giovedì, 8 Ottobre 2026

Malattie reumatologiche: oltre 10 milioni di italiani coinvolti, 734.000 con forme gravi e disabilitanti

Il 12 ottobre, su iniziativa della senatrice Maria Cristina Cantù, la conferenza stampa della trentesima Giornata mondiale. La Società Italiana di Reumatologia presenterà un Libro Bianco con proposte operative alle istituzioni

Roma, 7 ottobre 2026 – Colpiscono più di 10 milioni di italiani e 120 milioni di europei, dal bambino alla persona anziana; spesso insorgono nel pieno dell’età lavorativa e riproduttiva. Pur essendo tra le principali cause di dolore cronico e disabilità, restano ancora poco conosciute. Sono le malattie reumatologiche di cui, il prossimo 12 ottobre, ricorrerà la 30ª Giornata mondiale. In quella data, nell’ambito di una conferenza stampa promossa al Senato su iniziativa della senatrice Maria Cristina Cantù, verrà presentato il nuovo Libro Bianco della Società Italiana di Reumatologia (SIR). Oltre a sistematizzare dati epidemiologici, sociali ed economici relativi al peso delle malattie reumatologiche nel nostro Paese, il volume illustrerà le direttrici d’intervento prioritario individuate dai reumatologi italiani per garantire ai pazienti un accesso davvero equo e tempestivo alle cure più appropriate. All’evento parteciperanno rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni pazienti.

Non solo “mal d’ossa”: più di 200 malattie diverse

“La reumatologia non si limita alle articolazioni dell’età avanzata: si occupa di oltre 200 condizioni che comprendono malattie infiammatorie, degenerative e osteo-metaboliche e numerose patologie autoimmuni capaci di coinvolgere cute, polmoni, reni, cuore, apparato digerente e sistema nervoso”, spiega Andrea Doria, presidente della SIR.

Le più diffuse sono l’artrosi, che riguarda circa 8,7 milioni di persone, l’osteoporosi con circa 5 milioni di casi e la fibromialgia con quasi 2 milioni. Seguono le spondiloartriti con circa 600.000 pazienti e l’artrite reumatoide con 320.000. Nel complesso, sono oltre 1 milione le persone con malattie infiammatorie delle articolazioni e della colonna vertebrale, mentre circa 734.000 presentano forme gravi e disabilitanti. “Dietro i numeri – prosegue Doria – ci sono persone: giovani donne che si scoprono malate in età fertile, lavoratori che a 50 anni rischiano di perdere autonomia e occupazione, bambini che crescono con una malattia cronica. Le malattie reumatologiche non sono un destino di vecchiaia e dolore, ma un grande tema di salute pubblica che riguarda tutte le età e che oggi, grazie ai progressi della ricerca, possiamo affrontare con strumenti impensabili fino a pochi anni fa. Il trentesimo anniversario della Giornata mondiale sarà l’occasione per raccontarlo”.

Donne, bambini, lavoratori: chi paga il prezzo

Le donne sono le più colpite: tra i circa 371.000 pazienti con esenzione ticket per malattie reumatologiche croniche invalidanti il 68% è di sesso femminile e più della metà ha tra i 45 e i 65 anni, in piena età lavorativa.

Le malattie reumatologiche interessano anche i bambini. L’artrite idiopatica giovanile ha una prevalenza compresa tra 16 e 150 casi per 100.000 abitanti nella popolazione pediatrica; molte forme persistono nell’età adulta, rendendo importante garantire una corretta transizione tra i servizi pediatrici e quelli dell’adulto.

Il peso economico delle malattie reumatologiche è rilevante: per la sola artrite reumatoide si stima un costo superiore ai 2 miliardi di euro l’anno, di cui circa 900 milioni di costi indiretti. Considerando insieme artrite reumatoide, artrite psoriasica e spondilite anchilosante, sono state quantificate circa 23,2 milioni di giornate di lavoro perse ogni anno e un impatto economico complessivo che supera i 4 miliardi di euro.

Diagnosi e terapie: cosa è cambiato

“Fino a pochi anni fa molte di queste malattie portavano quasi inevitabilmente alla disabilità”, sottolinea Roberto Caporali, presidente eletto SIR. “Oggi, grazie a farmaci biologici e terapie mirate, la remissione o una bassa attività di malattia sono obiettivi raggiungibili per un numero crescente di pazienti. Contano molto i tempi e la possibilità di fare diagnosi precoce: nelle prime fasi di molte malattie reumatologiche infiammatorie, infatti, esiste una ‘finestra di opportunità’, durante la quale il trattamento è più efficace nel modificare il decorso della patologia. Intervenire tempestivamente consente di ridurre danno articolare e d’organo, disabilità, invalidità lavorativa e costi indiretti”.

Il 12 ottobre l’evento al Senato

La 30ª Giornata mondiale delle malattie reumatologiche sarà l’occasione per fare il punto sull’impatto di queste patologie e sui progressi raggiunti, ma anche per riportare al centro del confronto i bisogni delle persone. L’appuntamento del 12 ottobre in Senato si inserisce nel solco della campagna europea 2026 “Achieve your dreams” #RMDREAMS, dedicata alla possibilità per le persone con malattie reumatologiche di continuare a coltivare i propri sogni: lavorare, costruire relazioni, diventare genitori, partecipare pienamente alla vita sociale. “Abbiamo scelto di portare all’attenzione delle istituzioni un quadro fondato su dati ed evidenze, ma costruito soprattutto a partire dalle aspettative dei pazienti. Vogliamo aprire un confronto sul futuro dell’assistenza reumatologica e sulla capacità del nostro sistema sanitario di trasformare i progressi della ricerca in cure accessibili a tutti. Per questo abbiamo messo a punto una serie di proposte operative, contenute nel Libro Bianco che presenteremo il 12 ottobre, per rafforzare la reumatologia italiana e soprattutto fare in modo che il successo delle cure si traduca in opportunità concrete per ogni paziente”, conclude Caporali.

Il percorso avviato con il disegno di legge 946, attualmente all’esame del Parlamento, rappresenta, in questo senso, un importante punto di riferimento per dare risposta ad alcune delle criticità evidenziate dalla SIR. Una sua approvazione consentirebbe di rafforzare l’organizzazione della rete reumatologica, favorire una presa in carico più omogenea e rendere più uniforme l’accesso ai percorsi di cura e alle opportunità terapeutiche su tutto il territorio nazionale.

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