mercoledì, 14 Ottobre 2026

Quando la fisioterapia diventa un percorso a ostacoli: nasce un modello che rimette il paziente al centro

Saluzzo (CN), 14 ottobre 2026 – Sono milioni gli italiani che ogni anno affrontano un percorso di fisioterapia, ma tra difficoltà organizzative e cure frammentate fino al 50% finisce per abbandonarlo. In Piemonte nasce un centro che riunisce 21 professionisti e costruisce un percorso condiviso, dalla diagnosi al recupero.

Che sia per un mal di schiena che non passa, il recupero dopo un infortunio, o patologie che richiedono un lungo percorso di riabilitazione, sono oltre 27 milioni gli italiani che, secondo le stime basate sui dati dell’OMS per la Regione europea, hanno bisogno di interventi riabilitativi.

Sebbene il bisogno di cura sia ampio, la continuità del percorso terapeutico non sempre è garantita. Spesso, infatti, il paziente si sente abbandonato tra strutture e professionisti che non comunicano tra loro, trasformando quello che dovrebbe essere un iter semplice e coordinato in un percorso a ostacoli, fatto di indicazioni confuse e informazioni frammentarie. Una frammentazione che può incidere anche sulla continuità della terapia, fino ad arrivare, nei percorsi più lunghi e complessi, a tassi di abbandono che possono raggiungere il 50%.

È proprio qui che si apre una delle principali sfide della riabilitazione: non solo rendere le terapie sempre più efficaci, ma costruire intorno al paziente un percorso capace di accompagnarlo nel tempo, mettendo in comunicazione le diverse figure coinvolte. È da questa esigenza che nasce a Saluzzo (CN) Pagge-Dallarovere, centro che riunisce in un unico percorso la componente medica e quella riabilitativa, accompagnando il paziente dalla diagnosi fino al recupero.

“Oggi abbiamo terapie sempre più efficaci nel controllare e gestire molte patologie, ma spesso manca la capacità di semplificare davvero il percorso della persona. Il rapporto umano resta una parte fondamentale della cura, perché chi affronta una riabilitazione deve poter capire cosa sta facendo, sapere a chi rivolgersi e vivere il percorso con maggiore serenità. È questo che cerchiamo di portare anche nel nostro territorio”, spiega Samuel Dallarovere, fisioterapista e fondatore del centro Pagge-Dallarovere.

Dal Piemonte un modello che mette al centro la cura a 360 gradi del paziente

Il centro nasce con l’idea di riunire sotto lo stesso tetto figure che normalmente possono intervenire in momenti diversi del percorso. Attualmente il team conta 21 professionisti tra fisioterapisti, ortopedici, fisiatri e altri specialisti, affiancati da una sala attrezzata per la fisioterapia. Non si tratta però soltanto di concentrare più professionisti nello stesso luogo, ma di favorire un confronto diretto sul singolo paziente.

Per questo Dallarovere ha sviluppato al proprio interno diverse “cliniche”, aree dedicate a specifiche branche e problematiche, dalla medicina sportiva alla neurochirurgia, fino al supporto psicologico. Il principio è quello di costruire attorno alla persona un percorso unico, nel quale le diverse competenze possano dialogare e adattare il trattamento all’evoluzione del caso.

Il confronto tra medico e fisioterapista permette infatti di condividere più rapidamente le informazioni cliniche, leggere i referti anche alla luce di ciò che emerge durante la riabilitazione e modificare il percorso quando una terapia non sta producendo i risultati attesi. In questo modo il paziente non deve più essere il tramite tra i diversi professionisti, mentre le informazioni raccolte durante il percorso possono diventare parte di una visione comune.

“Avere medico e fisioterapista sullo stesso caso non è solo un vantaggio organizzativo, è un vantaggio clinico. Quando il percorso non funziona possiamo correggere la rotta prima, mentre le informazioni non si perdono nei vari passaggi. Questo permette di seguire meglio l’evoluzione del paziente, migliorare la riuscita della terapia e, quando possibile, ridurre anche i tempi di recupero”, conclude Samuel Dallarovere.

Notiziario

Archivio Notizie