La Direzione Strategica ha incontrato i referenti delle 31 Aggregazioni Funzionali Territoriali. Presentato il progetto di stratificazione della popolazione e condivise le azioni per rafforzare l’integrazione della rete territoriale.
ACIREALE – Consolidare il modello organizzativo delle Case della Comunità e promuovere una presa in carico sempre più efficace dei pazienti cronici e fragili. Sono stati questi i temi al centro dell’incontro convocato ieri dal direttore generale dell’Asp di Catania, Giuseppe Laganga Senzio, presso la Sala Conferenze dell’Ospedale di Acireale, con i referenti delle 31 Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) dell’Azienda sanitaria.
Ai lavori hanno partecipato il direttore sanitario, Giovanni Francesco Di Fede, i direttori dei Distretti sanitari, i referenti eletti dai medici delle AFT, il direttore dell’UOC Cure Primarie, il direttore dell’UOC Controllo di Gestione e SIA, i dirigenti e personale dell’UOC Risorse Umane Convenzionate.
Aprendo l’incontro, il direttore generale ha ringraziato i medici di medicina generale per la disponibilità e la collaborazione assicurata in questa fase di avvio delle Case della Comunità, ripercorrendo le principali tappe che hanno portato l’Azienda a rendere operativa la nuova rete dell’assistenza territoriale. Ha quindi richiamato il ruolo strategico delle AFT all’interno delle Case della Comunità che già operano presso le Strutture avviate nell’ambito dei 9 Distretti sanitari aziendali, sottolineando come il nuovo modello organizzativo si fondi sull’integrazione tra professionisti, sulla multidisciplinarietà dei servizi resi e sulla continuità delle cure.
Nelle AFT i medici di medicina generale operano in rete, pur mantenendo la propria autonomia professionale, condividendo percorsi assistenziali e obiettivi comuni per garantire una presa in carico integrata dei cittadini. Ciascuna AFT assiste una popolazione di circa 30.000 persone e opera in stretta connessione con gli altri servizi territoriali, contribuendo alla definizione dei Piani Assistenziali Individualizzati (PAI), alla gestione dei casi complessi e all’integrazione sociosanitaria.
Nel corso dell’incontro sono stati illustrati gli strumenti di analisi e programmazione a supporto della medicina d’iniziativa.
Ampio spazio è stato dedicato al confronto. I referenti delle AFT hanno condiviso osservazioni, proposte ed esperienze maturate nella prima fase di avvio delle attività delle Case della Comunità. Particolare attenzione è stata dedicata al rafforzamento dell’integrazione organizzativa tra AFT, Distretti sanitari e strutture aziendali, al fine di consolidare un modello di governance territoriale fondato sulla collaborazione tra i diversi livelli della rete assistenziale. È stata inoltre ribadita l’importanza dell’applicazione dei Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali (PDTA) per garantire una presa in carico appropriata e personalizzata, in relazione ai diversi livelli di complessità clinica.
L’incontro si è concluso con la richiesta, avanzata dai referenti delle AFT, di rendere periodici i momenti di confronto con la Direzione Strategica, ritenuti strumenti utili per accompagnare il consolidamento del nuovo modello organizzativo e favorire il dialogo costante tra Azienda e professionisti. La Direzione ha espresso piena disponibilità a proseguire il percorso di dialogo, attraverso successivi incontri che saranno programmati nei prossimi mesi.