Palermo, 11 agosto 2026. Il Policlinico di Palermo ha ricordato oggi il professor Paolo Giaccone, medico e docente universitario, con una cerimonia che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, della comunità accademica, del mondo sanitario e gli studenti.
Alla commemorazione sono intervenuti la Direttrice generale del Policlinico Maria Grazia Furnari, il Rettore dell’Università degli Studi di Palermo Massimo Midiri, il Presidente della Scuola di Medicina Antonino Giarratano, il Prefetto di Palermo, Massimo Mariani, la vicesindaca Brigida Alaimo, la dottoressa Camilla Giaccone, figlia del professore ucciso, la professoressa Antonina Argo, attuale Responsabile della Medicina legale dell’Azienda ospedaliera universitaria, il Presidente del Centro Studi Paolo Giaccone Riccardo Maiorca, una rappresentanza dell’Avis e due studentesse.
Tra i presenti alla cerimonia il Questore Vito Calvino, il procuratore aggiunto Carlo Marzella, il Presidente di sezione di Corte di Appello Sergio Gulotta su delega del Presidente della Corte di Appello Antonio Balsamo, la presidente della VI sezione civile del Tribunale di Palermo Giulia Maisano su delega del Presidente del Tribunale Piergiorgio Morosini, l’avvocato dello Stato Giuseppina Tutino Delisi, il dirigente vicario del comando dei vigili del fuoco Sebastiano Ugo Macchiarella, i vertici dei Carabinieri, Guardia di Finanza, e della Croce Rossa.
Nel corso della cerimonia è stato sottolineato il valore di una memoria che non si limita alla celebrazione, ma diventa testimonianza e responsabilità. Il ricordo del professore, infatti, si lega ai valori della medicina, dell’insegnamento, della ricerca, della responsabilità professionale e della legalità, valori che ancora oggi costituiscono parte essenziale della missione del Policlinico
“Nella mia veste di Amministratore di quest’Azienda, – ha detto la DG Furnari – sento forte il messaggio di legalità, che significa responsabilità, e avere il coraggio di dire no quando viene chiesto di tradire il proprio ruolo. Questo è il messaggio che Paolo Giaccone ci consegna ancora oggi. Ed è un messaggio particolarmente importante per un grande ospedale universitario. Il modo migliore per onorare Paolo Giaccone non è soltanto ricordare ciò che è stato. È chiederci, ogni giorno, che cosa possiamo fare noi per essere all’altezza del suo esempio. Come istituzione sanitaria e universitaria abbiamo il dovere di garantire che il lavoro possa essere svolto in un contesto fondato sulla trasparenza, sull’integrità e sul rispetto delle persone. Per questo vigilo quotidianamente ad implementare misure di contrasto alla corruzione e di tutela della trasparenza, perché abbiamo il dovere di proteggere chi lavora e chi, nell’esercizio delle proprie funzioni, sceglie la strada della correttezza”.
Il Rettore Midiri ha ricordato: «Paolo Giaccone era prima di tutto una persona retta, un eroe normale, che svolgeva con serietà e dedizione la professione di medico, docente e scienziato. Ed è nella normalità con cui viveva quotidianamente il suo lavoro, anche di fronte a incarichi e contesti gravosi, che risiede la straordinaria forza del suo esempio, rappresentando una lezione di etica, e un riferimento prezioso per le giovani generazioni. La sua figura ci indica una testimonianza altissima di integrità morale, di rigore scientifico e di impegno civile, ricordandoci sempre che davanti alla violenza e alle pressioni della criminalità mafiosa, scelse di non derogare ai principi che lo contraddistinguevano. Commemorarlo significa riaffermare i valori ai quali ha dedicato la propria vita: la ricerca rigorosa della verità, e il senso di responsabilità che fino all’ultimo lo hanno guidato. Questa è l’eredità che l’Università degli Studi di Palermo ha il dovere di custodire e rendere viva. Un lascito morale che si traduce nella nostra capacità di formare studentesse e studenti liberi e consapevoli, offrendo loro tutti gli strumenti per affrontare il futuro con autonomia di pensiero, senso critico e integrità».
Il Presidente della Scuola di Medicina Antonino Giarratano ha sottolineato: “Paolo Giaccone Uomo medico professore ma anche marito e padre, ucciso dalla mafia. Lontano anni luce dalla mentalità mafiosa che ancora pervade alcune aree della nostra società e in cui la mafia agisce e cresce. Omertà Sopraffazione Clientelismo Violenza sono il fattore culturale che va cambiato. Chi se non la scuola e l’università oltre la educazione familiare può contribuire a limitare la mentalità mafiosa? In tal senso Paolo Giaccone è l’esempio di un uomo che non aderì alla mentalità mafiosa, forte della sua etica di professore universitario e medico, rappresentando ancora oggi per i nostri studenti il modello da seguire”.
Particolarmente significativo il contributo di Milly Giaccone, che ha condiviso il ricordo personale e familiare del padre, restituendo alla commemorazione anche una dimensione intima e profondamente umana. La dottoressa Giaccone si è soffermata anche sul suo impegno nelle scuole e sull’interesse degli studenti per la figura del padre.
A parlare sono state anche le nuove generazioni, con la partecipazione delle studentesse, Giorgia Di Benedetto e Madaline Chinellato, quest’ultima, cittadina francese, a Palermo nell’ambito del programma Erasmus, ha affermato: “Tornerò in Francia portando con me molte conoscenze mediche, ma anche qualcosa di più prezioso: il ricordo di un uomo che ha dimostrato con il suo coraggio che essere un buon medico significa essere competenti, integri, giusti e fedeli alla verità”.
La presenza di una rappresentanza dell’Avis con il Presidente comunale Luigi Spicola ha inoltre richiamato il valore della solidarietà e della cultura della donazione. Per tutto il mese di agosto, tutte le raccolte di sangue e plasma organizzate dalle AVIS della Sicilia – su proposta di AVIS Provinciale Siracusa – saranno simbolicamente dedicate alla memoria di Paolo Giaccone, trasformando il ricordo del suo omicidio in un gesto concreto di solidarietà, di impegno civile e di servizio alla collettività.