sabato, 16 Maggio 2026

FIMMG Sardegna: “Con Regione clima di piena collaborazione, ma serve posizione chiara su riforma nazionale”

Aree interne, Case della Comunità e medicina generale: “Le riforme devono partire dai territori e dai bisogni reali delle comunità”

In relazione al dibattito pubblico sviluppatosi negli ultimi giorni sulla medicina generale, sulle aree interne e sulla proposta di riordino dell’assistenza primaria territoriale, FIMMG Sardegna ritiene necessario precisare alcuni elementi per chiarire la propria posizione.

Sul tema delle aree interne, FIMMG respinge letture semplicistiche che parlano di “flop” degli incentivi regionali destinati alle sedi disagiate. “Le politiche sanitarie che affrontano problemi strutturali come la carenza di medici nei piccoli comuni richiedono tempo e continuità – sottolinea il sindacato –. Rivendichiamo il lavoro svolto insieme alla Regione Sardegna, che ha avuto il merito di provare ad invertire la rotta con coraggio”.

Secondo FIMMG, il problema della carenza assistenziale non può essere affrontato esclusivamente con incentivi economici, ma necessita di una strategia più ampia che coinvolga università, formazione, organizzazione territoriale e condizioni di lavoro. “Le evidenze internazionali ci dicono chiaramente che il reclutamento dei medici nelle aree interne deve partire già dal percorso formativo. Gli incentivi possono aiutare, ma da soli non bastano”.

Il sindacato evidenzia inoltre come siano comunque pervenute diverse domande per incarichi in zone disagiate, elemento che “dimostra che lo strumento può funzionare e merita di essere rafforzato e migliorato, non liquidato superficialmente”. FIMMG chiarisce inoltre che lo stato di agitazione della categoria è stato proclamato a livello nazionale contro la proposta di riforma dell’assistenza primaria territoriale attualmente in discussione. “Siamo contrari a una riforma che rischia di indebolire il rapporto fiduciario tra medico e cittadino, burocratizzare ulteriormente il lavoro professionale e ridurre la presenza capillare dei medici nei territori più periferici”. Particolare preoccupazione viene espressa per le possibili ricadute in Sardegna. “La nostra Regione presenta caratteristiche geografiche, demografiche e infrastrutturali peculiari. Modelli costruiti prevalentemente su logiche urbane e centralizzate rischiano di aggravare ulteriormente le disuguaglianze territoriali e la fragilità delle aree interne”. Per questo FIMMG chiede alla Regione Sardegna di assumere “una posizione chiara e determinata in sede di Conferenza Stato-Regioni” contro una riforma che, secondo il sindacato, rischia di compromettere la prossimità delle cure e la tenuta della sanità territoriale pubblica. Allo stesso tempo, il sindacato sottolinea che il clima sui tavoli regionali aperti resta improntato alla collaborazione istituzionale. “Sulla burocrazia attendiamo gli esiti del tavolo avviato in Regione. Registriamo positivamente l’avvio della sperimentazione sulla prescrizione digitalizzata dei presidi protesici e delle nuove procedure che si stanno sviluppando sulle cure domiciliari”. FIMMG conferma inoltre l’avvio del confronto regionale sulla quota oraria, sulle AFT e sull’integrazione nelle Case della Comunità. “Le Case della Comunità rappresentano una sfida decisiva per il futuro della sanità territoriale sarda. Ma la rete delle cure di prossimità non si costruisce soltanto con strutture e atti amministrativi: deve essere costruita attorno ai professionisti, ai medici di famiglia, alle AFT e ai bisogni reali dei cittadini”.

“Come FIMMG – conclude il sindacato – siamo pronti a fare la nostra parte con senso di responsabilità verso colleghi e assistiti. Ma chiediamo che le riforme vengano costruite insieme a chi lavora ogni giorno sul territorio. La Sardegna ha bisogno di una sanità pubblica realmente universale, accessibile e coerente con le sue specificità territoriali. Collaborazione piena con la Regione sulle soluzioni concrete per la Sardegna, ma netta contrarietà a riforme nazionali che rischiano di indebolire la medicina generale e il diritto alla salute delle comunità più fragili”.

Notiziario

Archivio Notizie