ORISTANO, 18 settembre 2026 – Case e Ospedali di Comunità, cure primarie, ma anche medici stranieri in arrivo per rinforzare gli organici. Questi alcuni dei temi di cui si è parlato durante la riunione del Comitato di distretto di Ghilarza-Bosa, che si è tenuta nella serata di mercoledì 16 settembre all’Auditorium di Ghilarza.
All’incontro, aperto dalla Presidente del Comitato di Distretto Eugenia Usai, sindaca di Ghilarza, e dal vicepresidente Giovanni Milia, primo cittadino di Modolo, hanno partecipato la direttrice generale della Asl 5 di Oristano Grazia Cattina, affiancata dal direttore amministrativo Salvatore Miscali e dal direttore del Servizio tecnico-logistico e patrimonio Daniele Saba, i sindaci di Guilcer, Barigadu e Planargia e il consigliere regionale Antonio Solinas. Ha partecipato, inoltre, la prossima neodirettrice del distretto di Ghilarza-Bosa, Maria Sebastiana Moro.
In apertura della seduta, la Presidente del Comitato di Distretto ha posto alla direttrice Asl quesiti riguardanti l’Ospedale di Comunità, in particolare se oltre alla degenza sarà presente anche l’attività di day surgery, che futuro avrà il punto di primo intervento, se la Casa di Comunità di Ghilarza sia una struttura hub o spoke e quale sia lo stato di attuazione della delibera regionale 36/33 del 15 luglio 2026. Domande che hanno fornito alla manager della Asl 5 l’occasione per illustrare lo stato dell’arte sui lavori di riorganizzazione della sanità in un territorio, come quello del distretto di Ghilarza-Bosa che, come ha affermato Grazia Cattina, è quello “su cui si gioca la maggior parte dell’innovazione che stiamo promuovendo”. Nel sub distretto di Ghilarza, come ha ricordato il direttore del Servizio tecnico-logistico e patrimonio Saba, nell’ultimo triennio sono già stati spesi 6,5 milioni e 2,3 ne restano da spendere per l’ammodernamento infrastrutturale e tecnologico dell’ospedale Delogu e delle strutture territoriali, mentre per l’area di Bosa sono già stati impiegati 2,5 milioni e sono da avviare interventi per oltre 5 milioni, che saranno investiti per il riammodernamento del Mastino e delle strutture ambulatoriali della Planargia.
Un massiccio piano di investimenti, dunque, che dà la misura di quanto e come si stia puntando sul potenziamento dei servizi su questo territorio, facendo perno soprattutto sulle Case e sugli Ospedali di Comunità, che rappresentano una rivoluzione sul piano dell’assistenza. “A Ghilarza – ha affermato la direttrice generale Asl 5 – la Casa della Comunità è stata attivata a fine maggio con una configurazione sia logistica che organizzativa provvisoria, in attesa della consegna degli ultimi lavori, prevista entro il mese di ottobre. Intanto, sono già attivi diversi servizi tra cui l’ambulatorio di cure primarie, operativo in h 12 (dalle ore 8.00 alle 20.00) che si integra con il servizio di continuità assistenziale notturno e nei festivi e prefestivi, per cui è sostanzialmente garantita una copertura assistenziale h 24. Oltre a ciò, è attivo l’ambulatorio infermieristico h 12, vero cuore della riforma, perché prevede una presa in carico proattiva dei pazienti cronici, persone che oggi, spesso, hanno smesso di curarsi per le difficoltà di accesso ai controlli”. Attivo dal lunedì al sabato e due domeniche al mese in alternanza con Oristano, dalle 8.00 alle 20.00, qui non solo sono garantite le prestazioni infermieristiche in sede e a domicilio (iniezioni, medicazioni ecc.), ma è in fase organizzativa avanzata la presa in carico dei pazienti cronici. “Al momento stiamo completando l’organizzazione per la presa in carico dei pazienti diabetici, ma entro l’anno contiamo di prendere in carico anche quelli con cardiopatie e insufficienze respiratorie, le patologie croniche più diffuse”. Alla Casa della Comunità di Ghilarza, hub, nello stesso distretto si aggiungono quelle di Bosa e Santu Lussurgiu, con servizi analoghi, che completano e rendono più capillare l’assistenza sul territorio.
