Dall’11 al 12 settembre a Salsomaggiore Terme il 16° Convegno di Traumatologia Clinica e Forense, patrocinato dalla Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni (SIMLA). Al centro anche il contenzioso: con il 20,2% delle richieste di risarcimento l’ortopedia è la principale fonte di rischio per le aziende sanitarie.
Roma, 7 settembre 2026 – Le nuove frontiere della bionica applicata alla protesica aprono strade un tempo impensabili fuori dalla cinematografia fantascientifica. Lo stato dell’arte e i possibili sviluppi futuri di questa branca saranno al centro di una delle lezioni magistrali del 23° Corso di Ortopedia, Traumatologia e Medicina Legale, in programma l’11 e il 12 settembre 2026 al Palazzo dei Congressi di Salsomaggiore Terme, nell’ambito del 16° Convegno di Traumatologia Clinica e Forense patrocinato dalla Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni (SIMLA). L’appuntamento, presieduto dai professori Fabio Donelli e Mario Gabbrielli, si concentra quest’anno sul rachide e sull’arto superiore, con un approccio interdisciplinare che unisce specialisti della spalla, del gomito e della mano a professionisti della medicina legale, del diritto e della medicina del lavoro.
“La ricostruzione bionica dell’amputato si basa sulla creazione chirurgica di interfacce biologiche neuromuscolari, attraverso tecniche come la TMR, la targeted muscle reinnervation, e la RPNI, la regenerative peripheral nerve interface, capaci di trasformare i segnali dei nervi residui in segnali muscolari utilizzabili per il controllo protesico”, spiegano i professori Fabio Donelli e Mario Gabbrielli. “L’obiettivo, presente e futuro, è integrare sempre più strettamente la chirurgia ricostruttiva e la tecnologia, migliorando il controllo intuitivo della protesi, il feedback sensitivo e, al tempo stesso, il trattamento del dolore neuropatico post-amputazione”.
Accanto a questa nicchia, il Convegno affronta più in generale le grandi direttrici dell’innovazione: la chirurgia hi-tech, con la stampa 3D, la tecnologia CAD/CAM e la realtà virtuale mista che stanno rivoluzionando la pianificazione pre-operatoria; la medicina digitale e la telemedicina, con l’intelligenza artificiale che consente un’identificazione predittiva del quadro anatomo-clinico e nuovi scenari di riabilitazione e controllo a distanza; e la medicina rigenerativa, con l’uso avanzato di cellule staminali mesenchimali nella riparazione dei tessuti e nella gestione del dolore cronico.
Se l’innovazione apre nuove possibilità terapeutiche, ne moltiplica anche le implicazioni sul piano della responsabilità. Non a caso la traumatologia è la disciplina più esposta al contenzioso sanitario: secondo il MedMal Report di Marsh, lo studio annuale di riferimento sulla medical malpractice in Italia, l’ortopedia e traumatologia si confermano la principale fonte di rischio per le aziende sanitarie, essendo la prima unità operativa per numero di richieste di risarcimento (20,2%), davanti a Pronto Soccorso (15,6%), Chirurgia Generale (9,8%) e Ostetricia e Ginecologia (9,1%). All’interno di queste richieste, oltre il 60% origina da un errore chirurgico: un dato che spiega perché la traumatologia sia terreno d’elezione per la riflessione medico-legale sulla qualità della prova, sui profili valutativi e sulla gestione del contenzioso.
Ampio spazio, infine, alla valutazione del danno: il Congresso approfondirà i criteri di quantificazione del danno patrimoniale ed extrapatrimoniale, la lesione della capacità lavorativa specifica, il danno morale e la complessa gestione del contenzioso e del risarcimento, integrando le più recenti evoluzioni giurisprudenziali e normative, tra cui il d.lgs. 62/2024 sulle disabilità e le circolari INPS/INAIL. Uno spazio particolare è riservato alle nuove generazioni, con sessioni dedicate ai giovani medici legali e agli specializzandi (Associazione Italiana Specializzandi in Ortopedia e Traumatologia), pensate per colmare il ponte tra formazione clinica, tutele assicurative e pratica forense. L’obiettivo di fondo dell’edizione 2026, concludono i professori Fabio Donelli e Mario Gabbrielli, è delineare “i fondamentali su cui basare una condotta terapeutica che sposi l’avanguardia tecnologica senza mai prescindere dal rigore scientifico e dai canoni della corretta pratica clinico-forense”.