martedì, 28 Aprile 2026

Ausl Piacenza. Donata una carrozzina verticalizzante a Unità spinale e Gracer 

Piacenza 28 aprile 2026 – Un dispositivo medico di assistenza concepito per prevenire complicanze circolatorie e problematiche dell’apparato muscolo-scheletrico, ma soprattutto uno strumento in grado di restituire autonomia, sicurezza e qualità della vita.

La carrozzina 18,68E Hi-Lo verticalizzante Vassilli, donata dall’associazione Para-Tetraplegici Piacenza, con l’importante supporto della ditta Progetto per l’ambiente di Walter Gobbi, all’Unità Spinale e Gracer, rappresenta un significativo ampliamento delle dotazioni tecnologiche a supporto dei percorsi riabilitativi. Ma non solo: non è soltanto un ausilio per la mobilità, bensì un presidio ad elevato contenuto clinico e riabilitativo, capace di incidere concretamente sul recupero funzionale e sul benessere psicologico della persona.

La donazione è stata formalizzata alla presenza del direttore generale Paola Bardasi – affiancata dal direttore sanitario Andrea Magnacavallo – del direttore del distretto di Levante Evelina Cattadori, di Elisa Anselmi, responsabile medico dello stabilimento ospedaliero di Fiorenzuola, Roberto Antenucci, direttore dell’Unità Spinale e gracer, Vittorio Casari del Percorso del paziente chirurgico e Area Riabilitativa, Andrea Pasquini, direttore di Medicina riabilitativa intensiva e responsabile della Riabilitazione ortopedica, nonché del vicesindaco di Fiorenzuola Paola Pizzelli, che hanno accolto la presidente dell’associazione Para-Tetraplegici Piacenza Rossella TitimoliCecilia Gobbi e Antonella Isabella, che hanno fatto le veci di Walter Gobbi. Presente anche Valter Bulla, che ha contribuito alla donazione.

“Il Dipartimento di Riabilitazione – ha sottolineato il direttore generale, evidenziando il valore strategico dell’iniziativa – riunisce tutte le unità operative impegnate nella prevenzione, nel trattamento e nel recupero delle disabilità conseguenti a patologie acute e croniche. Il nostro mandato è accompagnare ogni paziente verso il più alto livello di autonomia funzionale raggiungibile, attraverso un approccio multidisciplinare e integrato. Donazioni come questa non rappresentano soltanto un arricchimento tecnologico, ma costituiscono un tassello concreto nel rafforzamento della qualità assistenziale e nella centralità della persona all’interno del percorso di cura”.

“Il contesto in cui questa donazione si inserisce è quello del Polo riabilitativo dell’Emilia Nord – ha aggiunto il direttore Cattadori – struttura a carattere interprovinciale che dal 2021 svolge la funzione di hub regionale per le gravi patologie spinali. Parliamo di un complesso di oltre 7mila metri quadrati, articolato su quattro livelli, con sei palestre e due piscine dedicate alle diverse aree della riabilitazione: intensiva, ortopedica, respiratoria, oltre naturalmente all’Unità spinale e Gracer. Operiamo garantendo elevati standard assistenziali e tecnologici e in piena integrazione con il blocco ospedaliero A e con il polo radiologico, dotato di TAC e risonanza magnetica. L’incremento del parco ausili, con le due unità posturali tronco-bacino e la carrozzina verticalizzante, rafforza ulteriormente la nostra capacità di offrire ai pazienti percorsi riabilitativi avanzati e personalizzati”.

Dal punto di vista clinico, la carrozzina 18,68E Hi-Lo offre una solida piattaforma per la mobilità e consente la verticalizzazione assistita del paziente in condizioni di sicurezza. La possibilità di raggiungere la stazione eretta favorisce la prevenzione delle lesioni da pressione, migliora la circolazione sanguigna, contrasta la rigidità muscolare e contribuisce al mantenimento dell’equilibrio dell’apparato muscolo-scheletrico.

A questi benefici si affianca un impatto significativo sul piano psicologico e relazionale, poiché la posizione verticale consente una diversa percezione di sé e una più naturale interazione con l’ambiente e con gli altri.

“Per i terapisti occupazionali dell’Unità Spinale questo strumento assume un valore determinante – sottolinea Roberto Antenucci – perché ci permette di individuare soluzioni realmente calibrate sulle esigenze di ciascun paziente. La personalizzazione dell’ausilio è fondamentale per garantire comfort, libertà di movimento e un adeguato sostegno posturale. Disporre di dispositivi evoluti significa poter costruire percorsi riabilitativi più efficaci e duraturi, orientati non solo al recupero clinico, ma al miglioramento complessivo della qualità di vita. Questa carrozzina, che verrà utilizzata nel servizio di terapia occupazionale con il supporto dei nostri professionisti, consentirà ai pazienti di verificare i benefici e le opportunità di autonomia offerte da questa tipologia di dispositivo. La nostra missione, come sempre, è quella di prenderci cura della persona nella sua complessità, quindi nel corpo e nelle emozioni, a trecentosessanta gradi”.

La donazione conferma la sinergia tra sistema sanitario e associazionismo territoriale, contribuendo a consolidare un modello riabilitativo fondato su innovazione, competenza multidisciplinare e promozione della massima autonomia possibile della persona.

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