lunedì, 12 Ottobre 2026

CeliachiaFacile, bene la partenza dello screening pediatrico per celiachia e diabete tipo 1

Caltanissetta, 12 ottobre 2026 – “La partenza dello screening pediatrico per celiachia e diabete di tipo 1 è una notizia importantissima che va ben oltre i bambini. Un celiaco su due non ha ricevuto la diagnosi, per questo è necessario aumentare l’attenzione sulla patologia”. Così Michele Mendola, fondatore della community CeliachiaFacile e portavoce dell’Associazione Italiana Negozi Celiachia ETS, commenta la notizia della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto attuativo della legge 130/2023.

Mendola: un celiaco su due non ha ricevuto la diagnosi. Fondamentale aumentare la consapevolezza di medici e pazienti

Il decreto entrerà in vigore tra sei mesi, e consentirà di effettuare lo screening con un piccolo prelievo di sangue capillare. Il test è su base volontaria e potranno effettuarlo tutti i bambini di 5-6 anni, in occasione delle vaccinazioni previste in quella fascia di età.

Oggi la celiachia è fortemente sottodiagnosticata: “i sintomi non sono univoci e questo rende molto difficile arrivare a una diagnosi, si sono dei pazienti che hanno scoperto di essere celiaci a 70 anni – sottolinea il fondatore di CeliachiaFacile. – I soggetti accertati sono appena lo 0,47% della popolazione, mentre le stime ufficiali dell’Istituto Superiore di Sanità si attestano all’1% della popolazione. In altre parole, in Italia la metà dei celiaci non sa di esserlo. In termini assoluti, si trovano in questa situazione almeno 300.000 persone”.

Il test pediatrico, oltretutto, potrebbe portare a rivedere le stime. Lo screening infatti è stato già condotto in via sperimentale in Campania, Lombardia, Marche e Sardegna, e ha consentito di diagnosticare la celiachia all’1,7% dei bambini che hanno partecipato. “Un risultato nettamente superiore alle attese – prosegue il divulgatore, – che conferma ancora una volta quanto sia importante questa campagna. Se lo screening nazionale confermerà i dati della sperimentazione, sarà necessario rivedere le politiche sull’intolleranza al glutine”.

Ma a prescindere dalle cifre, il maggiore beneficio dello screening sarà quello di accrescere la consapevolezza sull’intolleranza: “Aumenterà l’attenzione sulla celiachia, medici di famiglia: pediatri e specialisti consiglieranno di effettuare il test anche quando i sintomi non fanno pensare subito a questa intolleranza – conclude Mendola. – Ci sarà insomma un effetto a cascata. Arrivare prima significa evitare diagnosi tardive e complicanze, più o meno gravi, che pesano sulla qualità della vita”.

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