mercoledì, 30 Settembre 2026

Firenze. L’ecoendoscopia dell’ospedale S. Giovanni di Dio a quota 300 procedure l’anno

Una metodica per patologie neoplastiche ma di grande valore per molte gastroenteropatie. Anche per le malattie del pancreas e delle vie biliari

Firenze, 30 settembre 2026 – L’ecoendoscopia chiamata anche EUS (Endoscopic Ultrasound) è una metodica diagnostico-terapeutica che combina la visione endoscopica con l’imaging ecografico ad alta risoluzione. Grazie a un trasduttore a ultrasuoni integrato nella punta dell’endoscopio, consente di studiare con elevato dettaglio la parete del tratto gastroenterico nei suoi diversi strati e le strutture anatomiche adiacenti, quali pancreas, vie biliari, linfonodi e mediastino. Nella pratica clinica, l’ecoendoscopia è comunemente associata alla diagnosi e alla stadiazione dei tumori benigni e maligni del tratto digestivo superiore e inferiore. In realtà, questa metodica può essere utile anche in un’ampia gamma di condizioni non necessariamente legate a patologie neoplastiche.

Presso la struttura operativa complessa di Endoscopia Digestiva dell’ospedale San Giovanni di Dio, l’attività è progressivamente cresciuta fino a raggiungere attualmente circa 300 procedure ecoendoscopiche all’anno, facendo della struttura un riferimento aziendale per numerose indicazioni cliniche e per diverse altre strutture di Asl Toscana centro. Numeri così importanti sono riconducibili al fatto che si tratta di una metodica di grande valore nei pazienti con malattie del pancreas (pancreatite acuta o cronica, cisti pancreatiche e altre alterazioni del pancreas), delle vie biliari (consente un drenaggio biliare ecoendoscopicamente guidato) e del tratto gastroenterico, soprattutto quando è necessario ottenere informazioni più precise sulla natura e sui rapporti anatomici di una lesione o quando è indicato eseguire una procedura mini-invasiva guidata dall’imaging. L’EUS può inoltre essere utilizzata per il drenaggio della colecisti in pazienti selezionati, ad esempio quando la chirurgia non è praticabile o quando altre modalità di drenaggio non sono accessibili.

L’attività al San Giovanni di Dio presso la struttura di Endoscopia Digestiva è stata avviata sotto la direzione di Andrea Nucci e prosegue oggi sotto la responsabilità di Lara Lenzi, nell’ambito della struttura diretta da Ottaviano Tarantino.

“Negli anni l’EUS si è evoluta da metodica prevalentemente diagnostica a una vera e propria piattaforma interventistica – spiega il dottor Tarantino – permettendo di eseguire procedure mininvasive ecoendoscopicamente guidate. Un’evoluzione che ha ampliato considerevolmente le possibilità dell’endoscopia digestiva avanzata, arrivando in alcuni ambiti a rappresentare una sorta di ‘microchirurgia endoscopica’”.

Tra le procedure ecoendoscopiche terapeutiche avanzate assume particolare rilievo il confezionamento di gastroenteroanastomosi ecoendoscopicamente guidate (EUS-GEA), una tecnica mini-invasiva che permette di creare, mediante una protesi metallica, un nuovo collegamento tra lo stomaco e un’ansa dell’intestino, così da consentire al cibo di bypassare un eventuale restringimento del piloro o del duodeno causato da una patologia ostruttiva, come un tumore maligno. Si tratta di uno degli esempi più significativi dell’evoluzione dell’EUS da strumento diagnostico a vera e propria piattaforma di interventistica endoscopica, capace di creare, sotto guida ecoendoscopica, nuove comunicazioni tra organi e di ripristinare il transito alimentare in pazienti selezionati con ostruzione del tratto di efflusso gastrico o in altre specifiche condizioni anatomiche.

“Il valore di questo percorso non risiede tuttavia soltanto nel numero delle procedure eseguite – sottolinea Tarantino – ma soprattutto nella capacità di aver costruito una rete di competenze condivise”.

La sinergia multidisciplinare tra endoscopisti, chirurghi, anestesisti, anatomopatologi e citologi ha consentito di costruire un percorso diagnostico sempre più strutturato, nel quale l’efficacia dell’ecoendoscopia non dipende soltanto dalla qualità dell’imaging ma dall’integrazione delle diverse competenze necessarie per arrivare a una diagnosi accurata e, quando indicato, a un trattamento mirato.

“Un ruolo centrale nello sviluppo della metodica – sostiene la dottoressa Lara Lenzi – è stato svolto da Francesca De Nigris, dirigente medico della SOC di Gastroenterologia di Firenze, che dopo una formazione dedicata, ha contribuito all’implementazione della tecnica nella nostra realtà. Parallelamente, è stato strutturato un percorso di formazione che ha coinvolto anche altri professionisti delle sedi di Firenze e Prato. Decisivo è stato inoltre l’affiancamento di Maria Rosa Biagini dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Careggi”.

“L’obiettivo per il futuro – conclude il dottor Tarantino – è quindi quello di consolidare ulteriormente questa rete, incrementare le competenze sulle procedure EUS interventistiche e rafforzare il ruolo dell’ecoendoscopia come componente strategica dell’endoscopia digestiva avanzata di Asl Toscana centro”.

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