Roma, 21 luglio 2026 – Saccomanno: «Non è un favore alle realtà sanitarie del privato, ma una scelta a vantaggio dei cittadini». Onesti: «Utilizzare tutta la capacità assistenziale disponibile significa ridurre le attese e trattenere i pazienti sul territorio». Vivaldi: «Al privato si chiedono prestazioni, investimenti e qualità: ora servono programmazione stabile, tariffe sostenibili e valorizzazione del personale».
«La Regione Marche compie una scelta concreta e lungimirante: utilizzare pienamente la sanità privata per aumentare l’offerta di prestazioni, ridurre le liste d’attesa e consentire a un numero sempre maggiore di cittadini di curarsi nella propria Regione. È un modello che merita di essere osservato e replicato su scala nazionale.»
È la posizione di AISI – Associazione Imprese Sanitarie Indipendenti sull’accordo approvato dalla Giunta regionale delle Marche, che destina quasi 3,3 milioni di euro all’incremento delle prestazioni specialistiche ambulatoriali nel biennio 2026-2027, con particolare attenzione alla diagnostica per immagini, alle risonanze magnetiche, alle ecografie, alle mammografie, alla chirurgia ambulatoriale e agli interventi di cataratta.
LE MARCHE INDICANO UNA STRADA CONCRETA
«Il valore di questa decisione va oltre lo stanziamento economico», afferma la Presidente di AISI, Karin Saccomanno. «Le Marche dimostrano che pubblico e privato possono lavorare insieme senza pregiudizi quando il vero obiettivo è dare risposte ai cittadini. La sanità privata non è un concorrente del servizio pubblico, ma una componente del sistema sanitario che mette a disposizione strutture, tecnologie, organizzazione e competenze.»
«Non è un favore alla realtà del privato», prosegue Saccomanno. «È una scelta che permette ai cittadini di effettuare prima una risonanza magnetica, una TAC, una mammografia o un intervento di cataratta. Le Marche non hanno scelto tra pubblico e privato: hanno scelto di offrire più prestazioni e ridurre i tempi di attesa. È questa la direzione che dovrebbe ispirare anche le altre Regioni.»
UNA RISPOSTA AI NUOVI BISOGNI DELLA SANITÀ
L’accordo arriva in un momento in cui il sistema sanitario è chiamato a fronteggiare una domanda di assistenza sempre più elevata. L’Italia è tra i Paesi più anziani d’Europa: gli over 65 rappresentano circa il 24,7% della popolazione, mentre aumentano le patologie croniche e, con esse, la richiesta di esami diagnostici, visite specialistiche e interventi programmati.
Parallelamente, il Servizio sanitario nazionale continua a confrontarsi con criticità legate alla carenza di personale, all’aumento delle prestazioni richieste e alle liste d’attesa. In questo scenario, utilizzare pienamente tutte le risorse già disponibili significa rafforzare il sistema pubblico, non sostituirlo.
UNA COLLABORAZIONE CHE RAFFORZA IL SERVIZIO SANITARIO NELLA SUA TOTALITÀ
«È proprio qui che il modello delle Marche assume un valore nazionale», sottolinea il Direttore Generale di AISI, Giovanni Onesti. «Il pubblico mantiene il proprio ruolo di programmazione e garanzia, mentre il privato mette a disposizione strutture, personale, tecnologie e capacità organizzativa per incrementare le prestazioni. Non è una sostituzione del servizio pubblico, ma una collaborazione che consente di utilizzare tutta la capacità assistenziale disponibile.»
«Le Marche hanno scelto di non lasciare inutilizzate sale operatorie, apparecchiature diagnostiche e professionalità già presenti sul territorio mentre migliaia di cittadini attendono una prestazione. Programmare insieme significa offrire risposte più rapide, migliorare l’efficienza del sistema e ridurre concretamente le liste d’attesa.»
UNA REALTÀ GIÀ PRESENTE NEL SERVIZIO SANITARIO
La sanità privata rappresenta già oggi una componente essenziale dell’assistenza italiana, assicurando una quota rilevante di ricoveri, posti letto convenzionati e prestazioni ambulatoriali erogate nell’ambito del Servizio sanitario nazionale.
Per AISI, proprio questi numeri dimostrano che il tema non è scegliere tra pubblico e privato, ma mettere a sistema tutte le risorse disponibili per garantire ai cittadini cure più tempestive ed efficienti.
RIDURRE LE LISTE D’ATTESA SIGNIFICA CURARE MEGLIO
AISI considera particolarmente significativa anche la scelta della Regione Marche di concentrare le nuove risorse sulle prestazioni più richieste dai cittadini e di rafforzare l’offerta sanitaria regionale, riducendo il ricorso alle cure fuori territorio.
