dei sintomi e la disponibilità disomogenea dei percorsi assistenziali rischiano di aggiungere alla sofferenza fisica anche un senso di incomprensione e isolamento. Il mancato riconoscimento dei bisogni può tradursi in ostacoli nell’accesso alle cure, nella tutela del lavoro e nel mantenimento dell’autonomia personale. Il convegno “Fibromialgia: riconoscere, curare, ascoltare” ha affrontato proprio queste criticità mettendo a confronto specialisti, rappresentanti delle istituzioni, associazioni e persone che convivono con la patologia.

“Le persone che convivono con la fibromialgia sono tante e spesso si trovano in una situazione difficile nei rapporti con il sistema sanitario, che non sempre ne comprende le esigenze. Fiera Roma Academy vuole essere uno spazio di riflessione e confronto su queste necessità”, ha sottolineato Andrea Sbarbati, direttore scientifico di Fiera Roma Academy.

Il filo conduttore dei tre appuntamenti è il passaggio da una sanità organizzata per singole prestazioni a un sistema capace di riconoscere la complessità dei bisogni. Contrastare l’esclusione significa non soltanto ampliare l’accesso ai servizi ma anche riconoscere tempestivamente le condizioni di fragilità, eliminare gli ostacoli che impediscono di curarsi e accompagnare le persone lungo percorsi assistenziali continuativi. La sfida che Welfair porta al centro del confronto è dunque costruire un modello di salute realmente inclusivo, nel quale istituzioni, professionisti sanitari, servizi territoriali e associazioni possano lavorare insieme per impedire che una condizione economica, una disabilità o una malattia cronica si trasformino in un fattore di esclusione sociale.

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