sabato, 19 Settembre 2026

Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, a Parma presidente de Pascale inaugura il nuovo reparto all’ospedale Maggiore

Parma, 18 settembre 2026 – Quando un figlio vive una fase di intensa sofferenza psicologica o psichiatrica, poter contare su un luogo di cura e di accoglienza può fare la differenza, per lui e per l’intera famiglia, grazie a una presa in carico altamente qualificata e integrata con il territorio.

Nasce per questo, e con queste competenze, il nuovo reparto di degenza di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, inaugurato oggi alla presenza del presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale. Il nuovo reparto, che si trova al piano rialzato del padiglione Barbieri dell’Ospedale Maggiore di Parma, ha valenza sovraprovinciale – in quanto sarà il riferimento anche per le province di Piacenza e Reggio Emilia -, dispone di 12 posti letto, garantisce assistenza 24 ore su 24 e può contare su un’équipe multidisciplinare di oltre una quarantina di professionisti. Un tassello importante di una rete già strutturata di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza che in provincia di Parma segue 6.648 bambini e ragazzi ed è presente in tutti e quattro i distretti dell’Ausl: Parma, Fidenza, Sud Est e Valli Taro e Ceno. La realizzazione e l’allestimento del nuovo reparto ha comportato un investimento da parte delle Aziende sanitarie di Parma di 500mila euro.

“La tutela della salute mentale, in particolare in età evolutiva, rappresenta una delle priorità della programmazione sanitaria della Regione – ha spiegato de Pascale -. Per questo non solo stiamo investendo sui percorsi di cura, sul rafforzamento dei servizi territoriali, sullo sviluppo delle strutture residenziali e semiresidenziali e nella formazione, ma anche realizzando interventi unici in Italia come quello di oggi a Parma. Le nuove generazioni, infatti, sono tra le più colpite e necessitano di percorsi di cura mirati e multidisciplinari che, grazie allo straordinario lavoro quotidiano di squadra tra tutti i professionisti coinvolti, stiamo mettendo in campo coinvolgendo in primo luogo le famiglie, che non possono sopportare da sole il peso di queste situazioni. Lavoriamo perché il disagio mentale non sia più un tabù, ma uno dei grandi temi di questi tempi, da affrontare insieme, senza pregiudizi”.

“Dobbiamo stare molto vicini alle nostre ragazze e ragazzi, soprattutto in un periodo storico come questo in cui la loro salute emotiva, dal Covid in poi, viene messa a dura prova ogni giorno – sono le parole di Massimo Fabi, assessore per le Politiche della Salute della Regione Emilia-Romagna -. Di fronte a un incremento significativo delle richieste di assistenza, stiamo rispondendo con la costruzione di una rete dedicata alla salute mentale nell’infanzia e nell’adolescenza, di cui questo reparto sarà un fulcro fondamentale. È il frutto del lavoro di squadra tra la Regione e le Aziende sanitarie dell’Area Vasta, con il contributo importantissimo dell’Università di Parma e dei professionisti di Neuropsichiatria, che ci tengo a ringraziare. Il loro lavoro – ha concluso Fabi -, unito a quello degli operatori sociosanitari, garantisce quei percorsi di reinserimento necessari per insegnare ai nostri ragazzi a sviluppare la capacità di esprimere le proprie emozioni, di migliorare le loro capacità di gestione dello stress e di costruire una solida base di benessere mentale che li accompagnerà nell’età adulta”.

“L’apertura di questo reparto rappresenta un investimento importante per la salute di bambini e adolescenti e nel sostegno alle loro famiglie – sottolinea il direttore generale delle Aziende Sanitarie di Parma, Anselmo Campagna -. Con questa nuova struttura rafforziamo la rete provinciale della neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, che è presente in tutti i distretti e segue oltre 6600 bambini e ragazzi, aggiungendo una risposta ospedaliera dedicata ai momenti in cui è necessario un ricovero. Abbiamo voluto realizzare uno spazio di cura capace di coniugare sicurezza, competenze professionali e attenzione alla persona, in stretta continuità con le altre strutture della rete e i servizi territoriali”.

