lunedì, 12 Ottobre 2026

Morti sul lavoro in Italia nei primi otto mesi del 2026: 701 vittime, +2,9% rispetto al 2025

Mestre, 12 ottobre 2026 – Nei primi otto mesi del 2026 si registrano 504 decessi in occasione di lavoro e 197 in itinere. Tre le regioni in zona rossa: Calabria, Sicilia e Campania.

Il commento ai dati aggiornati ad agosto 2026

“Dopo i segnali di miglioramento registrati nei mesi precedenti, il bilancio delle vittime sul lavoro in Italia torna a crescere: 701 decessi nei primi otto mesi del 2026, il 2,9% in più rispetto al 2025. Un dato che preoccupa e dimostra quanto sia ancora fragile il percorso verso una riduzione duratura delle morti sul lavoro. Il Mezzogiorno continua a presentare le maggiori criticità, con tre regioni in zona rossa, ma è soprattutto la condizione dei lavoratori stranieri a richiedere particolare attenzione: il rischio di mortalità in occasione di lavoro è oltre tre volte superiore a quello degli italiani e le vittime straniere totali sono aumentate del 27,7%. Sono differenze che impongono di interrogarsi sulle condizioni di lavoro e sull’efficacia degli interventi di prevenzione. Anche l’aumento del 5,4% delle denunce di infortunio richiama la necessità di agire con maggiore incisività, attraverso una formazione realmente efficace e controlli più rigorosi sull’applicazione delle misure di sicurezza”.

Queste le parole dell’Ing. Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, a commento dei dati relativi al periodo gennaio-agosto 2026.

Il rischio di morte regione per regione, da Nord a Sud

A finire in zona rossa ad agosto 2026, con un’incidenza superiore a +25% rispetto alla media nazionale (Im=Indice incidenza medio, pari a 20,9 morti sul lavoro ogni milione di lavoratori), sono: Calabria, Sicilia e Campania. In zona arancione: Liguria, Puglia, Veneto, Toscana, Piemonte, Trentino-Alto Adige e Umbria. In zona gialla: Emilia-Romagna, Molise, Marche, Lombardia e Lazio. In zona bianca: Abruzzo, Sardegna, Basilicata, Friuli-Venezia Giulia e Valle d’Aosta.

Morti e infortuni in Italia nei primi otto mesi del 2026

Ad agosto 2026 sono 701 le vittime sul lavoro in Italia, delle quali 504 in occasione di lavoro (11 in più rispetto ad agosto 2025) e 197 in itinere (9 in più rispetto allo scorso anno). La maglia nera per il maggior numero di vittime in occasione di lavoro va ancora alla Lombardia (76). Seguono: Campania (50), Veneto (49), Sicilia (43), Emilia-Romagna (42), Piemonte (41), Lazio (39), Toscana (37), Puglia (31), Calabria (19), Liguria (17), Marche (12), Trentino-Alto Adige (11), Sardegna (9), Abruzzo e Umbria (8), Friuli-Venezia Giulia (7), Basilicata (3) e Molise (2). La Valle d’Aosta non registra vittime in occasione di lavoro.

Il fenomeno infortunistico per età: gli over 65 sono i più colpiti

L’Osservatorio mestrino elabora anche l’identikit dei lavoratori più a rischio per fascia d’età e lo fa sempre attraverso le incidenze di mortalità (numero di decessi per milione di occupati).

Nei primi otto mesi del 2026, considerando le vittime in occasione di lavoro, l’incidenza più elevata si registra ancora nella fascia d’età degli ultrasessantacinquenni (68,1). Seguono i lavoratori tra i 55 e i 64 anni (31,6) e quelli tra i 15 e i 24 anni (27,6).

In termini assoluti, invece, la fascia più colpita dagli infortuni mortali in occasione di lavoro è quella tra i 55 e i 64 anni (177 vittime su un totale di 504).

Donne e infortuni mortali: +8,6% rispetto al 2025

In totale sono 63 le donne decedute nei primi otto mesi del 2026, 5 vittime in più rispetto allo stesso periodo del 2025 (+8,6%). Di queste, 35 hanno perso la vita in occasione di lavoro (7 in più del 2025) e 28 in itinere (2 in meno del 2025), cioè nel percorso casa-lavoro.

Lavoratori stranieri: vittime cresciute del 27,7%

Nei primi otto mesi del 2026, sono 189 i lavoratori stranieri vittime di infortuni mortali su un totale di 701. Un incremento del 27,7% rispetto allo stesso periodo del 2025, quando le vittime erano 148.

Di queste, 137 sono decedute in occasione di lavoro e 52 in itinere. Il rischio di morte sul lavoro è oltre tre volte superiore rispetto a quello per i lavoratori italiani: 53 morti ogni milione di occupati, contro un indice di 17 degli italiani.

I settori più colpiti a fine agosto 2026

Alla fine di agosto 2026 il settore più colpito è quello delle Costruzioni (83 morti in occasione di lavoro), seguito da Trasporto e Magazzinaggio (68) e Attività Manifatturiere (62).

I giorni più pericolosi ad agosto 2026

Il giovedì risulta essere il giorno più luttuoso della settimana, ovvero quello in cui si sono verificati più infortuni mortali a fine agosto 2026 (22,4%). Seguono il lunedì (20,0%) e il martedì (15,9%).

Denunce di infortunio a fine agosto 2026: +5,4%

Le denunce di infortunio totali registrate a fine agosto 2026 sono 404.809, in aumento del 5,4% rispetto ad agosto 2025.

Il numero più elevato di denunce totali si registra nelle Attività Manifatturiere (46.469). Seguono: Sanità (25.617), Costruzioni (25.050), Commercio (22.653) e Trasporto e Magazzinaggio (22.475).

Ad agosto 2026, le denunce di infortunio presentate dalle lavoratrici sono 146.011 (114.173 in occasione di lavoro), mentre quelle degli uomini ammontano a 258.798 (223.071 in occasione di lavoro).

Infine, le denunce totali dei lavoratori stranieri sono 89.253 su 404.809 (più di 1 su 5), 74.567 in occasione di lavoro su un totale di 337.244 (ancora più di 1 su 5).

Cos’è l’incidenza degli infortuni

L’incidenza degli infortuni mortali indica il numero di lavoratori deceduti durante l’attività lavorativa in una data area (regione o provincia) ogni milione di occupati presenti nella stessa. Questo indice consente di confrontare il fenomeno infortunistico tra le diverse regioni, pur caratterizzate da una popolazione lavorativa differente.

La zonizzazione dell’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega

La zonizzazione utilizzata dall’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega dipinge il rischio infortunistico nelle regioni italiane secondo la seguente scala di colori:

  • Bianco: regioni con un’incidenza infortunistica inferiore al 75% dell’incidenza media nazionale
  • Giallo: regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il 75% dell’incidenza media nazionale e il valore medio nazionale
  • Arancione: regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il valore medio nazionale e il 125% dell’incidenza media nazionale
  • Rosso: regioni con un’incidenza infortunistica superiore al 125% dell’incidenza media nazionale

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