martedì, 28 Aprile 2026

Ospedale a San Marcello Pistoiese, ass. Monni: “Confronto aperto con territorio. Presto iniziativa pubblica”

Allo studio un progetto pilota per la sanità in montagna capace di rispondere ai bisogni della comunità.

Il prima possibile, entro l’estate, sarà organizzato a San Marcello Pistoiese un momento pubblico di confronto sull’ospedale Pacini, con la proposta di una soluzione concreta e un progetto specifico per la sanità in montagna: insieme ai sindaci e agli amministratori, un incontro aperto a tutta la comunità e con il coinvolgimento delle associazioni di volontariato impegnate nell’emergenza, nei servizi socio-sanitari e nella tutela della sanità nelle aree montane.

Lo rende noto l’assessora regionale Monia Monni, che il 2 maggio – per un impegno familiare sopraggiunto – non potrà essere presente all’iniziativa che conclude otto giorni di presidio civico a difesa dell’ospedale locale.

“Siamo in una fase complessa per il sistema sanitario – mette in chiaro Monni, con onestà -, una fase segnata da cambiamenti profondi, dalla scarsità di risorse e dalla crescente difficoltà nel reperire personale sanitario: una criticità che riguarda l’intero sistema a livello nazionale.  Servono realismo, trasparenza e un rapporto di fiducia forte tra istituzioni e cittadini. Con questo spirito intendiamo portare avanti un percorso serio e condiviso, capace di tenere insieme la tutela dei servizi esistenti e l’innovazione necessaria, partendo dai bisogni reali delle comunità”.

Ed è quello che si intende fare anche a San Marcello.  “Sto seguendo con grande attenzione la discussione in corso  – commenta l’assessora alla sanità Monia Monni – e conosco bene il percorso portato avanti in questi anni dalla comunità locale a sostegno dell’ospedale Pacini. In questi giorni i cittadini si stanno confrontando e stanno manifestando la loro preoccupazione. È un programma che racconta un territorio vivo e consapevole, capace di mobilitarsi con responsabilità quando si parla di diritto alla salute”.“Mi dispiace sinceramente di non poter essere presente all’iniziativa del 2 maggio – aggiunge -, ma questo non riduce in alcun modo l’attenzione e la disponibilità al confronto su un tema così importante”.

L’assessora sta infatti organizzando un momento pubblico per proporre una soluzione praticabile ed effettiva. “L’incontro si terrà il prima possibile- spiega – perché i tempi sono importanti. Stiamo correndo per poter proporre rapidamente un progetto con soluzioni concrete: dopo esserci confrontati con i sindaci, abbiamo deciso di studiare un progetto pilota per la sanità in montagna che risponda ai bisogni reali del territorio e che porteremo al confronto con i cittadini”.

Monni sa cosa chiedono i cittadini.  “Sono consapevole – commenta – che dalla Regione ci si aspetta parole chiare e atti conseguenti sulla difesa del Pacini, sullo sviluppo dei servizi della Casa della Comunità e anche sul potenziamento della presa in carico e l’assistenza, per esempio attraverso un forte investimento sulla domiciliarità. E di questo mi sento la responsabilità- Allo stesso tempo è necessario essere chiari sul fatto che ogni decisione deve collocarsi all’interno di un quadro regionale complessivo e nel rispetto delle norme che regolano il sistema sanitario”.

“Dentro questo quadro – prosegue –  però l’obiettivo è netto, ovvero mantenere vivo quel presidio, valorizzandone il ruolo e rafforzando la capacità complessiva del sistema di rispondere ai bisogni della comunità, garantendo servizi di prossimità efficienti e vicini alle persone”.

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