mercoledì, 9 Settembre 2026

Lessinia Legend Run for Parkinson: dieci chilometri in montagna per riprendersi la vita

A VELO VERONESE DOMENICA 13 SETTEMBRE

Tra i partecipanti 23 persone affette da Parkinson. Saranno affiancate da fisioterapisti e professionisti sanitari. Un risultato reso possibile dalla sensibilità degli organizzatori e dall’impegno dell’associazione sportiva Parki Walki. Uno studio dell’Università di Genova ha evidenziato che si ottengono benefici sul cammino, sull’equilibrio e sulla vita sociale.

Verona, 9 settembre 2026«All’arrivo, seppur fra gli ultimi, sono stato acclamato come un vincitore: avevo vinto la mia sfida personale». Sono le parole di uno dei partecipanti alle scorse edizioni e raccontano meglio di ogni dato che cosa accade dal 2022 al traguardo della Lessinia Legend Run quando, dopo i primi concorrenti, arrivano loro: le persone con Parkinson che hanno affrontato i 10 chilometri, con 450 metri di dislivello. Ognuna è accompagnata passo dopo passo da un fisioterapista o da un professionista sanitario.

La Lessinia Legend Run for Parkinson, nata come esperimento nel 2022, con sei partecipanti, è oggi un progetto strutturato che accompagna le persone con Parkinson durante tutto l’anno. Può contare su un gruppo di circa 35 atleti con Parkinson e su altrettanti volontari e professionisti sanitari pronti ad affiancarli. L’idea è nata grazie a Lessinia Legend Sport, l’associazione che organizza la gara insieme ai Velo Runners. «Volevamo includere nella nostra corsa persone con disabilità» – racconta Remigio Bertele, fondatore e membro del direttivo di Lessinia Legend Sport –. «L’idea è frutto dell’incontro con i fisioterapisti che lavorano ogni giorno con loro. Il primo anno è stata una scommessa. Abbiamo però capito quasi subito che si creava una bella energia, stimolata dal movimento nella natura, dalla possibilità di socializzare e dalla voglia di mettersi in gioco».

A quella scommessa Laura Melotti, fisioterapista e istruttrice nazionale di Nordic Walking, che lavora al Centro Polifunzionale Don Calabria di Verona, ha dato concretezza, idee e una base scientifica. Il suo studio, condotto con le colleghe Maria Gonzo Fedel e Lea Morlacchi e presentato nel 2025 come tesi del Master in Neuroscienze e Fisioterapia Neurologica presso l’Università di Genova, ha seguito per mesi due gruppi di quindici persone con Parkinson: uno ha partecipato alla gara al termine di un ciclo di allenamenti, mentre l’altro ha svolto soltanto gli allenamenti. Le valutazioni, effettuate prima della gara, subito dopo e a due mesi di distanza attraverso test motori e cognitivi e questionari sulla qualità della vita, hanno evidenziato nel gruppo che ha partecipato alla competizione miglioramenti significativi nella capacità e nella resistenza durante il cammino, nell’equilibrio e nella gestione del doppio compito, cioè camminare mentre si svolge contemporaneamente un’altra attività. Sono stati inoltre rilevati una riduzione dell’apatia e un miglioramento della funzione sociale.

Lo studio è stato presentato come abstract alla XI AIFI International Conference “Cognition and Movement” di Genova, all’11th Singapore International Congress on Parkinson’s Disease e al XXV Congresso nazionale della Società Italiana di Riabilitazione Neurologica (SIRN). È stato inoltre illustrato al Convegno nazionale sulla gestione degli infortuni e delle patologie da sport di Napoli e al convegno “Paralimpiadi 2026: il fisioterapista al fianco degli atleti”, organizzato dall’Ordine dei Fisioterapisti del Veneto Settentrionale, Belluno, Treviso, Vicenza e Verona.

«A convincermi ad andare avanti sono state le parole dei partecipanti nei giorni successivi alla prima gara» – spiega la dott.ssa Laura Melotti –. «Uno di loro mi ha detto che quell’esperienza gli aveva restituito la propria vita: non ti senti più definito dalla malattia, ma una persona che convive con il Parkinson e continua a fare le cose che fanno gli altri. Da lì ho voluto capire davvero che cosa stesse accadendo, e i dati hanno poi confermato i miglioramenti sul piano motorio, psicologico e sociale».

Proprio per dare continuità e sicurezza a quell’esperienza è nata Parki Walki, associazione sportiva di base affiliata ad ANWI, l’Associazione Nordic Walking Italia, fondata da Laura Melotti con le fisioterapiste Giulia Ganassin e Arianna Rocco, che collabora con Lessinia Legend Sport. Da marzo a novembre Parki Walki organizza un’uscita di allenamento al mese per preparare le persone con Parkinson all’appuntamento con la gara e, più in generale, per favorire il movimento, in gruppo e in ambiente naturale.

«Il cuore del progetto sono le persone che ci credono» – prosegue Melotti –. «Siamo un’équipe multidisciplinare — fisioterapisti, medici, infermieri ed educatori — che una volta al mese dedica il sabato mattina agli allenamenti: di solito siamo in trenta ad accompagnare una ventina di partecipanti, e questo ci permette di lavorare nel modo più sicuro e utile possibile. Non tutti però se la sentono di gareggiare: alla Lessinia Legend Run arriva chi vuole mettersi davvero alla prova, quest’anno saranno ventitré».

«Li chiamo super atleti» – conclude Remigio Bertele –. «Quando raggiungono il traguardo il pubblico li applaude e si emoziona, perché vede persone che superano i propri limiti. Uno dei nostri primi partecipanti, Benedetto, alla prima edizione mi chiese di non pubblicare le fotografie in cui compariva, perché non voleva far sapere di avere questa malattia. Oggi è il testimonial del progetto nelle nostre presentazioni. La nostra missione è semplice: farli stare bene. E l’auspicio è che questa esperienza possa essere replicata altrove, così che altre persone possano trarne beneficio».

La Lessinia Legend Run può contare sul sostegno di istituzioni, associazioni e imprese del territorio: dalla Provincia di Verona ai Comuni di Velo Veronese, Selva di Progno e Ala, dal Parco Naturale della Lessinia alle aziende che affiancano la manifestazione come sponsor e partner.

L’edizione 2026 ha ricevuto anche il patrocinio della Federazione Nazionale degli Ordini dei Fisioterapisti e dell’Ordine dei Fisioterapisti di Belluno, Treviso, Vicenza e Verona. «Sono riconoscimenti importanti, che confermano l’attenzione della professione e il valore del progetto» sottolinea Melotti, che è anche presidente di OFI Veneto Settentrionale.

Notiziario

Archivio Notizie