giovedì, 26 Febbraio 2026

LAUREE MAGISTRALI INFERMIERISTICHE, CECCARELLI (COINA): “FNOPI HA ISTITUITO NUOVI PERCORSI DI FORMAZIONE SENZA COSTRUIRNE LE ADEGUATE TUTELE!”

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Il richiamo della FNOMCeO evidenzia la debole tenuta giuridica dell’argomentazione. Ma il nodo non è la presa di posizione dei medici, ma il modus operandi della nostra Federazione, tra paradossi e immobilismo

ROMA 26 FEB 2026 – «La diagnosi resta atto medico, nessuno la mette in discussione. Il problema vero è un altro: si è costruito un percorso accademico senza averne prima definito il perimetro ordinamentale». Così Marco Ceccarelli, Segretario Nazionale del COINA (Sindacato delle Professioni Sanitarie) interviene nel dibattito riacceso dalla mozione del Consiglio Nazionale della FNOMCeO contro il decreto del Ministero dell’Università e della Ricerca che istituisce le lauree magistrali a indirizzo clinico per gli infermieri.

La Federazione dei Medici contesta la previsione che consente, nei nuovi percorsi specialistici, la prescrizione di trattamenti assistenziali – presidi, ausili e tecnologie – in ambiti come le cure di comunità, l’area neonatale pediatrica e l’area intensiva, richiamando l’articolo 7 della Legge 23 settembre 2025, n. 132. Il COINA evidenzia che questa disposizione disciplina esclusivamente l’impiego dei sistemi di intelligenza artificiale in sanità e ribadisce che la decisione clinica finale resta in capo al medico, ma non interviene sull’ordinamento delle professioni sanitarie né sulla struttura delle lauree magistrali infermieristiche; utilizzarla per contestare il decreto significa attribuirle un ambito che non possiede affatto.

IL VUOTO NORMATIVO SUI LIVELLI DI PRATICA CLINICA

Il dibattito sulle competenze prescrittive infermieristiche ripropone uno schema noto: la diagnosi clinica generale resta atto medico, ma l’organizzazione del sistema sanitario richiede una ridefinizione chiara delle funzioni operative e dei livelli di autonomia. Il conflitto attuale si consuma su un piano lessicale; in Italia si discutono confini, mentre in Europa si corre veloce e si disciplinano livelli di pratica.

Nel contesto europeo il termine practitioner non è sinonimo di medico, ma indica una categoria multiprofessionale con autonomia definita entro uno scope of practice normativamente delimitato. Accanto ad essa operano livelli più avanzati – advanced practitioner e consultant practitioner – che non sostituiscono il medico, ma graduano responsabilità cliniche formalizzate.

In Italia questa stratificazione non è ancora codificata. Siamo indietro anni luce! Molte attività sono già integrate nella pratica quotidiana, ma giuridicamente restano incardinate in un modello che non distingue tra titolarità della diagnosi e gestione clinico-assistenziale avanzata, producendo una zona grigia di autonomia di fatto e rigidità di diritto.

La riforma necessaria non consiste nel cambiare un verbo in un decreto, ma nell’introdurre una disciplina esplicita dei livelli di pratica clinica multiprofessionale, collegando formazione avanzata, responsabilità e inquadramento. Senza questo intervento normativo, il conflitto continuerà a riproporsi.

LE RESPONSABILITÀ DELLA FNOPI NELLA COSTRUZIONE DELLE NUOVE LAUREE MAGISTRALI

Per il COINA, tuttavia, la questione centrale non è la pur discutibile iniziativa della FNOMCeO, che difende in fondo con coerenza il proprio perimetro professionale, bensì la linea seguita dalla FNOPI. La federazione infermieristica si è spesa per l’istituzione delle lauree magistrali a indirizzo clinico insieme al Ministero dell’Università e al Ministero della Salute, presentandole come un passaggio storico per l’evoluzione della professione, ma non ha preteso, in parallelo, una riforma ordinamentale e contrattuale capace di garantire ai futuri laureati magistrali una collocazione dirigenziale coerente, un inquadramento definito e un riconoscimento economico adeguato alla formazione avanzata.

Formazione avanzata senza riforma ordinamentale

«Si è lavorato sul titolo, non sul ruolo», afferma Ceccarelli, sottolineando che creare formazione avanzata senza blindare tutele e inquadramento significa esporre gli infermieri a uno scontro istituzionale privo di copertura normativa solida. In un sistema maturo, prima si ridefiniscono i livelli di pratica clinica multiprofessionale, distinguendo in modo esplicito tra diagnosi medica generale e gestione clinico-assistenziale avanzata, poi si costruiscono i percorsi accademici coerenti con quella riforma; in Italia è accaduto il contrario, e oggi si discute di “prescrivere” o “richiedere” mentre manca una legge quadro che disciplini in modo chiaro autonomia, responsabilità e limiti.

ASSISTENTE INFERMIERE E FRAMMENTAZIONE DELLA PROFESSIONE

Il COINA evidenzia inoltre il paradosso rappresentato dall’introduzione dell’assistente infermiere, figura intermedia sostenuta dalla FNOPI che presenta un differenziale economico fin troppo esiguo rispetto all’infermiere di base e confini operativi non sempre nitidamente tracciati. «Da un lato si annunciano lauree magistrali cliniche come svolta epocale, dall’altro si introduce una figura ibrida che rischia di comprimere ulteriormente la professione di base», osserva Ceccarelli, definendo questa impostazione una incoerenza strategica che frammenta la categoria invece di rafforzarla.

Secondo il Segretario Nazionale del COINA, il punto non è bloccare l’evoluzione della professione infermieristica, ma governarla con serietà: «Non si può chiedere agli infermieri di investire anni di formazione aggiuntiva se non si garantisce loro un ruolo definito, un’area di inquadramento coerente e tutele contrattuali certe. Senza una riforma esplicita dei livelli di pratica clinica multiprofessionale, le lauree magistrali rischiano di restare un avanzamento formale privo di struttura giuridica adeguata».

«La FNOMCeO difende la propria categoria con determinazione, la FNOPI dovrebbe prendere esempio e fare lo stesso per gli infermieri, non limitarsi a promuovere percorsi accademici senza averne consolidato la base normativa», conclude Ceccarelli, ribadendo che la vera responsabilità oggi è costruire tutele prima degli annunci, regole prima delle aspettative, struttura prima dei titoli.

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