“Per ciò che riguarda l’Ospedale di Comunità di Ghilarza – ha aggiunto la dottoressa Cattina – è stata completata la ristrutturazione dell’ala che contiene 11 posti letto, mentre il completamento con la consegna dell’ala che include altri 9 posti letto è prevista entro ottobre. Anche a Bosa i posti letto di Ospedale di Comunità già attivi sono venti: due strutture di cure intermedie fondamentali per garantire la continuità assistenziale ai pazienti in dimissione dagli ospedali per acuti”.
Annunciata anche l’estensione del sistema di richieste di prescrizioni ripetibili con modalità semplificata presso gli ambulatori straordinari di cure primarie (ex Ascot): un sistema già collaudato con successo a Oristano, Mogoro e Uras che consentirà di evitare ai pazienti con patologie croniche lunghe file per ottenere il rinnovo di una ricetta e decongestionare gli ambulatori straordinari in un distretto che su quasi 38.000 residenti ne conta 11.500 senza medico di famiglia.
La direttrice Cattina ha poi informato i rappresentanti del territorio di aver richiesto l’arrivo di 80 professionisti sanitari stranieri: 60 medici, con specializzazione in emergenza-urgenza, oncologia, pneumologia, cardiologia e radiologia, e 20 infermieri, che andranno distribuiti sui tre poli di Oristano, Bosa e Ghilarza. A questo proposito, la manager ha chiesto la collaborazione dei sindaci nel coinvolgimento dei gestori delle strutture ricettive, che potranno manifestare la loro disponibilità a ospitare i professionisti in arrivo.
Infine, la manager della Asl 5, rispondendo ai quesiti dei sindaci, ha dichiarato di voler attuare una radicale riorganizzazione che risponda all’effettivo bisogno dei cittadini. “Appropriatezza è la parola chiave – ha detto – Il mio mandato è migliorare i servizi per meglio rispondere ai bisogni di cittadini. Non mi sottrarrò, dunque, all’impegno di formulare e attuare i necessari cambiamenti, a partire da un’analisi oggettiva condivisa su cosa serva a questo territorio e su quali siano le migliori risposte da fornire”, ha detto rivolta agli amministratori locali. Analisi che sarà avviata una volta avviata compiutamente l’attività nelle Case e negli Ospedali della Comunità di Ghilarza e Bosa.
Un intervento che ha raccolto il consenso dei sindaci, i quali hanno riconosciuto l’intenso lavoro compiuto dalla direzione Asl per affrontare le numerose criticità, non tutte ancora superate, e hanno ribadito la volontà di collaborare per migliorare i servizi sanitari.
Il sindaco di Paulilatino Domenico Gallus, delegato provinciale alla Sanità, nell’apprezzare l’impegno della direttrice Asl Cattina, ha rimarcato la necessità di salvaguardare il Punto di Primo Intervento dell’ospedale Delogu, un presidio essenziale per garantire un’assistenza h 24 sul territorio.
Il primo cittadino di Sedilo, presidente dell’Unione dei Comuni del Guilcer, Salvatore Pes, ha posto l’accento sulla crisi del sistema socio-sanitario che, ha detto, “purtroppo riguarda in generale il centro-sud Italia. È arrivato il momento di dare risposte concrete alle nostre comunità, non possiamo far finta di non vedere i disagi e le criticità in ambito sanitario”, ha aggiunto il sindaco Pes facendo riferimento a liste d’attesa, carenza di personale ospedaliero e di medici di base. Il sindaco ha anche chiesto alla direttrice Asl un quadro dettagliato sulle prossime fasi di sviluppo della rete assistenziale territoriale per garantire una corretta informazione e una trasparente programmazione delle attività, in particolare relativamente alla Casa della Comunità e all’ospedale di Comunità di Ghilarza, chiedendo di rafforzare il piano della comunicazione in maniera tale da informare i cittadini dei servizi sanitari disponibili.
A riguardo, la direttrice Asl ha chiesto la collaborazione degli amministratori perché le informazioni presenti nel sito della Asl, dove di recente sono state pubblicate le Carte dei Servizi di ciascuna Casa della Comunità, siano rilanciate dalle comunità locali con le modalità ritenute più efficaci.