giovedì, 8 Ottobre 2026

“Nessuno si risveglia da solo”, a Ferrara la cura dopo il coma è un percorso che continua nel tempo

Ferrara, 7 ottobre 2026 – “Nessuno si risveglia da solo” è il messaggio scelto per la 28ª Giornata nazionale dei Risvegli per la ricerca sul coma “Vale la pena” e la 12ª Giornata europea dei Risvegli, che si celebrano mercoledì 7 ottobre 2026 per richiamare l’attenzione sui diritti e sui bisogni delle persone con esiti di coma e Grave Cerebrolesione Acquisita (GCA) e delle loro famiglie. La ricorrenza, promossa dalla Fondazione Gli Amici di Luca – Casa dei Risvegli Luca De Nigris ETS, pone quest’anno al centro proprio la necessità di una risposta condivisa, capace di accompagnare la persona dalla fase acuta alla riabilitazione e fino al ritorno nel proprio contesto di vita.

A Ferrara questo percorso trova uno dei suoi riferimenti nell’Unità Operativa Gravi Cerebrolesioni (UGC) dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara, diretta dalla dott.ssa Susanna Lavezzi, centro Hub regionale della rete GRACER (Gravi Cerebrolesioni Emilia-Romagna) per la riabilitazione delle gravi cerebrolesioni acquisite. Una realtà impegnata da oltre 40 anni nella presa in carico delle persone con grave danno cerebrale e delle loro famiglie, con interventi personalizzati finalizzati alla ripresa della coscienza dopo il coma e al raggiungimento del massimo livello possibile di recupero.

Una GCA è un danno cerebrale grave che può essere conseguenza, tra le altre cause, di trauma cranico, emorragia cerebrale, grave carenza di ossigeno, infezioni del sistema nervoso centrale o patologie tumorali. Il coma è generalmente una condizione transitoria, ma il cosiddetto “risveglio” non coincide necessariamente con la conclusione del percorso di cura. Possono infatti persistere diversi Disturbi di Coscienza (DOC) e importanti compromissioni motorie, cognitive, comunicative, comportamentali e relazionali. Oggi, accanto al coma, si distinguono in particolare la Sindrome della Veglia Non Responsiva, definizione che ha progressivamente sostituito quella di “stato vegetativo”, e lo Stato di Minima Coscienza.

È proprio questa complessità a rendere fondamentale la presa in carico multiprofessionale. Nell’UGC di Ferrara il team riabilitativo comprende fisiatri, fisioterapisti, infermieri, logopedisti, operatori socio-sanitari e psicologi, insieme agli specialisti necessari nelle diverse fasi del trattamento. Per ogni persona viene elaborato un PRI (Progetto Riabilitativo Individuale), costruito sulla base delle condizioni cliniche, delle potenzialità e dei bisogni individuali e condiviso con la famiglia e i caregiver.

Ogni anno l’UGC accoglie oltre 30 persone con gravissimo disturbo di coscienza, provenienti sia dai reparti di Rianimazione dell’Ospedale di Cona sia dal resto dell’Emilia-Romagna e da altre regioni. Per i pazienti ricoverati nella Rianimazione dell’Azienda ferrarese, la presa in carico riabilitativa può iniziare già pochi giorni dopo l’evento, con programmi precoci che comprendono interventi respiratori e motori e attività di monitoraggio e stimolazione del recupero della coscienza.

Le conoscenze maturate negli ultimi anni hanno consentito di affinare la capacità di distinguere i diversi disturbi della coscienza. Una diagnosi accurata è particolarmente importante perché permette di riconoscere anche piccoli segnali di recupero e di orientare in maniera più precisa strategie e obiettivi della riabilitazione. Presso l’UGC sono inoltre in corso attività per sviluppare nuovi sistemi di valutazione, anche attraverso la partecipazione a progetti di ricerca internazionali.

Accanto agli interventi riabilitativi tradizionali, l’UGC partecipa a collaborazioni con Università e Istituti di ricerca nazionali e internazionali per lo sviluppo e l’applicazione di tecniche diagnostiche, prognostiche e terapeutiche. Nei percorsi possono essere utilizzati, in maniera personalizzata, protocolli di neuromodulazione, tra cui la tDCS, sistemi robotizzati per il recupero del movimento e trattamenti di stimolazione multisensoriale.

Centrale è il ruolo delle famiglie e dei caregiver, che vengono informati, formati e accompagnati durante l’intero percorso, a partire già dalla Rianimazione. A questo si affianca l’intervento della Psicologia Clinica dell’Azienda USL di Ferrara, con una psicologa presente presso la Riabilitazione ospedaliera per attività specifiche di supporto a pazienti e familiari.

Il percorso non termina con la dimissione dall’ospedale. Nel territorio provinciale è attiva da molti anni, secondo quanto previsto dalla delibera della Regione Emilia-Romagna 2068/2004, una rete assistenziale dedicata alle persone con gravissima disabilità e disturbo di coscienza e alle loro famiglie, con particolare attenzione alla domiciliarità. Attualmente in provincia di Ferrara sono in carico oltre 30 pazienti con esiti di stato vegetativo e stato di minima coscienza conseguenti a grave cerebrolesione, assistiti prevalentemente a domicilio e, in altri casi, nelle strutture residenziali del territorio.

Un passaggio decisivo è la continuità fra ospedale e territorio. In questa direzione si inserisce il lavoro sviluppato con la COT (Centrale Operativa Territoriale) di Ferrara, finalizzato a costruire processi di dimissione e presa in carico omogenei e sicuri. A rafforzare questo collegamento contribuisce anche la telemedicina, già utilizzata per seguire persone dimesse al domicilio o accolte in strutture residenziali.

“Riteniamo – sostiene Lavezzi – che la telemedicina sia davvero importante anche per le persone con grave disturbo di coscienza perché permette di mantenere un collegamento con i centri esperti, come le Unità per le Gravi Cerebrolesioni, favorendo il confronto e la crescita delle competenze tra i professionisti. Consente inoltre di monitorare nel tempo l’evoluzione delle condizioni della persona e di intercettare tempestivamente eventuali cambiamenti, compresi anche i possibili miglioramenti, cui rispondere in modo puntuale, condiviso e coordinato”.

Un ulteriore sviluppo della rete ferrarese è rappresentato dal PDTA interaziendale dedicato alle gravi cerebrolesioni, attualmente in fase di realizzazione. “Poter disporre di un PDTA funzionale dedicato alle GCA – prosegue Lavezzi – rappresenta un grande segnale di attenzione alla grave disabilità e alla fragilità, e rappresenta un impegno che coinvolge non solo le persone colpite da GCA e con disturbo di coscienza, ma anche le loro famiglie, che devono essere accompagnate e sostenute”.

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