Dal 2 al 4 ottobre 2026 torna la manifestazione di divulgazione scientifica e culturale dell’Ateneo friulano. Con la curatela scientifica di Barbara Gallavotti, il tema di quest’anno indagherà gli «Equilibri»: dalla salute del pianeta al benessere della persona, tra Udine, Gemona, Gorizia e Pordenone
Udine, 27 agosto 2026 – Spaziare dalla salute fisica e mentale alla tutela dell’ambiente, dalla sicurezza del territorio fino alla qualità della vita contemporanea. Sarà il tema degli «Equilibri» il filo conduttore della quarta edizione di «Collega-menti», il festival di divulgazione organizzato dall’Università di Udine, in programma da venerdì 2 a domenica 4 ottobre, nato per comprendere le connessioni che legano saperi e punti di vista e per riflettere su come utilizzare le nuove conoscenze.
Sotto la riconfermata curatela scientifica di Barbara Gallavotti, nota divulgatrice scientifica a livello nazionale, la manifestazione trasformerà per tre giorni il territorio in un grande laboratorio a cielo aperto. La quarta edizione presenta inoltre un’importante novità logistica e culturale: accanto ai palazzi storici, teatri e spazi aperti del centro di Udine, il festival estenderà quest’anno i propri eventi anche a Gemona, Gorizia e Pordenone.
Nato con l’obiettivo di rafforzare il ruolo dell’Ateneo friulano come agente di sviluppo sociale e culturale del territorio, «Collega-menti» si inserisce tra le principali attività di valorizzazione delle conoscenze dell’Università di Udine. Attraverso un approccio interdisciplinare e un linguaggio accessibile e rigoroso, docenti e ricercatori dell’Ateneo – affiancati da specialisti di altri centri di ricerca nazionali e internazionali – incontreranno la cittadinanza per condividere i risultati dei propri studi e co-creare nuove prospettive per affrontare le sfide del presente.
Il palinsesto completo e dettagliato degli appuntamenti – articolato in caffè culturali, sessioni plenarie, laboratori, mostre e spettacoli – intende stimolare il confronto e il dialogo sui molteplici significati dello «stare bene e in equilibrio» in una società in rapida e continua trasformazione e verrà presentato ufficialmente a Udine il prossimo 16 settembre.
La tematica di quest’anno affronta un vero e proprio «nervo scoperto» del nostro tempo, come confermano i risultati del sondaggio esplorativo lanciato sui social dall’Ateneo friulano e recentemente presentato a Roma. Su un campione di 625 italiani (tra i 18 e i 60 anni), emerge con chiarezza la ricerca di un baricentro condiviso. Il 46,6% degli intervistati individua nello stress professionale il fattore principale che crea destabilizzazione, seguito dal 27,4% che indica il sovraccarico digitale. La mente è percepita come la dimensione più fragile e «fuori equilibrio» (39,4%), seguita dalle relazioni personali e professionali (25%) e dal benessere del corpo (17,6%). Il 57,3% richiede maggiore informazione scientifica su salute, corpo e mente. Per ritrovare l’equilibrio, le soluzioni preferite sono il contatto con la natura (31,5%) e la riscoperta di relazioni umane sane (29,3%).
«La quarta edizione di “Collega-menti” rappresenta il consolidamento di un percorso interdisciplinare che vede l’Università di Udine in prima linea nella divulgazione del sapere scientifico e umanistico e nel dialogo aperto con la comunità e le istituzioni locali – sottolinea il rettore Angelo Montanari –. Quest’anno abbiamo voluto ampliare ulteriormente il raggio d’azione del festival coinvolgendo anche i poli di Gemona, Gorizia e Pordenone. Porre al centro della discussione il tema degli “Equilibri” significa chiamare la ricerca a misurarsi con le grandi questioni del nostro tempo, mettendo sempre al centro la persona, il territorio e il futuro sostenibile delle nostre comunità».
«Sempre più ci rendiamo conto dell’importanza dell’equilibrio per la salute delle persone, delle società, del pianeta – sottolinea Barbara Gallavotti, direttrice scientifica del Festival –. Lo sanno bene medici e biologi, che puntano i riflettori sull’equilibrio ormonale, su quello tra attività fisica e sedentarietà, fra sonno e veglia, o nell’alimentazione. Gli ecologi ci dicono che un ecosistema è sano quando le specie che lo abitano sono in equilibrio fra loro. Anche nell’economia, nella convivenza fra i popoli e persino nell’arte è fondamentale trovare i giusti bilanciamenti. Per questo abbiamo dedicato l’edizione 2026 a questo tema: con l’obiettivo di riflettere insieme su come vorremmo fosse il futuro di tutti noi, a partire da domani».