La Società Italiana d’Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI) invita il Governo, il Ministero della Salute, l’Istituto Superiore di Sanità, le Regioni e le Province Autonome ad intervenire per garantire continuità e piena operatività alle sorveglianze speciali delle malattie infettive.
La sola sorveglianza routinaria attraverso le notifiche di malattie infettive, pur essenziale, non è sufficiente a rispondere ai bisogni della Sanità pubblica. Le sorveglianze speciali assicurano infatti tempestività, maggiore dettaglio epidemiologico, integrazione tra dati clinici, microbiologici e di laboratorio, e consentono di identificare precocemente cluster, focolai e segnali di rischio, orientando in modo efficace gli interventi di prevenzione e controllo.
Per la Società Italiana d’Igiene è urgente ripristinare i flussi informativi verso l’Istituto Superiore di Sanità o, in alternativa, strutturare rapidamente sistemi interoperabili che evitino duplicazioni di inserimento, per le sorveglianze strategiche, a partire da arbovirosi, in vista dell’imminente stagione vettoriale; morbillo e rosolia, anche per il rischio di compromettere i risultati raggiunti sul fronte dell’eliminazione; rosolia congenita e in gravidanza; RespiVirNet; malattie batteriche invasive; legionellosi; e SEIEVA per le epatiti virali acute. Si tratta di sistemi che non rappresentano una duplicazione inutile, ma un patrimonio informativo e operativo indispensabile per leggere tempestivamente i fenomeni emergenti e sostenere decisioni rapide e appropriate.
La Società Italiana d’Igiene auspica l’apertura immediata di un tavolo tecnico tra Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità e Regioni, con il supporto delle Società Scientifiche, per individuare possibili convergenze con PREMAL, senza disperdere il valore aggiunto delle sorveglianze speciali e semplificando al tempo stesso il lavoro degli operatori della prevenzione.
“Le sorveglianze speciali non sono un elemento accessorio, ma uno strumento essenziale di sicurezza sanitaria. La notifica routinaria è necessaria, ma da sola non basta: senza sistemi dedicati si perdono capacità di analisi, tempestività e prontezza di intervento. Per questo chiediamo un’azione immediata per ripristinare e rafforzare i flussi informativi verso l’Istituto Superiore di Sanità, oppure per garantire al più presto soluzioni interoperabili efficaci, così da assicurare continuità ai principali sistemi di sorveglianza del Paese” dichiara il Dr. Enrico Di Rosa, Presidente della Società Italiana d’Igiene (SItI).