giovedì, 10 Settembre 2026

Sanità digitale. Dai prodotti alle competenze: la lezione di Fujifilm per continuare a innovare

Tecnologia, competenze e capacità di reinventarsi: il percorso di Fujifilm nell’innovazione, dalla trasformazione del proprio patrimonio tecnologico alla sanità digitale e all’intelligenza artificiale

Milano, 10 settembre 2026 – Come può un’azienda nata nel campo della fotografia trasformarsi in un Gruppo globale attivo in ambiti profondamente diversi, dalla diagnostica medica alle soluzioni digitali, fino all’intelligenza artificiale applicata alla sanità? E cosa vuol dire, oggi, innovare in un settore nel quale la tecnologia deve necessariamente confrontarsi con la complessità delle persone, dei professionisti e dei sistemi sanitari?

Sono questi alcuni dei temi al centro della sessione “Balancing core and non-core innovation” all’interno di “Alpha Innovation Live 2026” al NOI Techpark di Bolzano, appuntamento dedicato alla trasformazione delle imprese e alle nuove sfide poste dall’innovazione tecnologica. Fujifilm Healthcare Italia ha approfondito il tema con Davide Campari, Managing Director, con il suo keynote speech “A Radical Shift Into Digital Health”.

La storia di Fujifilm rappresenta, in questo senso, un caso particolarmente significativo. Nata nel 1934 come azienda produttrice di pellicole fotografiche, e attiva nel mondo Healthcare dal 1936 grazie alle pellicole radiografiche, Fujifilm ha saputo reinterpretare nel tempo il proprio patrimonio di conoscenze, tecnologie e competenze, trasformandolo in nuove opportunità di business e di innovazione. Un percorso che ha portato il Gruppo a sviluppare attività in settori molto diversi tra loro, mantenendo però un elemento comune: la capacità di trasferire competenze tecnologiche da un ambito all’altro e di trasformarle in soluzioni capaci di rispondere a nuovi bisogni.

È proprio questa capacità di “reinventare ciò che si sa fare” a rappresentare uno degli elementi distintivi della trasformazione di Fujifilm. Le competenze sviluppate nel corso della propria storia sono state progressivamente applicate a nuovi settori, tra cui quello Healthcare e dei Dispositivi Medici nel quale Fujifilm opera oggi, a livello globale, con un portfolio che spazia dalla diagnostica per immagini – radiografia, mammografia, TC, RM ed ecografia – all’endoscopia passando per diagnostica in vitro e informatica sanitaria.

“La lezione di Fujifilm a livello globale è che il valore di un’azienda non sta solo nei prodotti che realizza, ma nelle competenze che sa far evolvere nel tempo” dichiara Davide Campari, Managing Director di Fujifilm Healthcare Italia. “In Italia portiamo avanti questa trasformazione lavorando al fianco dei professionisti sanitari, ascoltandone i bisogni e mettendo tecnologia, imaging, software e innovazione al servizio di un obiettivo concreto: fare la differenza nella qualità della diagnosi, della cura e, in ultima analisi, nella vita delle persone.”

Il percorso di Fujifilm nell’Healthcare si è sviluppato proprio a partire dalla capacità di mettere in relazione queste competenze tecnologiche differenti: l’esperienza maturata nell’imaging, ad esempio, è stata progressivamente integrata con l’elaborazione digitale delle immagini, l’analisi dei dati e, più recentemente, con strumenti di intelligenza artificiale.

In sanità questo processo assume una rilevanza particolare; la crescente quantità di dati prodotti durante il percorso diagnostico, la necessità di integrarli tra sistemi differenti e, allo stesso tempo, l’esigenza di supportare i professionisti nelle decisioni rendono infatti indispensabile un’evoluzione che non riguarda soltanto le singole apparecchiature, ma tutto l’ecosistema nel quale le tecnologie vengono utilizzate.

È proprio in questo contesto che si inserisce anche lo sviluppo delle soluzioni di Medical Informatics di Fujifilm Healthcare, con sistemi progettati per mettere in relazione immagini, dati clinici e informazioni provenienti da differenti fonti. L’intelligenza artificiale può contribuire a rendere questi flussi ancora più efficienti, supportando alcune attività del professionista e facilitando l’accesso alle informazioni rilevanti. L’obiettivo, comunque, non è quello di sostituire la competenza clinica, ma di aumentare le capacità del professionista, rendendo disponibili strumenti in grado di semplificare attività ripetitive, organizzare le informazioni e supportare il processo decisionale.

La trasformazione tecnologica, tuttavia, non può essere considerata soltanto una questione di strumenti e investimenti. Perché l’innovazione produca valore, è necessario che tecnologia, competenze e persone evolvano insieme: un tema, questo, particolarmente rilevante oggi, mentre l’intelligenza artificiale sta modificando processi, organizzazioni e modalità di lavoro.