«Ogni paziente che riesce a curarsi nella propria Regione rappresenta un vantaggio per il sistema», osserva Giovanni Onesti. «Significa meno spostamenti per le famiglie, maggiore continuità assistenziale e una migliore utilizzazione delle risorse pubbliche. Ridurre la mobilità sanitaria passiva significa rendere più forte la sanità regionale e migliorare la qualità delle risposte ai cittadini.»
Secondo AISI, la scelta delle Marche dimostra che una programmazione basata sui reali bisogni assistenziali consente di indirizzare le risorse verso i settori dove la domanda è maggiore, valorizzando la rete delle strutture già operative sul territorio.
PROGRAMMAZIONE E SOSTENIBILITÀ PER CONTINUARE A INVESTIRE
Per il Segretario Generale di AISI, Fabio Vivaldi, il modello marchigiano rappresenta un esempio concreto di collaborazione istituzionale che deve però poggiare su basi economiche solide.
«Alle strutture sanitarie private si chiede di aumentare le prestazioni, contribuire alla riduzione delle liste d’attesa, investire in nuove tecnologie, innovazione, digitalizzazione, sicurezza e formazione del personale. Tutto questo richiede programmazione stabile, tempi di pagamento certi e tariffe sostenibili.»
«Il privato continua a investire in apparecchiature diagnostiche, ricerca, innovazione e qualità dell’assistenza. Per mantenere questi standard è necessario che la programmazione sanitaria riconosca il reale costo delle prestazioni e garantisca condizioni che consentano di continuare a crescere e a innovare.»
SERVONO REGOLE CERTE E CONTRATTI DIGNITOSI
Per AISI, la collaborazione tra pubblico e privato può produrre risultati duraturi solo se accompagnata da una programmazione stabile e da condizioni economiche coerenti con gli investimenti richiesti alle strutture sanitarie private.
«Alle strutture sanitarie private viene chiesto ogni giorno di aumentare le prestazioni, contribuire all’abbattimento delle liste d’attesa, investire in tecnologie, sicurezza, digitalizzazione e innovazione», sottolinea Fabio Vivaldi. «Ma tutto questo non può prescindere da tariffe sostenibili, tempi certi e da una politica che riconosca il reale valore del lavoro svolto.»
Il Segretario Generale di AISI richiama inoltre l’attenzione sulla situazione dei lavoratori della sanità privata. Oltre 300 mila professionisti attendono da anni il rinnovo dei contratti nazionali, una condizione che rende sempre più difficile trattenere competenze, attrarre nuovi professionisti e sostenere gli investimenti richiesti dal sistema.
«Non possiamo chiedere qualità, innovazione e una risposta sempre più ampia ai bisogni dei cittadini senza garantire dignità al lavoro e sostenibilità alle strutture», conclude Vivaldi. «Il modello Marche dimostra che la collaborazione funziona. Ora occorre creare le condizioni affinché possa consolidarsi e crescere in tutto il Paese.»
IL VALORE DELLE PERSONE
AISI richiama inoltre l’attenzione sulla crescente difficoltà di reperire professionisti sanitari, una criticità che coinvolge l’intero sistema.
«Non esiste innovazione senza professionisti», prosegue Fabio Vivaldi. «Medici, infermieri, tecnici sanitari e operatori rappresentano il vero patrimonio della sanità italiana, da nord a sud. Investire nelle persone significa garantire qualità, sicurezza e continuità assistenziale. Per questo servono strumenti che consentano alle imprese di assumere, formare e valorizzare il personale.»
DALLE MARCHE UN MODELLO PER IL PAESE
Per AISI, quanto realizzato dalla Regione Marche dimostra che la collaborazione tra pubblico e privato non rappresenta una soluzione emergenziale, ma un modello organizzativo moderno e capace di rispondere ai nuovi bisogni della popolazione.
L’invecchiamento demografico, l’aumento delle patologie croniche e la crescente domanda di prestazioni rendono sempre più necessario utilizzare in maniera integrata tutte le risorse disponibili, mantenendo al servizio pubblico il ruolo di governo e programmazione e valorizzando la capacità operativa delle imprese sanitarie.
L’APPELLO ALLE REGIONI
AISI auspica che l’esempio delle Marche venga attentamente valutato anche dalle altre amministrazioni regionali.
«Le Marche hanno dimostrato che è possibile mettere al centro i cittadini senza alimentare contrapposizioni controproducenti», conclude Karin Saccomanno. «Quando pubblico e privato collaborano in modo trasparente, programmato e responsabile, a vincere non sono le strutture sanitarie, ma i pazienti. Questo è il messaggio più importante che arriva dalle Marche ed è questa la strada che auspichiamo venga seguita anche nel resto d’Italia.»