mercoledì, 7 Ottobre 2026

Ospedale San Bortolo di Vicenza, nuovo sistema di mappaggio cardiaco per una cura più precisa delle aritmie

L’ospedale di Vicenza è tra i primi centri in Italia a dotarsi di una nuova tecnologia integrata che “mappa” il cuore e verifica l’efficacia della procedura di ablazione in tempo reale, innalzando ulteriormente gli standard di precisione, efficacia e sicurezza per i pazienti

Vicenza, 6 ottobre 2026 – La Cardiologia dell’Ospedale San Bortolo segna un importante passo in avanti sul trattamento della fibrillazione atriale, la forma di aritmia cardiaca più diffusa nella popolazione, grazie all’introduzione di un sistema di mappaggio 3D integrato alla procedura di ablazione a campo elettrico pulsato (PFA). La rivoluzione di questa tecnologia risiede nella possibilità di ricostruire la camera cardiaca dall’interno, consentendo un controllo millimetrico e la verifica dell’efficacia in tempo reale. L’ospedale di Vicenza è il secondo centro in Veneto e tra i pochissimi a livello nazionale a disporre di tale tecnologia integrata.

Come noto la fibrillazione atriale è un’alterazione del ritmo cardiaco che interessa gli atri del cuore e che provoca battito molto rapido e irregolare, aumentando il rischio di coaguli, ictus e peggioramento della funzione cardiaca.

“Nei casi in cui la terapia farmacologica non risulta efficace – spiega il dott. Giovanni Morani, direttore U.O.C. Cardiologia dell’Ospedale San Bortolo – l’opzione terapeutica più avanzata e risolutiva è costituita dall’ablazione. In passato si utilizzava il calore, con la radiofrequenza, o il freddo, con la crioablazione, per bruciare il tessuto responsabile delle alterazioni elettriche, creando di fatto delle cicatrici. Negli ultimi anni si è invece affermata la metodica PFA (Pulsed Field Ablation), che consiste in brevi impulsi elettrici ad alto voltaggio mirati alle cellule cardiache responsabili, neutralizzandole senza bruciarle e senza creare lesioni. Al San Bortolo già utilizzavamo questa metodica più avanzata, ma ora, con l’integrazione della nuova mappa tridimensionale, compiamo un ulteriore, significativo progresso in termini di precisione del punto in cui interveniamo, e quindi dell’efficacia e sicurezza della procedura”.

Attraverso algoritmi avanzati, il sistema elabora in tempo reale l’immagine del cuore, permettendo all’équipe – composta dai medici cardiologi, dal team anestesiologico e da due ingegneri biomedici – di visualizzare e ingrandire l’area d’intervento.

“Fin dal mio arrivo ho voluto dare forte impulso allo sviluppo di questa metodica, tanto che oggi la PFA viene eseguita da noi di routine – spiega ancora il dott. Morani –. La vera svolta sta nell’avere la mappa tridimensionale perfettamente integrata con il catetere di erogazione. Ricostruiamo il cuore dall’interno, visualizzando e ingrandendo immediatamente il punto d’interesse, e vediamo con precisione millimetrica dove eroghiamo l’energia, verificando in tempo reale l’efficacia del trattamento. Questo rappresenta un ulteriore avanzamento nella precisione, incrementando l’efficacia e la sicurezza per il paziente”.

“L’adozione di questa tecnologia – commenta il direttore generale dell’ULSS 8 Berica Peter Assembergs – colloca l’ospedale di Vicenza ai vertici nazionali per quanto riguarda le procedure di ablazione in Cardiologia e in generale conferma lo status del San Bortolo come ospedale in cui sono presenti altissime competenze, punto di riferimento per i pazienti del territorio ma per molte procedure attrattivo anche verso quelli provenienti da fuori ULSS”.

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