Bergamo, 7 ottobre 2026 – In occasione della ricorrenza, ATS Bergamo richiama l’importanza di dare spazio alle esperienze vissute: ascoltare le persone per costruire servizi più vicini ai bisogni, più inclusivi e capaci di produrre un cambiamento concreto.
Il messaggio scelto per il 2026, “Lived experiences heard: real voices, real change”, invita a compiere un passo ulteriore rispetto alla semplice possibilità di raccontare la propria esperienza: le persone che vivono o hanno vissuto una condizione di disagio psichico e i loro familiari devono poter contribuire a orientare le decisioni, i servizi e le risposte che li riguardano.
L’esperienza di chi vive il disagio psichico e di chi gli è vicino può, infatti, restituire una prospettiva che si affianca alle conoscenze professionali e scientifiche. Può far emergere bisogni, ostacoli e possibilità di miglioramento che non sempre sono visibili attraverso i soli dati o i modelli organizzativi. Ascoltare, però, non significa soltanto raccogliere una voce. Significa creare le condizioni perché quella voce possa incidere sulle scelte.
È una prospettiva particolarmente attuale anche alla luce del Piano di Azioni Nazionale per la Salute Mentale 2025-2030 (PANSM), che orienta il Sistema verso servizi territoriali sempre più integrati e inclusivi e valorizza la partecipazione delle persone, dei familiari, delle comunità e dei diversi soggetti che contribuiscono alla rete della salute mentale.
“La salute mentale non può essere affidata soltanto ai servizi specialistici – dichiara Massimo Giupponi, Direttore Generale di ATS Bergamo –. È una responsabilità che riguarda la comunità nel suo insieme e richiede la capacità di mettere in relazione competenze, istituzioni, servizi sanitari e sociali, scuola, famiglie, Terzo settore e associazioni. Una rete è realmente efficace quando riesce a non perdere di vista la persona e quando le risposte che costruisce le consentono di mantenere o ritrovare il proprio posto nelle relazioni e nella vita della comunità”.
In questa prospettiva, la salute mentale non coincide con psichiatria e neuropsichiatria e non vive soltanto nei Servizi che se ne occupano. Vive nei luoghi nei quali le persone abitano, studiano, lavorano, costruiscono relazioni e affrontano le difficoltà della vita. Riguarda la scuola, i servizi sociali e sanitari, le famiglie, il mondo del lavoro, le associazioni e il Terzo settore, le istituzioni e, più in generale, la comunità.
“Ascoltare davvero significa essere disposti a lasciarsi interrogare da ciò che l’altro racconta. Chi attraversa un momento di sofferenza e chi vive accanto a quella sofferenza conosce aspetti dei servizi, delle relazioni e dei percorsi che possono arricchire e completare lo sguardo di chi vi lavora. Dare valore a queste esperienze significa, quindi, non soltanto accogliere una voce, ma permettere che quella voce possa aiutarci a guardare diversamente i bisogni e, quando necessario, a cambiare il nostro modo di costruire le risposte”, sottolinea Francesca Piccinini, Responsabile della Struttura Dipendenze e Salute Mentale di ATS Bergamo.
Lo stigma continua a rappresentare una delle principali barriere all’inclusione e, in alcuni casi, anche alla possibilità di chiedere aiuto. Pregiudizi e stereotipi possono alimentare isolamento e discriminazione. Per questo è necessario riportare al centro le persone e non le etichette, riconoscendone diritti, capacità, desideri e possibilità di partecipare alla vita della comunità.
La Giornata del 10 ottobre offre, quindi, l’occasione per ribadire una direzione di lavoro che riguarda ogni giorno i servizi e le istituzioni: passare dall’ascolto alla partecipazione, dalla partecipazione alla corresponsabilità, dalla corresponsabilità al cambiamento. Per ATS Bergamo, questo significa continuare a lavorare, nell’ambito delle proprie funzioni di programmazione, governance, monitoraggio e integrazione della rete, insieme alle ASST, agli enti gestori pubblici e privati accreditati e contrattualizzati, agli Ambiti territoriali, al Terzo settore, alle associazioni, alle istituzioni e agli altri soggetti della comunità.