“L’intelligenza artificiale rappresenta una delle trasformazioni più profonde del nostro tempo e, proprio per questo, non può essere affrontata né con paura né con entusiasmo acritico. È necessario adottare una prospettiva sociale e civile, capace di mettere al centro la persona e il bene della comunità. L’intelligenza artificiale – dichiara Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune – deve essere governata e disciplinata attraverso regole chiare, condivise e realmente efficaci. La tecnologia può rappresentare una straordinaria opportunità, ma non deve mai sostituire la responsabilità, la sensibilità e la capacità di giudizio dell’essere umano. Deve essere uno strumento al servizio delle persone e un sostegno all’azione umana, non un suo sostituto”. Secondo Tiso, è fondamentale “evitare che l’innovazione tecnologica produca nuove disuguaglianze, marginalizzazione o una progressiva perdita di autonomia e pensiero critico. Dobbiamo accompagnare questa trasformazione con un grande investimento culturale – prosegue – perché non basta introdurre l’IA nei luoghi di lavoro, nella scuola, nella pubblica amministrazione e nella vita quotidiana: bisogna insegnare a utilizzarla con consapevolezza, responsabilità ed equilibrio. Serve un intervento importante delle istituzioni – conclude Tiso – per definire limiti, garanzie e responsabilità, tutelando i cittadini e, soprattutto, le fasce più fragili. L’innovazione ha valore quando migliora la qualità della vita e rafforza la società. Il progresso non può essere misurato soltanto dalla potenza degli algoritmi, ma dalla capacità di mantenere l’uomo al centro”.