sabato, 16 Maggio 2026

BOOM DI PRESCRIZIONI DELLA TERAPIA ORMONALE SOSTITUTIVA IN MENOPAUSA (+86%)

LA HUMAN METABOLIST CRISTINA TOMASI NE SVELA GLI 8 BENEFICI

La pubblicazione nel 2002 dello studio Women’s Health Initiative ha rappresentato per le donne un momento critico per la gestione della menopausa, alla luce dei risultati allarmanti relativi al rischio di tumore al seno e di malattie cardiovascolari se si assumevano gli ormoni. Tuttavia numerosi studi successivi ne hanno progressivamente chiarito l’efficace impatto clinico nelle donne in postmenopausa a tal punto che negli USA, tra il 2021 e il 2025, le prescrizioni della terapia ormonale sostitutiva sono aumentare del +86%. In Italia, invece, un mix formato da paure ereditate, disinformazione e barriere territoriali ha contribuito a un sottoutilizzo della terapia ormonale sostitutiva (TOS) tanto che, secondo le stime più recenti, sono solo il 5% le donne italiane che la utilizzano. Da una maggiore protezione per il cuore ad un aumento della forza per le ossa, la human metabolist Cristina Tomasi spiega quali sono gli 8 benefici nel sottoporsi alla TOS

La Terapia ormonale sostitutiva (TOS), a livello globale, non fa più paura. Secondo i dati riportati da Epic Research, negli Usa, tra le donne di età compresa tra 50 e 65 anni, le prescrizioni della Terapia ormonale sostitutiva (TOS) sono aumentate del +86% tra il secondo trimestre del 2021 e il terzo trimestre del 2025. E ancora nel Regno Unito, secondo i dati della Business Services Authority del National Health Service, nel 2024/25 sono state prescritte 14,7 milioni di dosi di terapia ormonale sostitutiva (TOS), con un aumento dell’11% rispetto al 2023/24. E in Italia? Le donne italiane scontano ancora un grave deficit di informazione rispetto all’efficacia nell’utilizzo della Terapia ormonale sostitutiva (TOS) durante il periodo della menopausa. Tanto che, secondo la più recente indagine “La menopausa nella vita delle donne” condotta da Fondazione Onda Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di generel’Italia è fanalino di coda in Europa per utilizzo di questo trattamento con solo il 5% delle donne italiane che vi si sottopongono. Un dato che è il risultato di un mix tra paure ereditate, disinformazione e barriere territoriali ed economiche che risalgono addirittura all’inizio del nuovo Millennio e più precisamente al 2002, quando la pubblicazione dei risultati dello studio Women’s Health Iniziative, ha svelato al mondo come l’utilizzo degli ormoni durante la menopausa facesse male, con un aumento dei rischi di ammalarsi di tumore al seno e di soffrire di malattie cardiovascolari.

La paura degli ormoni nel trattamento della sindrome menopausale ha portato a una riduzione delle prescrizioni di questo tipo di terapia e a diverse strategie per aiutare le donne nel periodo della menopausa. In realtà, successivi studi scientifici hanno dimostrato come quella fosse una pericolosa semplificazione. Lo studio del 2002 coinvolgeva donne con età media di 63 anni, quindi ben oltre la fase iniziale della menopausa, e utilizzava formulazioni ormonali diverse da quelle oggi impiegate. Le evidenze più recenti mostrano invece che, se prescritta correttamente, nei tempi giusti e con un approccio personalizzato, la TOS rappresenta uno strumento clinico sicuro ed efficace. La terapia ormonale sostitutiva (TOS) agisce compensando il calo fisiologico di estrogeni, progesterone e, in alcuni casi, testosterone, migliorando non solo la qualità della vita ma anche diversi parametri di salute a lungo termine

Tra gli obiettivi principali del trattamento ci sono la riduzione di sintomi come vampate, insonnia, secchezza vaginale, calo della libido, sbalzi d’umore e la protezione, a lungo termine, di ossa, cuore e massa muscolare. “Non siamo di fronte a una scelta clinica consapevole, ma a un problema culturale: paura, disinformazione e accesso disomogeneo alle cure stanno privando milioni di donne di uno strumento terapeutico efficace. La TOS non è una terapia estetica o sintomatica. È uno strumento di medicina preventiva, con un impatto reale su metabolismo, cervello, ossa e sistema cardiovascolare” — spiega la Dr.ssa Cristina Tomasi, human metabolist e medico specialista in medicina interna.

Il momento più indicato per iniziare il trattamento, come confermato anche dalle linee guida delle principali società internazionali che si occupano di menopausa, inclusa la Società Italiana Menopausa (SIM), è entro i 10 anni dall’inizio della menopausa e preferibilmente prima dei 60 anni. È in questa finestra temporale, infatti, che la TOS offre i maggiori benefici in termini di salute cardiovascolare, metabolismo, ossa, cervello e qualità della vita. La TOS è uno strumento utile per preservare la salute a lungo termine e può essere proseguita anche nel lungo periodo, se ben tollerata e monitorata, salvo controindicazioni. Ma ogni donna è diversa: la chiave è una terapia personalizzata prescritta da un medico esperto. “La TOS non è uguale per tutte: tipo di ormoni, dosaggio e durata devono essere costruiti sul profilo della singola donna. È medicina di precisione, non protocolli standardizzati” – spiega la Dr. Cristina Tomasihuman metabolist e medico specialista in medicina interna.

Secondo l’approccio clinico della Dr. Tomasi, la TOS non è solo un rimedio ai sintomi, ma una vera e propria strategia di longevità. Ecco quali sono, secondo l’esperta Dr. Cristina Tomasi, human metabolist e medico specialista in medicina interna, gli otto benefici nel sottoporsi alla terapia ormonale sostitutiva (TOS):

  1. Protezione cardiovascolare: Gli estrogeni aiutano a mantenere l’elasticità delle arterie e a regolare i livelli di colesterolo, riducendo significativamente il rischio di infarto e ictus, specialmente se iniziata entro i primi 10 anni dalla menopausa.
  2. Salute delle Ossa (prevenzione osteoporosi): La TOS è il trattamento più efficace per prevenire la perdita di densità minerale ossea, riducendo drasticamente il rischio di fratture da fragilità in età avanzata.
  3. Controllo dei sintomi vasomotori: Eliminazione pressoché totale di vampate di calore e sudorazioni notturne, che spesso compromettono la qualità del sonno e la vita sociale.
  4. Mantenimento della forza e massa muscolare: Gli ormoni (in particolare l’equilibrio con il testosterone, dove necessario) contrastano la sarcopenia, ovvero la perdita di tessuto muscolare legata all’invecchiamento.
  5. Benessere cognitivo e neurologico: Protezione contro il “brain fog” (nebbia cognitiva) e potenziale riduzione del rischio di malattie neurodegenerative come l’Alzheimer, grazie all’azione neuroprotettiva degli ormoni.
  6. Salute genito-urinaria: Prevenzione dell’atrofia vaginale, della secchezza e delle infezioni urinarie ricorrenti, migliorando sensibilmente la vita sessuale e il comfort quotidiano.
  7. Equilibrio metabolico: Aiuta a contrastare l’accumulo di grasso viscerale (tipico del calo di estrogeni) e migliora la sensibilità all’insulina, riducendo il rischio di diabete di tipo 2.
  8. Stabilità del tono dell’umore: Riduzione dell’irritabilità, dell’ansia e degli sbalzi d’umore legati alla fluttuazione e al successivo calo degli ormoni

Notiziario

Archivio Notizie