“Il nuovo reparto di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza – afferma il sindaco di Parma, Michele Guerra – non rappresenta soltanto un punto di riferimento per la città di Parma e l’Area vasta dell’Emilia nord, ma anche un ottimo esempio di sinergia dell’ospedale e il territorio. La cura delle generazioni più giovani è un qualcosa che sta al centro delle politiche sociali delle città in un periodo storico in cui le giovani generazioni sentono fortemente il bisogno di essere seguite e accudite rispetto a questi temi. Il nuovo reparto offre oggi una struttura unica e importantissima che dà risposta a quella che è un’esigenza di cura molto sentita dalle famiglie”.

“Come istituzioni – dichiara Daniele Friggeri, vicepresidente della Provincia di Parma – il nostro impegno prioritario è garantire la massima assistenza a tutti. Il nuovo reparto andrà a rafforzare ed integrare la rete di servizi territoriali, estesa in tutti i distretti del Parmense, offrendo un sostegno sicuro, professionale, umano e di squadra, non solo con riferimento ai cittadini della nostra provincia, ma di tutta l’area vasta Emilia Nord: la riprova di come Parma ed il Parmense si confermino un’eccellenza sul fronte dell’accoglienza, della cura e dell’assistenza sanitaria grazie a una presa in carico altamente qualificata”.

Un’équipe multidisciplinare di 44 professionisti

Nel reparto opera un’équipe composta da 44 professionisti: 10 medici, 3 psicologi, 14 infermieri coordinati da Manuela Pellegrino, educatori, tecnici, operatori socio-sanitari e assistenti sociali. Competenze diverse lavorano insieme per affrontare le situazioni più complesse e costruire per ogni ragazzo un percorso di cura personalizzato.

“Quando un bambino o un adolescente attraversa una fase di particolare sofferenza, la risposta non può essere affidata a un solo professionista o a un solo servizio – spiega Carlo Marchesi, direttore del Dipartimento -. È necessario costruire intorno al ragazzo e alla sua famiglia una rete di competenze capace di accompagnarlo nel tempo. Il nuovo reparto offre una risposta ospedaliera quando è necessario il ricovero, mantenendo la continuità con i servizi territoriali e con gli altri professionisti coinvolti. Un ruolo centrale è affidato alla famiglia: ascoltare i genitori, condividere le scelte e aiutarli a comprendere ciò che sta vivendo il proprio figlio significa renderli parte attiva del percorso”.

Chi viene accolto nel reparto

“Nel reparto accogliamo bambini e adolescenti fino ai 17 anni con disturbi neuropsichiatrici che necessitano di una valutazione specialistica o di un periodo di ricovero per affrontare una fase di particolare difficoltà – spiega Antonella Squarcia, direttrice della Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza -. Il ricovero avviene su invio specialistico. Disponiamo di 12 posti letto dedicati a tutta l’Area vasta Emilia nord e garantiamo assistenza 24 ore su 24”.

Spazi pensati per la cura e la relazione

Il reparto è stato progettato con particolare attenzione alla sicurezza dei pazienti e degli operatori, senza rinunciare alla qualità degli ambienti e alla relazione. Accanto alle stanze di degenza sono presenti spazi dedicati ai progetti di cura e alle attività con i ragazzi, oltre a due stanze per l’ascolto e la relazione, utilizzate per gli incontri individuali, con le famiglie, con gli invianti e con tutte le persone significative del progetto di cura.

Anche la cucina è stata pensata come spazio di attività, nel quale lavorare sul rapporto con il cibo e sull’autonomia. “Il nostro obiettivo – prosegue Squarcia – è utilizzare anche le attività quotidiane come occasioni di cura, di incontro, promuovendo attenzione al cibo, all’ambiente e all’autonomia. Per questo abbiamo collaborato con il fornitore dei pasti alla definizione di un menù dedicato al reparto. La distribuzione sarà inoltre organizzata con l’obiettivo di ridurre progressivamente l’utilizzo della plastica, fino ad azzerarlo”.

I professionisti del reparto propongono incontri individuali e di gruppo dedicati all’ascolto, al dialogo e alla condivisione dell’andamento del percorso. La collaborazione prosegue anche dopo il ricovero, per favorire la continuità della presa in carico sul territorio. “La cura non si esaurisce nel periodo trascorso in ospedale: l’obiettivo è costruire insieme un percorso che possa proseguire anche fuori dal reparto”.

