Al via la campagna social dell’associazione del medtech italiano: stent, valvole e protesi “restituiti” simbolicamente ai pazienti per denunciare gli effetti del meccanismo che pone a carico delle aziende una quota dello sforamento della spesa sanitaria regionale. Appello al Governo per una soluzione nella manovra 2027
Roma, 6 ottobre 2026 – “Volete indietro i soldi? Fateci il reso”. È il messaggio scelto da Conflavoro PMI Sanità per la nuova campagna di sensibilizzazione sul Medtech Payback, partita oggi sui principali social network, da LinkedIn a Facebook, YouTube, TikTok, Threads, Pinterest e Instagram. Al centro della campagna una provocazione: stent, valvole cardiache, protesi e altri dispositivi medici vengono simbolicamente “sottratti” ai pazienti. Un gesto volutamente forte per riportare l’attenzione sul significato concreto delle forniture al Servizio Sanitario Nazionale: dietro ogni dispositivo ci sono pazienti, cure, professionisti e imprese che progettano, producono e garantiscono tecnologie indispensabili all’assistenza sanitaria.
Conflavoro PMI Sanità torna così a denunciare quello che definisce il “paradosso del Medtech Payback”: aziende che, dopo aver fornito e visto utilizzare per anni i propri dispositivi da parte delle strutture sanitarie pubbliche, si trovano a dover affrontare richieste di restituzione che, in alcuni casi, possono superare gli utili effettivamente realizzati sulle forniture.
Secondo l’associazione del medtech italiano, il meccanismo rischia di “mettere in difficoltà soprattutto le piccole e medie imprese del comparto”, con conseguenze sulla tenuta economica delle aziende, sull’occupazione e sulla continuità delle forniture al Servizio sanitario nazionale. “Non si possono chiedere alle imprese restituzioni che rischiano di cancellare anni di lavoro e mettere a rischio la loro stessa sopravvivenza” sottolinea Gennaro Broya de Lucia, presidente di Conflavoro PMI Sanità. Il punto, aggiunge “non è soltanto economico: quando un’impresa del settore chiude o viene costretta alla liquidazione, a essere messa in discussione è anche la capacità della filiera italiana di continuare a garantire dispositivi e tecnologie al sistema sanitario”.
La campagna si rivolge in particolare a giornalisti, parlamentari e responsabili degli acquisti sanitari, ai quali l’associazione chiede di mantenere alta l’attenzione sul tema e di intervenire nella prossima manovra finanziaria 2027.
L’obiettivo indicato da Conflavoro PMI Sanità è chiaro: cancellare il Medtech Payback e scongiurare che gli effetti del meccanismo producano un’ondata di chiusure e liquidazioni, con ricadute irreversibili sul tessuto produttivo e occupazionale italiano e, indirettamente, sulla capacità del Servizio sanitario nazionale di garantire continuità e qualità delle cure.