ASL Roma 5. Case della Comunità fanno rete: oltre 33mila accessi in 45 giorni
Dal 1° settembre al 15 ottobre registrati 33.037 accessi nelle strutture territoriali, quasi 8mila prestazioni specialistiche, oltre 14mila tra vaccinazioni e prelievi e più di 2mila accessi PUA/ADI: una rete che avvicina i servizi sanitari e sociosanitari alle persone.
Tivoli, 31 ottobre 2026 – Una rete territoriale che si traduce in servizi, prestazioni e risposte concrete ai bisogni di salute. Le Case della Comunità della ASL Roma 5 rappresentano oggi una concreta espressione della sanità di prossimità, mettendo a disposizione della popolazione punti di accesso più vicini ai luoghi di vita e favorendo l’integrazione tra assistenza sanitaria, prevenzione e interventi sociosanitari.
I dati di attività registrati dal 1° settembre al 15 ottobre 2026 fotografano la dimensione operativa di questo percorso, che conferma il ruolo crescente di queste strutture nell’organizzazione dell’assistenza e della presa in carico territoriale.
Nel periodo considerato, le attività delle Case della Comunità hanno registrato:
- 33.037 accessi complessivi;
- circa 8.000 prestazioni specialistiche;
- oltre 2.000 accessi PUA – Punto Unico di Accesso e ADI – Assistenza Domiciliare Integrata;
- circa 1.800 prestazioni infermieristiche;
- circa 15.000 vaccinazioni e prelievi;
- oltre 3.000 accessi alla presenza medica nelle varie funzioni previste dal DM 77/2022.
Volumi di attività che restituiscono un quadro concreto dell’offerta assistenziale e della varietà delle risposte erogate, con una copertura capillare e diffusa. La rete delle Case della Comunità, infatti, si è progressivamente estesa ai comuni di Artena, Carpineto Romano, Colleferro, Gorga, Valmontone, Guidonia Montecelio, Palombara Sabina, Fonte Nuova, Monterotondo, Cave, Genazzano, Palestrina, San Vito Romano, Zagarolo, Arsoli, Bellegra, Subiaco, Castel Madama, Ciciliano e Tivoli, rispondendo alle caratteristiche di un territorio ampio ed eterogeneo, comprendente centri urbani ma anche aree periferiche e località più distanti dai principali presìdi ospedalieri. La prossimità assume un valore particolare proprio in questi ultimi contesti, in cui la possibilità di accedere a servizi sanitari senza affrontare lunghi spostamenti può agevolare le persone fragili o anziane, chi convive con patologie croniche e chi necessita di un’assistenza continuativa.
In base alla programmazione del singolo presidio, nelle Case della Comunità sono presenti attività infermieristiche, specialistica ambulatoriale, vaccinazioni, prelievi, servizi di prenotazione e accoglienza e punti di accesso dedicati ai bisogni sociosanitari. A questi si affiancano percorsi di prevenzione, orientamento e supporto alla presa in carico.
Un ruolo importante è inoltre affidato all’integrazione con la medicina generale e la pediatria di libera scelta: questa collaborazione, secondo le modalità organizzative e i livelli di attivazione delle diverse sedi, è infatti una componente centrale di questo modello di assistenza territoriale, orientato a favorire il raccordo tra cure primarie, specialistica e servizi infermieristici e sociosanitari.
Il valore di queste strutture non risiede soltanto nella presenza di più prestazioni nello stesso luogo, ma nella possibilità di intercettare i bisogni prima che si aggravino, accompagnare le persone nella gestione delle condizioni croniche e favorire il ricorso al livello assistenziale più adeguato. In questo senso, la collaborazione tra professionisti territoriali, specialisti e servizi sociali permette di costruire percorsi personalizzati e coordinati attorno alle necessità della persona, orientando gli interventi in modo più appropriato e facilitando la continuità tra le diverse fasi dell’assistenza, compreso il raccordo con i percorsi di dimissione ospedaliera.
Il Punto Unico di Accesso (PUA), in tale quadro, favorisce l’orientamento delle persone con bisogni sociosanitari complessi e il raccordo con i servizi competenti, promuovendo l’integrazione tra la componente sanitaria e quella sociale, in collaborazione con i servizi comunali. La presenza dell’assistenza infermieristica, anche attraverso gli Infermieri di Famiglia e di Comunità, contribuisce inoltre alla prevenzione, all’educazione sanitaria, alla gestione delle cronicità e al sostegno alle persone e alle famiglie.
Lo sviluppo delle Case della Comunità si inserisce nel percorso di riorganizzazione dell’assistenza territoriale previsto dal DM 77/2022 e sostenuto dagli interventi della Missione 6 Salute del PNRR. Il modello punta a rafforzare i servizi di prossimità, la prevenzione e l’integrazione sociosanitaria, valorizzando le strutture territoriali come punto di riferimento per i bisogni che possono trovare risposta al di fuori dell’ospedale.
La ASL Roma 5 proseguirà nei prossimi mesi in questo percorso di consolidamento dell’offerta territoriale, con l’obiettivo di ampliare progressivamente i servizi disponibili e rendere sempre più funzionale il collegamento tra strutture, professionisti e comunità.
Per conoscere le prestazioni disponibili, gli orari di apertura delle sedi e le modalità di accesso ai servizi è possibile consultare la sezione del sito istituzionale dedicata alle Case della Comunità.

