giovedì, 15 Ottobre 2026

Ospedale San Francesco di Nuoro, avvio attività PICC Team aziendale

Posizionamento di PICC e midline: un nuovo servizio per i pazienti ricoverati e per il territorio, anche nelle Case della Comunità e nei Poliambulatori

Nuoro, 15 ottobre 2026 – È iniziata ieri, mercoledì 14 ottobre 2026, presso la Piattaforma ambulatoriale chirurgica del Presidio Ospedaliero San Francesco di Nuoro, l’attività del PICC Team aziendale, il gruppo multi-professionale e interdisciplinare composto da medici e infermieri, dedicato alla valutazione, all’impianto, alla gestione e al monitoraggio dei PICC – Peripherally Inserted Central Catheter, catetere centrale a inserimento periferico – e dei midline, dispositivi utilizzati per la somministrazione di terapie endovenose prolungate.

Il servizio è rivolto ai pazienti ricoverati nell’Ospedale San Francesco di Nuoro e ai pazienti del territorio. L’attività si estenderà progressivamente all’intera provincia, con interventi anche nelle Case della Comunità e nei Poliambulatori aziendali.

Il PICC Team avrà il compito di prendere in carico il paziente lungo tutto il percorso: dalla valutazione dell’appropriatezza della richiesta alla scelta del dispositivo più indicato, dall’impianto alla gestione delle eventuali complicanze infettive, trombotiche o meccaniche, fino ai controlli periodici e al follow-up. Saranno inoltre sviluppate attività di consulenza rivolte ai reparti ospedalieri, ai servizi territoriali, alle strutture residenziali e all’assistenza domiciliare, insieme alla formazione degli operatori sanitari, dei pazienti e dei familiari.

«Con l’avvio del PICC Team aziendale compiamo un passo strategico per l’intera ASL 3», dichiara il Direttore Generale dell’ASL 3 di Nuoro, dott. Francesco Trotta. «Garantiamo ai pazienti un accesso venoso stabile, sicuro e appropriato, riducendo i disagi legati a terapie di lunga durata e rendendo più efficienti i percorsi di cura. È un servizio che nasce in ospedale ma che è pensato fin da subito per il territorio, coerentemente con il modello di prossimità che stiamo costruendo con le Case della Comunità e i Poliambulatori».

«Questo risultato valorizza in modo concreto le competenze avanzate dei nostri infermieri», sottolinea il Direttore della Struttura Complessa Professioni Sanitarie, dott. Alessandro Carrus. «Il PICC Team è un esempio di integrazione professionale e di crescita delle responsabilità cliniche. Abbiamo investito sulla formazione di personale dedicato che ora potrà operare non solo al San Francesco, ma in modo diffuso su tutta la provincia, portando competenza specialistica dove serve».

«La creazione del PICC Team risponde a un bisogno clinico in forte crescita», afferma il Direttore della Struttura Complessa Qualità, governo clinico e gestione dei processi clinici e logistici, dott. Gianluca Doa. «L’aumento della sopravvivenza media, delle patologie croniche e delle comorbidità ha determinato un numero sempre maggiore di pazienti con accesso venoso difficile. Avere un team che standardizza le procedure ci permette di ridurre le infezioni correlate ai cateteri, limitare le interruzioni di terapia ed evitare ricoveri inappropriati».

«È un traguardo importante», dichiara il Direttore della Struttura Complessa di Anestesia e Rianimazione, dott. Peppino Paffi, «perché si inizia l’erogazione di un servizio essenziale per i pazienti ricoverati al San Francesco e per i pazienti del territorio, si valorizza la professionalità dei nostri infermieri e si rafforza la strategia aziendale che implementa la nascita e la strutturazione di nuovi servizi sanitari. Il servizio coprirà anche tutto il territorio provinciale, estendendo l’attività sulle Case della Comunità e sui Poliambulatori aziendali».

Secondo l’Azienda, la presenza di personale esperto e specificamente formato contribuirà a rendere più rapidi e omogenei i percorsi di accesso al servizio, a ridurre la durata dei ricoveri e a migliorare la qualità della vita dei pazienti, in particolare delle persone affette da patologie croniche, oncologiche o sottoposte a terapie infusionali di lunga durata. Non si tratta solamente di competenze tecniche, quelle messe in campo dal team degli accessi vascolari. Si tratta anche di scolpire nel DNA di un’azienda uno dei capitoli cruciali dell’umanizzazione delle cure, quello di rendere meno faticosi i percorsi di chi ha a che fare con malattie di lungo corso.

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