mercoledì, 14 Ottobre 2026

Chirurgia ortopedica robotica, a Lucca nasce la nuova unità semplice di Chirurgia robotica con il sistema “Rosa”

Lucca, 14 ottobre 2026 – L’ospedale “San Luca” di Lucca conferma la sua vocazione all’innovazione in chirurgia ortopedica. Pioniere nell’uso della robotica dal 2019, quando è stato tra i primi centri in Toscana ad avviare la propria esperienza con il sistema robotico “Mako”, l’Ortopedia di Lucca compie un ulteriore salto di qualità: da maggio 2026 è infatti formalmente attiva la nuova unità ospedaliera semplice (UOS) di Chirurgia robotica, coordinata da Miria Tenucci, all’interno dell’unità operativa complessa (UOC) di Ortopedia e traumatologia di Lucca.

Questa nuova UOS, voluta dal direttore dell’area aziendale Ortopedie e traumatologie dell’Azienda USL Toscana nord ovest e primario dell’Ortopedia e traumatologia del Versilia Giuseppe Lioci, nasce come centro di riferimento sovrazonale: al polo di Lucca afferiscono infatti anche i chirurghi protesici degli ospedali di Pontedera e Viareggio, in un’ottica di rete che unisce competenze ed esperienze per garantire lo stesso elevato standard di cura su tutto il territorio.

Cuore tecnologico della nuova unità è oggi “Rosa”, il sistema robotico di ultima generazione sviluppato da Zimmer Biomet per la chirurgia protesica di ginocchio, che affianca ed evolve l’esperienza maturata con “Mako”, a cui si aggiunge la piattaforma Exactech GPS per la protesi di spalla. A Lucca è inoltre consolidata l’attività di protesizzazione dell’anca per via mini-invasiva, che si integra perfettamente nella filosofia di chirurgia a bassa invasività del centro.

La piattaforma robotica consente di pianificare l’intervento in modo estremamente accurato sulla base di un modello 3D dell’articolazione del paziente e di assistere il chirurgo durante tutte le fasi dell’operazione, garantendo una precisione millimetrica nell’esecuzione dei tagli ossei e nel posizionamento della protesi. Questo permette di ricostruire con maggiore fedeltà la cinematica articolare, ovvero il naturale movimento dell’articolazione e il corretto equilibrio tra le strutture che la compongono, favorendo una migliore funzionalità.

La maggiore accuratezza chirurgica consente inoltre di preservare una quantità maggiore di tessuto osseo e dei tessuti molli, riducendo l’invasività dell’intervento, il sanguinamento intraoperatorio e favorendo un recupero funzionale più rapido. Un corretto allineamento e bilanciamento dell’impianto contribuisce infine ad aumentarne la durata nel tempo.

La chirurgia robotica rappresenta oggi uno dei più elevati standard qualitativi disponibili nella chirurgia protesica ed è impiegata soprattutto nel trattamento dell’artrosi, patologia degenerativa cronica che determina progressivamente dolore, limitazione dei movimenti e, nei casi più avanzati, deformazione dell’articolazione, compromettendo significativamente la qualità della vita.

“Il nostro percorso con la robotica è iniziato nel 2019 e ci ha permesso di maturare una grande esperienza – sottolinea il direttore dell’area aziendale Ortopedie e traumatologie, dottor Lioci –. Con l’attivazione della UOS e l’introduzione di Rosa compiamo un’evoluzione naturale: la robotica non sostituisce la mano del chirurgo, ma la rende più precisa e riproducibile. Unita alla nostra esperienza nella chirurgia mini-invasiva dell’anca, ci permette di offrire un percorso di cura davvero moderno, sicuro e personalizzato”.

“La creazione di un polo unico a Lucca è una scelta organizzativa strategica – aggiunge la coordinatrice della UOS Chirurgia robotica, dottoressa Tenucci -. Mettiamo a sistema una storia iniziata sette anni fa, le tecnologie più avanzate di oggi e le competenze dei chirurghi protesici di Lucca, Pontedera e Viareggio. L’obiettivo è garantire ai pazienti di tutta l’area nord ovest la possibilità di accedere a queste tecnologie vicino a casa, con il massimo della qualità”.

Questo percorso all’insegna dell’innovazione è stato reso possibile grazie all’impegno di tutto il personale sanitario coinvolto, dai medici agli infermieri e operatori di sala operatoria, che hanno affrontato con grande professionalità e spirito di squadra il percorso formativo necessario all’utilizzo delle nuove piattaforme.

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