In Valle d’Aosta nei prossimi dieci anni andranno in pensione circa 115-120 medici e 180 infermieri. È la stima che emerge rapportando all’organico aziendale attuale (297 medici e 624 infermieri) le percentuali nazionali
Aosta, 6 ottobre 2026 – L’Azienda USL comunica che sono 6 i candidati iscritti al concorso scaduto il 1° ottobre per il reclutamento di medici dell’emergenza-urgenza da destinare al Pronto soccorso.
“Se sul territorio nazionale la carenza degli organici dei Pronto Soccorso risulta drammatica (si parla di circa 5.000 medici mancanti) e forse solo il 30% degli staff è composto correttamente, in Valle d’Aosta la situazione non è rosea – spiega il Direttore Sanitario Mauro Occhi –. Nonostante la serialità dei concorsi e il ricorso a forme contrattuali atipiche, siamo ancora e sempre in sofferenza. Il dato riferito ai sei partecipanti – benché positivo – è ovviamente da prendersi con le pinze in attesa della conferma della partecipazione. In prospettiva sappiamo di poter contare sull’aumento dei posti disponibili nelle scuole di specializzazione ma – appunto – con ricadute ancora da verificare per il nostro territorio, lontano dalle grandi aree metropolitane che noi sappiamo costituire un fattore di attrattività per i giovani medici”.
L’Azienda prevede ulteriori procedure concorsuali, in particolare per anestesisti-rianimatori, con l’obiettivo di completare in maniera soddisfacente gli organici delle unità operative che costituiscono la rete regionale dell’emergenza-urgenza. Il rafforzamento riguarda in particolare il Pronto soccorso dell’Ospedale “Umberto Parini”, la Rianimazione e il sistema 118 dell’Emergenza territoriale, nell’ambito del quale una quota di professionisti specialisti è impegnata anche nelle attività di elisoccorso.
La programmazione del personale viene affrontata in una prospettiva di rete, considerando congiuntamente ospedale, territorio ed emergenza extraospedaliera e anticipando, per quanto possibile, le criticità legate al ricambio generazionale.
La difficoltà nel reperimento dei professionisti sanitari si inserisce in un quadro nazionale caratterizzato da un progressivo invecchiamento degli organici. I dati nazionali riportano che tra i medici gli over 55 rappresentano il 39,5% del totale e si stima che circa 39 mila professionisti raggiungeranno l’età pensionabile tra il 2026 e il 2038, con la fase di maggiore intensità prevista nel quadriennio 2029-2033, quando si potranno superare i 3.200 pensionamenti all’anno. Tra gli infermieri, gli over 55 rappresentano il 29,1%: circa 78 mila professionisti raggiungeranno l’età pensionabile tra il 2026 e il 2035. Il ricambio si inserisce inoltre in un contesto nel quale le domande di iscrizione ai corsi di laurea in Infermieristica sono ormai sostanzialmente allineate al numero dei posti disponibili.
“Per una regione così scarsamente abitata come la Valle d’Aosta – spiega il Direttore Sanitario – questi fenomeni hanno un impatto proporzionalmente ancora più rilevante. Applicando le percentuali nazionali dei medici in uscita dagli organici regionali, gli ordini di grandezza ci restituiscono una prospettiva valdostana di circa 115-120 medici e 180 infermieri interessati nel prossimo decennio dal ricambio, su organici che ora contano rispettivamente 297 medici e 624 infermieri”.
Anche la medicina generale presenta una situazione che richiede una programmazione di medio-lungo periodo: tra il 2020 e il 2025 alla Valle d’Aosta sono state assegnate 54 borse per la formazione dei Medici di medicina generale e nel solo quadriennio 2019-2023 il territorio regionale ha registrato una riduzione di 12 medici di base.
Un quadro reso ancora più significativo dall’andamento degli organici: tra il 2019 e il 2023 in Valle d’Aosta il numero dei medici è diminuito del 6% e quello degli infermieri del 6,7%, in controtendenza rispetto all’incremento registrato complessivamente a livello nazionale.
“L’Azienda, mentre cerca di assicurare la necessaria copertura degli organici, deve altresì costituire un ombrello di garanzia su una professione che si conferma faticosa e di sgradevole esposizione ai carichi di lavoro – conclude il dott. Occhi –. Dobbiamo quindi tentare di assicurare al meglio un clima di lavoro produttivo, pena l’abbandono della sanità pubblica da parte di OSS, infermieri e medici. Nessuna di queste dimensioni ci è indifferente e la Direzione lavora per metterle in sicurezza con organici sufficienti e prospettive professionali di livello”.