mercoledì, 26 Agosto 2026

Ospedale di Perugia, una nuova cura per la valvola mitrale senza chirurgia

Per la prima volta in Umbria utilizzata una nuova tecnologia che amplia le possibilità di trattamento per i pazienti

Perugia, 26 agosto 2026 – Per la prima volta in Umbria, all’Ospedale di Perugia è stata utilizzata una nuova tecnologia per curare l’insufficienza della valvola mitrale senza ricorrere a un intervento chirurgico a cuore aperto. La procedura è stata effettuata nei giorni scorsi presso la sezione Emodinamica di Cardiologia, diretta dal dr. Maurizio Del Pinto, su un paziente di 71 anni.

L’utilizzo di questa nuova tecnologia rappresenta un ulteriore passo avanti nella cura delle patologie della valvola mitrale e consente di ampliare le possibilità terapeutiche per una popolazione più ampia di pazienti, in particolare per coloro che non sono candidabili all’intervento chirurgico tradizionale.

“Il nuovo dispositivo, impiantabile per via percutanea, – spiega il dr. Rocco Sclafani, responsabile della sezione Emodinamica – funziona attraverso una sorta di piccola “molletta” che permette di mantenere ravvicinati i lembi della valvola mitrale nel punto in cui si sviluppa l’insufficienza, riducendo così il reflusso di sangue. La nuova tecnologia si aggiunge a quella già utilizzata da tempo presso l’Emodinamica di Perugia e, grazie alle sue caratteristiche, consente di trattare anche pazienti con caratteristiche anatomiche differenti, incrementando ulteriormente la platea dei pazienti candidabili al trattamento percutaneo”.

“Questo nuovo sistema amplia e completa ulteriormente la nostra dotazione tecnologica, incrementando la platea dei pazienti che possiamo trattare – aggiunge il prof. Erberto Carluccio, direttore di Cardiologia e Fisiopatologia cardiovascolare –. Il successo procedurale è stato completo: si tratta di un risultato importante che conferma il valore di un percorso basato sull’innovazione intrapreso e sulla possibilità di offrire ai nostri pazienti soluzioni terapeutiche sempre più avanzate e personalizzate”.

La procedura è stata eseguita dal dottor Rocco Sclafani e dal dottor Salvatore Notaristefano, con il supporto della dottoressa Giuliana Bardelli per l’imaging ecografico e della dottoressa Marina Properzi per l’assistenza anestesiologica.

“L’introduzione della nuova tecnologia conferma l’impegno dell’Azienda Ospedaliera di Perugia nel garantire ai cittadini un’offerta assistenziale altamente specialistica, attraverso l’aggiornamento continuo delle competenze e l’impiego di tecnologie innovative – dichiara il direttore generale, Antonio d’Urso –. Un investimento che punta a offrire cure di qualità sempre più elevata, riducendo il ricorso a interventi chirurgici quando possibile e ampliando le opportunità terapeutiche anche per i pazienti più complessi”.

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