Il prestigioso traguardo scientifico, presentato al congresso della Società Europea di Cardiologia (ESC), valorizza l’attività di ricerca clinica e interventistica del reparto di Cardiologia dell’ospedale di Legnago.
Legnago, 9 settembre 2026 – I risultati dello studio internazionale AIR-STEMI (Complete Revascularization Guided by Functional Coronary Angiography in STEMI), un importante progetto di ricerca clinica a cui ha attivamente partecipato la UOC di Cardiologia di Legnago, sono stati pubblicati sul New England Journal of Medicine – la rivista medica più autorevole e prestigiosa a livello globale – e presentati ufficialmente all’annuale meeting della Società Europea di Cardiologia (ESC).
Il traguardo valorizza l’impegno e la qualità dell’intera unità operativa Cardiologia del “Mater Salutis”, un reparto in cui la pratica clinica e interventistica si coniuga quotidianamente con la ricerca scientifica. Alla stesura e allo sviluppo del lavoro hanno contribuito in prima persona medici e infermieri della struttura legnaghese: tra gli autori firmatari figura il Dott. Gabriele Venturi, insieme all’équipe medica composta da Antonio Mugnolo, Francesco Bacchion, Alberto Zamboni e il direttore Giorgio Morando, e al personale infermieristico (Elena Bellini, Katia Bertelli, Cinzia Donini, Ombretta Marcomini, Michela Parisato, Fabio Piva e Laura Tomi).
Lo studio e l’impatto clinico. Il progetto di ricerca, avviato nel 2023 e coordinato dalla Cardiologia di Ferrara, si è concentrato sui pazienti colpiti da infarto miocardico. In questi pazienti, durante la coronarografia urgente eseguita per trattare la lesione colpevole dell’infarto, vengono spesso riscontrate placche aterosclerotiche incidentali anche sugli altri vasi.
La ricerca si è chiesta quale fosse la strategia migliore per la gestione di tali lesioni non colpevoli: affidarsi alla sola valutazione visiva angiografica tradizionale o ricorrere a un approccio avanzato basato sulla valutazione funzionale delle lesioni stesse (che utilizza un software per calcolare l’effettiva riduzione del flusso ematico – FFR derivata da angiografia – senza necessità di guide a pressione o farmaci).
I risultati dello studio hanno dimostrato che la strategia guidata dalla valutazione funzionale applicata durante la procedura d’urgenza garantisce una riduzione significativa del rischio di eventi avversi – un endpoint primario composito che include morte, infarto miocardico, eventi cerebrovascolari e rivascolarizzazioni guidate da ischemia – riducendo al contempo le complicanze renali e i sanguinamenti maggiori.
Dati di grande rilievo che, ponendosi in controtendenza rispetto a precedenti evidenze, offrono nuove prospettive terapeutiche che potranno essere considerate nella stesura delle prossime linee guida internazionali, innalzando ulteriormente lo standard di cura per i pazienti cardiologici.
«Questa prestigiosa collaborazione scientifica internazionale – sottolinea il Direttore del Dipartimento Interventistico del “Mater Salutis”, Dott.ssa Margherita Azzini –, testimonia la vitalità, la competenza e la forte vocazione alla ricerca clinica del nostro team cardiologico. Saper coniugare l’altissima intensità dell’assistenza quotidiana e dell’emergenza-urgenza con la partecipazione a studi multicentrici di impatto globale è motivo di grande orgoglio per tutto l’ospedale e conferma il valore della nostra Cardiologia nel panorama scientifico internazionale».