A confermare la svolta nel trattamento dei tumori sono due importanti ricerche internazionali: lo studio RAMIE pubblicato su Lancet Gastroenterology & Hepatology dimostra nel cancro all’esofago una sopravvivenza a 5 anni del 69,4% contro il 56,2% della mini-invasiva tradizionale, mentre l’imponente analisi sul registro nazionale giapponese pubblicata su Gastric Cancer evidenzia nel tumore allo stomaco un crollo fino al 65% del rischio di conversione a cielo aperto, minori complicanze e fino al 40% in meno di perdite ematiche.
Napoli, 30 settembre 2026 – La chirurgia robotica non è più soltanto una promessa per il futuro o un’opzione di nicchia, ma una realtà consolidata che sta compiendo il definitivo “sorpasso” nei confronti della chirurgia laparoscopica e di quella tradizionale. A confermarlo sono i dati scientifici più recenti e l’imminente appuntamento annuale promosso da ICORS (Italian Club of Robotic Surgery), intitolato “Spotlight on Robotic Surgery 2026”, previsto dall’1 al 3 ottobre presso l’A.O.U. Policlinico Federico II di Napoli. A rimarcare in maniera netta il passaggio tra il passato e la nuova era della chirurgia mini-invasiva sono le nuove recenti ricerche scientifiche internazionali.
Tra queste emergono quelle sul cancro di esofago e stomaco. La prima, pubblicata sulla rivista The Lancet Gastroenterology & Hepatology (studio clinico RAMIE di fase 3), evidenzia come nei pazienti trattati per carcinoma squamocellulare dell’esofago la chirurgia robotica garantisca una sopravvivenza globale a 5 anni nettamente superiore rispetto alla laparoscopia/toracoscopia convenzionale (69,4% contro 56,2%), con benefici ancora più marcati per i pazienti sottoposti a terapie neoadiuvanti. La seconda evidenza, basata su un imponente studio condotto sul registro nazionale in Giappone e pubblicato sulla rivista Gastric Cancer, conferma i vantaggi clinici diretti della gastrectomia robotica rispetto a quella laparoscopica nel trattamento del tumore allo stomaco: riduzione del 33-40% delle perdite ematiche, crollo dal 50% al 65% del rischio di conversione all’intervento a cielo aperto, degenze ospedaliere più brevi e minori complicazioni post-operatorie gravi.
“Siamo ormai vicini al sorpasso della chirurgia robotica rispetto a quella tradizionale e laparoscopica – commenta Marco Milone, professore di chirurgia generale dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, vicepresidente e fondatore dell’Italian Club of Robotic Surgery e direttore della Scuola nazionale di ‘Innovazione Tecnologica; dalla Ricerca alla Pratica Clinica’ della SIC -. Se un tempo la robotica veniva vista come affascinante ma non indispensabile, i dati sulla sopravvivenza nell’esofago e sui vantaggi clinici nello stomaco dimostrano che il cambio di passo è reale. In passato ci sono state contestazioni sulle indicazioni dell’Agenas, che tendevano a ridimensionare l’uso del robot in diversi ambiti. Tuttavia, proprio per distretti complessi come esofago e stomaco, sia la letteratura sia i dati dimostrano in modo inconfutabile quanto ne valga la pena. È la dimostrazione di una chirurgia in grosso fermento e in costante evoluzione”.
I temi dell’innovazione tecnologica, della formazione e dell’evoluzione verso l’autonomia robotica guidata dall’Intelligenza artificiale saranno al centro dell’evento di Napoli. “Questo appuntamento riunisce le anime della Scuola SIC di innovazione tecnologica e di ICORS, la prima associazione di chirurgia robotica italiana che ho fondato insieme a Paolo Bianchi – spiega ancora Milone -. Il convegno nasce per fare luce sulle innovazioni tecnologiche di cui la chirurgia robotica rappresenta appieno il presente. Se il futuro ci vedrà sempre più vicini all’Intelligenza artificiale e a modelli di autonomia guidati dalla mano dell’uomo, la chirurgia robotica è una realtà quotidiana in forte crescita. Le procedure aumentano in modo vertiginoso, le piattaforme disponibili sono ormai decine e la tecnologia sta diventando finalmente accessibile a tutti”.
L’evento di Napoli vedrà una tre giorni intensa di sessioni scientifiche, interventi di live e re-live surgery dell’apparato digerente, dibattiti sul Registro ICORS, e attività pratiche di formazione hands-on e simulazione virtuale presso i laboratori ICAROS del Policlinico Federico II.