Le Piattaforme Regionali di Telemedicina entrano nella fase decisiva della sanità digitale italiana. Oltre 300mila cittadini saranno coinvolti nei programmi nazionali di telemedicina previsti dal PNRR, ma interoperabilità, sicurezza dei dati e integrazione con il Fascicolo Sanitario Elettronico restano le sfide decisive per evitare una sanità digitale frammentata.
ROMA, 23 MAGGIO 2026 – La telemedicina italiana entra nella fase della piena integrazione tra ospedale e territorio.
Dopo gli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e l’avvio delle nuove infrastrutture digitali regionali, la sfida non è più acquistare piattaforme o attivare servizi sperimentali. Il vero banco di prova consiste nel far dialogare tra loro Piattaforme Regionali di Telemedicina, Fascicolo Sanitario Elettronico, ospedali, Case di Comunità, assistenza domiciliare e servizi territoriali. Una partita decisiva che determinerà la capacità del Servizio sanitario nazionale di trasformare l’innovazione tecnologica in cure più accessibili, continue ed efficienti per milioni di cittadini.
Per AISI – Associazione Imprese Sanitarie Indipendenti, le Piattaforme Regionali di Telemedicina (P.R.T.)rappresentano oggi uno degli snodi più strategici dell’intera trasformazione digitale della sanità italiana. Non semplici strumenti informatici, ma infrastrutture chiamate a sostenere televisite, teleconsulti, telemonitoraggi e teleassistenza, integrando professionisti, strutture sanitarie e dati clinici all’interno di percorsi assistenziali sempre più connessi.
OLTRE 300MILA PAZIENTI NELLA NUOVA SANITÀ DIGITALE
La telemedicina rappresenta uno dei pilastri della Missione Salute del PNRR. L’obiettivo nazionale è coinvolgere oltre 300mila cittadini nei nuovi percorsi assistenziali digitali, con particolare attenzione ai pazienti cronici, fragili e non autosufficienti, favorendo cure più vicine ai bisogni delle persone e riducendo accessi impropri alle strutture ospedaliere.
“La vera rivoluzione non consiste nell’aumentare il numero delle televisite, ma nel costruire un ecosistema sanitario capace di seguire il paziente lungo tutto il percorso assistenziale”, dichiara la Presidente AISI Dott.ssa Karin Saccomanno. “Le piattaforme regionali possono rappresentare una straordinaria opportunità di modernizzazione, ma solo se saranno realmente interoperabili e accessibili in modo uniforme su tutto il territorio nazionale.”
IL NODO STRATEGICO: FASCICOLO SANITARIO ELETTRONICO E INTEROPERABILITÀ
Uno degli aspetti più importanti della nuova architettura digitale riguarda l’integrazione tra le piattaforme di telemedicina e il Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0, destinato a diventare il principale punto di accesso alla storia clinica e ai servizi digitali del cittadino.
Referti, monitoraggi, parametri clinici e documentazione prodotti attraverso i servizi di telemedicina dovranno alimentare il Fascicolo Sanitario Elettronico, creando un patrimonio informativo condiviso e aggiornato a disposizione dei professionisti autorizzati.
“La qualità della sanità digitale si misurerà sulla capacità di integrare informazioni cliniche, strutture sanitarie, professionisti e servizi territoriali all’interno di percorsi realmente continui”, afferma il Direttore Generale AISI Dott. Giovanni Onesti. “La vera innovazione non consiste nell’avere più piattaforme, ma nel fare in modo che quelle esistenti lavorino insieme in maniera efficace e orientata al paziente.”
IL RISCHIO DI VENTUNO SANITÀ DIGITALI DIVERSE
La realizzazione delle infrastrutture regionali rappresenta un passaggio fondamentale ma pone anche una sfida cruciale: garantire standard comuni e piena interoperabilità tra sistemi differenti.
Per AISI il rischio è che la trasformazione digitale proceda con velocità diverse nei vari territori, generando nuove disuguaglianze nell’accesso ai servizi sanitari innovativi.
“La digitalizzazione non può trasformarsi in una somma di progetti regionali scollegati tra loro”, prosegue Saccomanno. “I cittadini devono poter contare sugli stessi livelli di servizio, qualità e accessibilità indipendentemente dalla Regione in cui vivono. Senza una visione condivisa il rischio è quello di costruire ventuno sanità digitali diverse.”
DATI SANITARI, PRIVACY E CYBERSECURITY: LA SFIDA DELLA FIDUCIA
Parallelamente alla crescita dei servizi digitali, assume sempre maggiore rilevanza il tema della protezione dei dati sanitari. Il rafforzamento del quadro normativo nazionale sulla telemedicina e sulla gestione delle informazioni cliniche ha confermato la centralità di sicurezza informatica, governance dei dati e tutela della privacy.
La crescente quantità di informazioni sanitarie che transiteranno attraverso piattaforme digitali impone infatti standard elevati di protezione, tracciabilità e controllo degli accessi.
“Parliamo dei dati più sensibili che una persona possiede”, sottolinea il Segretario AISI Dott. Fabio Vivaldi. “La fiducia dei cittadini sarà determinante per il successo della telemedicina. Per questo sarà necessario continuare a investire in cybersecurity, formazione degli operatori, protezione delle informazioni e trasparenza nella gestione dei dati clinici.”
CASE DI COMUNITÀ E ASSISTENZA DOMICILIARE: LA NUOVA MEDICINA DI PROSSIMITÀ
Le Piattaforme Regionali di Telemedicina saranno inoltre uno strumento fondamentale per sostenere lo sviluppo dell’assistenza territoriale previsto dalla riforma sanitaria e dal PNRR.
L’integrazione con Case di Comunità, Centrali Operative Territoriali, assistenza domiciliare e percorsi dedicati ai pazienti cronici consentirà di rafforzare la medicina di prossimità, favorendo il monitoraggio a distanza e una gestione più efficace delle condizioni cliniche nel contesto di vita del paziente.
L’obiettivo è rendere sempre più concreta la transizione verso un modello nel quale la casa diventi il primo luogo di cura, con il supporto di tecnologie capaci di garantire continuità assistenziale e tempestività degli interventi.
IL TEMA AL CENTRO DEL CONFRONTO NAZIONALE DEL 28 MAGGIO
Le prospettive delle Piattaforme Regionali di Telemedicina saranno tra i temi principali dell’Assemblea Nazionale AISI 2026, in programma il 28 maggio a Roma, che vedrà il confronto tra istituzioni, professionisti, esperti di innovazione sanitaria e rappresentanti delle imprese del settore sui temi dell’interoperabilità, dell’integrazione con il Fascicolo Sanitario Elettronico, della sicurezza dei dati, della governance digitale e dei nuovi modelli organizzativi destinati a ridisegnare l’assistenza territoriale italiana.