L’evento “Da dove veniamo, chi siamo e dove andiamo” si terrà il 20 marzo 2026 all’Istituto di Medicina Legale di Milano (via Mangiagalli 37), ore 9.00
Una lettura critica e prospettica della medicina legale, nel momento in cui trasformazioni culturali, mutamenti organizzativi e nuove tecnologie stanno ridefinendo ruoli, linguaggi e responsabilità dei professionisti del settore. Per discutere di questi temi, l’Associazione Medico Legale Ambrosiana e la Scuola di Specializzazione in Medicina Legale dell’Università di Milano, diretta dal professore Umberto Genovese, col patrocinio della Società Italiana di Medicina Legale (SIMLA), organizzano il convegno “Da dove veniamo, chi siamo e dove andiamo”, in programma il 20 marzo 2026 a Milano, dedicato alla memoria del professore Antonio Farneti, uno dei maestri della medicina legale milanese e nazionale.
“Non è di poco conto sottolineare – spiega il prof. Genovese – che il convegno sia stato organizzato da AMLA (Associazione Medico-Legale Ambrosiana) e dalla Scuola di Specializzazione dell’Istituto di Medicina Legale: questo accostamento è in linea con le premesse del titolo, con la vita e l’insegnamento del prof. Farneti e -soprattutto- con una Medicina Legale dove il presente della Professione non si disinteressi del suo futuro e dove l’Accademia si faccia garante attiva di entrambi. Il titolo del convegno prende spunto dal famoso quadro di Paul Gauguin che rappresenta il ciclo della vita e che pone le domande fondamentali su questo. Il convegno tratterà della nostra Professione, che in buona parte rappresenta anche la nostra vita, e avrà come tema delle diverse sessioni delle domande, perché ‘tutto nel mondo sta dando risposte (e) quel che tarda è il tempo delle domande’, come scriveva Saramago'”.
Un tributo che vedrà in campo alcuni dei più illustri nomi dell’accademia e della professione a livello nazionale, a partire dal presidente della Società Italiana di Medicina Legale, professore Francesco Introna.
“Organizzare un convegno per affrontare aspetti della medicina legale che vengono raramente toccati in simili manifestazioni – sottolinea il dott. Franco Marozzi, presidente di AMLA e vicepresidente e responsabile della comunicazione di SIMLA – è certamente l’occasione migliore per onorare la figura del prof. Antonio Farneti, recentemente scomparso. Dalla mancanza di leadership, alla difficoltà di formazione dei giovani, dall’innovazione tecnologica attraverso l’intelligenza artificiale alle nuove procedure che inseriscono il medico-legale nel solco non solo della valutazione del danno ma anche della sua liquidazione per non parlare dell’associazionismo medico legale che fu sempre un suo cavallo di battaglia quanto a presenza operativa e dirigenziale“.
Il programma scientifico affronta alcuni dei nodi più urgenti della Medicina Legale contemporanea. Si aprirà con una riflessione sul rapporto tra comunicazione scientifica e comunicazione digitale, ragionandosui rischi contemporanei di una semplificazione che erode metodo e rigore, valutando al contempo un’evoluzione inevitabile. Un secondo focus riguarda le dinamiche dell’associazionismo medico-legale con una riflessione sulla frammentazione del dibattito interno e la spinta verso l’iper-specializzazione, valutando i rischi connessi a un isolazionismo che indebolisce la rappresentanza della categoria e la qualità delle decisioni condivise. Grande rilievo sarà anche dato all’Intelligenza Artificiale, sempre in bilico tra l’essere considerato strumento di supporto e acceleratore di efficienza e, al contempo, fattore di obsolescenza professionale se non governato da competenze, etica e regole chiare. Sul piano tecnico, il convegno affronterà la valutazione del danno biologico in presenza di stato anteriore, con attenzione alle ricadute operative, ai limiti interpretativi e alla coerenza con i principi di individualizzazione del caso concreto. Si discuterà poi della transizione “dal numero percentuale all’euro”, tema cruciale nell’ambito delle procedure conciliative, dove l’esigenza di comprensibilità e uniformità non deve sacrificare la trasparenza e la motivazione del ragionamento medico-legale. Chiuderà i lavori una sessione dedicata alla Scuola di Specialità con una domanda fondamentale che ruota sul valore della formazione, chiedendo se davvero risponde alle esigenze della professione e ai diversi ambiti in cui il medico legale è chiamato a operare.
“Per un Maestro curioso come Antonio Farneti – aggiunge il dott. Marozzi – e a contatto con le cose del mondo, mai isolato nella torre eburnea dell’Accademia ma presente sempre anche come professionista tra i professionisti, ci è sembrato, a noi organizzatori, il miglior modo per ricordarlo con la tristezza degli allievi rimasti orfani di una guida ma anche con la certezza di quanto il suo nome sia ancora una presenza tra tutti i medici legali d’Italia”.
Il convegno è concepito come un atto di riconoscenza verso il prof. Antonio Farneti, la cui eredità scientifica e didattica continua a orientare la riflessione della disciplina. Il suo insegnamento – rigore metodologico, apertura culturale, senso della responsabilità – costituisce la bussola con cui la medicina legale è chiamata a costruire la propria rotta futura. In quest’ottica, l’obiettivo del convegno è costruire una mappa condivisa: radici, identità e direzione, per una medicina legale scientificamente solida, socialmente utile e capace di guardare al futuro.
“Ecco il perché di domande scomode, insidiose e provocatorie – conclude il professore Genovese -. Perché, come scriveva Oriana Fallaci, ‘vi sono momenti nella vita in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre‘. E questo è il momento“.