venerdì, 19 Giugno 2026

Medicina legale, presentato Piano Strategico 2026-2029: da prevenzione del suicidio a governo del rischio sistemico

Sei priorità per una medicina legale capace di governare la complessità, al servizio della verità scientifica, della giustizia e del bene comune
È il cuore del 47° Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni (SIMLA), in corso al Centro Congressi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma: la presentazione del Piano Strategico SIMLA per la medicina legale italiana 2026-2029, articolato in sei priorità e costruito secondo una logica di governance della complessità. Un documento che guarda al futuro della disciplina, chiamata a comprendere, interpretare e governare la crescente complessità dei fenomeni biologici, sanitari, tecnologici, organizzativi, giuridici e sociali.
Il Piano si articola su sei priorità integrate. La prima riguarda i fondamenti della disciplina e l’innovazione dottrinale, con l’istituzione di un Centro Studi SIMLA dedicato. La seconda punta su formazione, merito e continuità generazionale, con un ruolo da protagonisti riconosciuto ai giovani medici legali e la creazione di un core curriculum per la formazione specialistica. La terza è dedicata alla qualità, agli standard e all’uniformità delle pratiche professionali su tutto il territorio nazionale, attraverso linee guida e buone pratiche condivise.
Tra le priorità più significative spicca il Programma Nazionale per la Prevenzione del Suicidio, coerente con i Gold Standard dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Un tema di grande rilievo sociale, che il Piano affronta con una lettura sistemica capace di integrare fattori sanitari, psicologici, sociali, economici e istituzionali: “La prevenzione del suicidio – sottolinea il professore Vittoradolfo Tambone (Università Campus Bio-Medico di Roma), tra i presidenti del Congresso – è una priorità nazionale e un indicatore sensibile della capacità di una società di riconoscere e proteggere le condizioni di maggiore vulnerabilità. In questo ambito la medicina legale può svolgere una funzione di raccordo tra conoscenza scientifica, analisi dei dati e supporto alle politiche pubbliche, con la proposta di istituire un Tavolo Interministeriale permanente”.
Altrettanto centrale è il Governo del Rischio Sistemico, quinta priorità del Piano, che segna il passaggio da una logica di gestione del singolo evento a una capacità strutturata di analisi delle vulnerabilità che emergono dall’interazione tra fattori clinici, organizzativi, tecnologici, normativi e sociali. “In questa prospettiva – si legge nel piano -, il rischio non deve essere considerato esclusivamente come fonte di responsabilità, ma come indicatore di criticità sistemiche e opportunità di apprendimento. L’obiettivo è promuovere una cultura orientata alla prevenzione, alla resilienza organizzativa e al miglioramento continuo“. La sesta priorità, infine, riguarda il rapporto tra medicina legale, intelligenza artificiale e nuove tecnologie, con l’obiettivo di contribuire alla progettazione degli strumenti di IA anziché adattarsi passivamente ad essi.
Un lavoro strutturato che s’iscrive nel solco del nuovo ruolo del medico legale tracciato dal presidente SIMLA, il professore emerito Francesco Introna: “Lo specialista in medicina legale è oggi un vero e proprio operatore totipotente del diritto. Le possibilità applicative sono ormai multiple e diversificate: accanto alla classica attività forense, che va sempre più riducendosi in ambito penalistico e ingigantendosi in ambito civilistico e previdenziale, cresce l’attività del medico legale in ambito ospedaliero, sempre più coinvolto nella prevenzione e valutazione del rischio clinico“. Un’operazione da compiere seguendo una proposta concreta che si concretizzi nel rapporto fra medico legale e magistrato da strutturare secondo un rapporto convenzionale con la struttura medico-legale di riferimento o fra Ministero della Giustizia e Ministero della Salute, operando nel rispetto di standard di affidabilità dei Centri di medicina legale qualificati: preparazione del personale, strutture e laboratori accreditati, rispetto assoluto dei tempi di consegna degli elaborati. Si tratta di adeguarsi “agli standard europei e dare maggiore serenità ai magistrati nella ricerca, spesso affannosa, di periti e consulenti, che a volte sfocia in nomine inadeguate per il caso da trattare“.
Sul valore strategico e istituzionale del Piano si sofferma il segretario nazionale SIMLA, dott. Lucio Di Mauro: “Il Piano Strategico deve restituire alla medicina legale una voce scientifica autorevole e incisiva, capace di rappresentare un concreto supporto per il giudice, chiamato a elaborare principi di diritto a partire dal diritto positivo”. Un richiamo, quello di Di Mauro alla legge 24/2017 “che ha attribuito alla medicina legale un ruolo centrale nell’accertamento della responsabilità sanitaria, valorizzando il riferimento alle linee guida e alle buone pratiche clinico-assistenziali. Il medico legale è chiamato a valutare, con rigore metodologico e indipendenza scientifica, la condotta del professionista sanitario, il nesso causale e l’eventuale danno conseguente, contribuendo a decisioni fondate su criteri oggettivi e uniformi, nell’interesse dei pazienti e degli operatori sanitari“.
A ricondurre le sei priorità a un disegno unitario è ancora il professore Vittoradolfo Tambone: “Le sei priorità del Piano non rappresentano ambiti separati, ma componenti integrate di una strategia unitaria. Rafforzare i fondamenti della disciplina, valorizzare la dimensione etica e deontologica, investire nella formazione, sviluppare standard condivisi, promuovere la prevenzione, governare il rischio sistemico e orientare l’innovazione tecnologica significa perseguire un unico obiettivo: accrescere la capacità della medicina legale di comprendere e governare la complessità, mettendo tale competenza al servizio della verità scientifica, della giustizia e del bene comune“.
La dimensione interdisciplinare del Piano è infine al centro della riflessione della professoressa Paola Frati (Sapienza Università di Roma), presidente del Congresso: Abbiamo voluto sottolineare da un lato l’importanza del confronto multidisciplinare e del dialogo che conduce ad un accrescimento della nostra disciplina e dall’altro la necessità di rigore e metodo laddove la medicina legale si pone come pilastro fondante della ricerca della verità scientifica al servizio della giustizia e della collettività”.  Si tratta, conclude Frati, di “un impegno pragmatico da parte di Simla così come declinato nel Piano Strategico che costituisce parte integrante del programma e che con trasparenza  tocca molteplici anime della nostra disciplina, ponendosi obiettivi concreti e tangibili”.

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