È una prospettiva particolarmente coerente con le riflessioni di Alfredo De Massis, Professore Ordinario di Imprenditorialità e Venture Capital e di Family Business Management presso l’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara e IMD. “L’intelligenza artificiale ci mette davanti a una sfida che è prima di tutto organizzativa e culturale” dichiara il Prof. De Massis. “Gli algoritmi possono aumentare enormemente le nostre capacità, ma non decidono da soli quale valore vogliamo generare, per chi e secondo quali principi. Per questo, le imprese investono nelle tecnologie, ma allo stesso tempo devono continuare a investire nelle persone, nelle competenze e nella capacità di costruire fiducia. Il vero vantaggio competitivo non sarà necessariamente avere l’algoritmo più sofisticato, ma saper combinare intelligenza artificiale e intelligenza umana, efficienza e responsabilità, innovazione e una visione condivisa”.

Questa evoluzione trova una declinazione concreta anche a Bolzano, dove presso il NOI Techpark opera il centro di Ricerca e Sviluppo software di Fujifilm Healthcare Italia. Il team sviluppa ed evolve soluzioni digitali per la sanità, alcune dedicate alle esigenze del mercato italiano e altre con una prospettiva europea, lavorando su workflow clinici, interoperabilità tra sistemi e gestione delle informazioni.

Nel tempo l’hub ha costruito competenze che spaziano dagli standard di interoperabilità sanitaria e dalla gestione documentale fino alle infrastrutture cloud, alla sicurezza e all’automazione dei sistemi. Accanto all’evoluzione delle piattaforme esistenti, il team lavora anche su nuove soluzioni, tra cui una piattaforma dedicata alla gestione delle procedure endoscopiche, progettata per adattarsi a strutture sanitarie con caratteristiche ed esigenze differenti.

Una parte dell’attività è inoltre dedicata alla ricerca e alla sperimentazione di tecnologie emergenti, dall’open source alle nuove architetture software fino all’utilizzo dell’intelligenza artificiale come supporto allo sviluppo. L’obiettivo è esplorare tecnologie che potranno diventare rilevanti in futuro continuando, allo stesso tempo, a migliorare le soluzioni già utilizzate dai professionisti della Salute.

“La trasformazione digitale della sanità diventa realmente utile quando riesce a risolvere problemi concreti del lavoro quotidiano” spiega Ivan Salvato, Medical Informatics Innovation Unit Manager di Fujifilm Healthcare Italia. “A Bolzano lavoriamo proprio su questo: trasformare tecnologie digitali, dati e intelligenza artificiale in strumenti realmente integrabili nei processi sanitari. Il valore dell’innovazione non sta nella tecnologia in sé, ma nella capacità di renderla utilizzabile, interoperabile, flessibile e modulare, così da supportare il personale sanitario nella continua evoluzione dei processi clinici e del rapporto tra medico e paziente”.

La presenza del team all’interno del NOI Techpark rafforza ulteriormente questa vocazione, favorendo il confronto con ricerca, università, startup e altri attori dell’ecosistema dell’innovazione.

“Alpha Innovation Live è nato nel 2022 con l’obiettivo di incoraggiare le aziende a intraprendere percorsi di innovazione radicale, creando occasioni di incontro e confronto – illustra Petra Seppi, responsabile Innovation Management del NOI –. Oggi, quattro anni dopo, attraverso le nostre attività di consulenza e l’evento annuale Alpha Innovation Live abbiamo accompagnato numerose imprese nello sviluppo e nella realizzazione di innovazioni dirompenti. I dieci speaker di primo piano provenienti dal mondo della ricerca e dell’impresa e le circa 200 persone che hanno partecipato all’edizione di quest’anno dimostrano quanto sia forte l’interesse per l’innovazione radicale”.

La storia di Fujifilm dimostra come la capacità di trasformarsi possa diventare essa stessa una competenza strategica. Dalla fotografia all’Healthcare, dall’imaging analogico all’elaborazione digitale, fino all’intelligenza artificiale, il filo conduttore non è stato l’abbandono delle proprie origini, ma la capacità di reinterpretare il patrimonio tecnologico e umano costruito nel tempo, aprendolo a nuove competenze, tecnologie e bisogni. Una lezione particolarmente rilevante in una fase di rapido cambiamento tecnologico: innovare non significa necessariamente abbandonare il proprio core ma saperlo riconoscere, farlo evolvere e metterlo in relazione con nuove opportunità. Perché i prodotti e i mercati possono cambiare, mentre la capacità di sviluppare, trasferire e ricombinare le proprie competenze può diventare essa stessa leva strategica di trasformazione.

Notiziario

Archivio Notizie