Neuropsichiatria infantile: una rete provinciale che segue oltre 6.600 bambini e ragazzi

Al 31 dicembre 2025, i pazienti in carico alle Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza (NPIA) sono 6.648 e rappresentavano l’8,8% della popolazione di Parma tra 0 e 18 anni. Il 61% è di genere maschile e il 39% femminile, mentre il 26,7% ha cittadinanza straniera. Il lavoro dei servizi richiede attenzione anche alle diverse lingue, esperienze e riferimenti culturali delle famiglie, per costruire una relazione di fiducia e accompagnare pazienti e famigliari nel percorso di cura.

La maggior parte delle diagnosi riguarda i disturbi del neurosviluppo, come quelli del linguaggio e dell’apprendimento, le difficoltà cognitive e motorie, i disturbi dello sviluppo e l’autismo. La NPIA segue inoltre bambini e ragazzi con disabilità intellettive, patologie neurologiche, sindromi genetiche e problematiche psicologiche e psichiatriche, compresi i disturbi alimentari e le situazioni più complesse.

La NPIA è organizzata in 5 unità operative semplici e 11 poli di erogazione, con un’équipe multiprofessionale di 126 operatori, tra medici, psicologi, infermieri, OSS, tecnici della riabilitazione psichiatrica, neuropsicomotricisti dell’età evolutiva, assistenti sociali, educatori, fisioterapisti e personale amministrativo.

Il lavoro si integra inoltre con quello di pediatri, medici di medicina generale, servizi specialistici ospedalieri, scuole, servizi sociali e Università, per costruire intorno a ogni bambino e ragazzo il percorso più adatto.

Una presenza capillare nei quartieri, con équipe composte da neuropsichiatri infantili, psichiatri, psicologi, educatori, infermieri e tecnici della neuropsicomotricità dell’età evolutiva. L’obiettivo è portare la cura il più vicino possibile ai luoghi di vita dei ragazzi e delle loro famiglie.

La rete comprende anche una risposta residenziale per le situazioni più complesse. Dal 2013 è attiva nel distretto di Parma una Residenza terapeutica intensiva e post-acuzie per minori con valenza di Area vasta Emilia nord, struttura pubblica con 8 posti letto, più uno dedicato alle emergenze e alle pronte accoglienze, rivolta ad adolescenti tra i 10 e i 17 anni con patologie psichiatriche dell’età evolutiva.

È in questo sistema che si inserisce il nuovo reparto di disturbi psicopatologici per minori. La nuova degenza permette di dare una risposta ospedaliera alle situazioni in cui è necessario un livello di assistenza più intensivo, mantenendo il collegamento con i servizi territoriali e con gli altri professionisti che seguono il ragazzo. Non un servizio separato, ma un nuovo punto della rete per costruire il percorso più adatto alle esigenze di bambini e ragazzi e delle loro famiglie.

Con il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale e il direttore delle Aziende sanitarie di Parma, Anselmo Campagna, all’inaugurazione del Reparto di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’Adolescenza sono intervenuti oggi a Parma l’assessore regionale alle Politiche per la salute Massimo Fabi, il rettore dell’Università di Parma Paolo Martelli, il sindaco di Parma Michele Guerra, il vicepresidente della Provincia di Parma Daniele Friggeri. Con loro il responsabile Area Salute mentale della Regione Alessio Saponaro, il direttore del Dipartimento assistenziale integrato Salute mentale e Dipendenze patologiche (DAISM-DP) Carlo Marchesi e la direttrice della Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza (NPIA) Antonella Squarcia, con i professionisti coinvolti.

La cerimonia è stata accompagnata dalla benedizione del vescovo di Parma, Enrico Solmi, che ha rivolto un pensiero ai giovani pazienti, alle loro famiglie e ai tanti professionisti impegnati nel reparto.

Per l’inaugurazione, l’associazione Giocamico, da oltre vent’anni al fianco dei reparti pediatrici dell’ospedale Maggiore, ha curato la decorazione dei locali e del giardino con il supporto dei volontari, mentre il Vivaio Saracchi ha messo a disposizione le piante decorative per gli ambienti. I lavori di riqualificazione degli spazi sono stati eseguiti dall’impresa Allodi.

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