Roma, 27 agosto 2026 – Di fronte alle continue aggressioni a danno degli operatori sanitari nei presidi di emergenza della Regione Marche, la UGL Salute chiede un cambio di passo decisivo: superare la fase della sola indignazione e passare ad azioni preventive mirate e immediate.
A delineare la posizione del sindacato è il Segretario Regionale UGL Salute Marche, Benito Rossi:
«Le denunce pubbliche non bastano più per fermare una spirale di violenza che mette quotidianamente a rischio l’incolumità dei nostri professionisti. Dobbiamo mettere in campo interventi concreti per garantire standard elevati di sicurezza e organizzazioni di lavoro efficaci. Per far questo occorre anzitutto incentivare una sinergia più stretta e costante tra la Regione Marche e le Aziende Sanitarie Territoriali, un’alleanza indispensabile anche per evitare la continua fuoriuscita dei medici strutturati dal sistema pubblico e contrastare il ricorso ai medici gettonisti».
Sul fronte operativo e della prevenzione, Rossi indica le priorità proposte dalla UGL Salute per migliorare l’assistenza e tutelare il personale di Pronto Soccorso:
«Quando parliamo di sicurezza intendiamo l’attuazione di misure preventive immediate. Proponiamo l’installazione di sistemi di videosorveglianza e telecamere nei punti strategici dove la normativa lo consenta, l’adozione di bodycam in dotazione agli operatori di prima linea e, misura fondamentale, la presenza fisica costante di personale addetto alla sicurezza e vigilanza all’interno dei reparti di emergenza-urgenza. Soltanto così potremo restituire serenità ai lavoratori e offrire un servizio più tutelato e funzionale ai cittadini».