martedì, 11 Agosto 2026

AST Ancona, evento eccezionale al Pronto Soccorso dell’Ospedale Carlo Urbani di Jesi

Ancona, 11 agosto 2026 – La situazione verificatasi nella giornata di lunedì 10 agosto rappresenta un evento eccezionale per il Pronto Soccorso dell’Ospedale “Carlo Urbani” di Jesi e per la rete dell’emergenza-urgenza dell’AST Ancona.

Come noto, le giornate di domenica sera e lunedì registrano storicamente un incremento dei flussi in tutti i Pronto Soccorso del territorio (Jesi, Fabriano e Senigallia). In condizioni ordinarie, la progressiva dimissione dei pazienti dai reparti per acuti nel corso del lunedì consente di ripristinare la capacità di ricovero ed accoglienza.

Nella giornata di ieri, tuttavia, la temporanea saturazione delle strutture territoriali e di ricovero ha generato un marcato fenomeno di boarding nei PS. L’indice NEDOCS (National Emergency Department Overcrowding Score), il parametro standardizzato che misura in tempo reale il livello di affollamento dei Pronto Soccorso, ha registrato nei tre presidi dell’AST Ancona un valore medio superiore a 180, soglia che identifica una condizione di “grave sovraffollamento”.

Per far fronte all’emergenza, l’Azienda ha messo in atto tutte le azioni di compensazione possibili:

  • Cooperazione interaziendale: si è ricorso all’integrazione tra presidi, coordinando il trasferimento di pazienti verso Senigallia e Fabriano per alleggerire la pressione su Jesi.
  • Saturazione dell’Admission Room: le postazioni di Admission Room del “Carlo Urbani” – attivata specificamente per la gestione del boarding – sono state pienamente utilizzate.
  • Flessibilità dei reparti: a fronte di un afflusso prevalentemente di interesse medico, anche le unità chirurgiche hanno offerto supporto accogliendo pazienti in appoggio.

In merito alle notizie relative alla presunta indisponibilità di barelle, si precisa che le 30 barelle in dotazione al PS di Jesi rappresentavano il numero massimo fisicamente e clinicamente gestibile in sicurezza dal personale in turno. Non si è trattato quindi di una carenza di presidi, ma di un eccezionale ed improvviso eccesso di domanda.

Il sistema dell’emergenza-urgenza sta operando a ritmi serrati e con uno sforzo straordinario da parte di tutto il personale sanitario. È tuttavia evidente come l’invecchiamento della popolazione, unito alle elevate e persistenti temperature di questo periodo, sottoponga le strutture di emergenza a una pressione imponente.

La risposta strutturale a queste criticità resta il potenziamento della rete territoriale: gli investimenti in corso sugli Ospedali di Comunità e sulle Case della Comunità, con gli ambulatori dedicati ai bisogni non differibili, saranno determinanti per velocizzare le dimissioni protette ed evitare che patologie minori sovraccarichino i Pronto Soccorso.

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