Dati come strumento di governo della Sanità: nell’Ausl Valle d’Aosta nasce il Controllo direzionale
L’Azienda Sanitaria avvia un nuovo modello organizzativo per integrare i dati provenienti dagli uffici, rafforzare la capacità di programmazione e supportare decisioni più tempestive, consapevoli e trasparenti. Previsto anche lo sviluppo di strumenti di Business Intelligence
Aosta, 29 ottobre 2026 – L’Azienda USL della Valle d’Aosta compie un nuovo passo nel percorso di innovazione organizzativa e gestionale, avviando la realizzazione di un controllo direzionale, evoluzione migliorativa del Controllo di Gestione che porta ad un sistema integrato di raccolta, analisi e valorizzazione dei dati. Il goal è migliorare la capacità di governo della nostra sanità pubblica. L’obiettivo è trasformare le informazioni prodotte quotidianamente dalle diverse strutture dell’Azienda in uno strumento strategico per assumere decisioni più tempestive, consapevoli e documentate, programmare meglio le risorse, monitorare le attività e individuare opportunità di miglioramento nell’organizzazione dei servizi sanitari.
«La sanità produce ogni giorno una quantità enorme di informazioni, ma la nostra capacità di trasformarle in strumenti di programmazione è ancora fragile. Tuttavia, per contare dobbiamo saper rendicontare – sottolinea il Direttore Sanitario dell’Azienda USL Mauro Occhi – e questo lo facciamo con un certo grado (peraltro evitabile) di fatica, troppa fatica. La rendicontazione non è opzionale, è dovuta. Dovuta agli organi di controllo, alle Istituzioni, alle autorità giudiziarie, ai colleghi dell’informazione, a tutti i cittadini. Ma il punto non è solo che ce lo chiedono tutti; il punto è che ne abbiamo bisogno per programmare».
Il nuovo modello è stato definito dalla Direzione Strategica attraverso una specifica nota operativa che individua nel Controllo di Gestione il punto di riferimento per il coordinamento e l’integrazione delle informazioni aziendali e per la loro restituzione alla Direzione Strategica. La struttura fungerà da vera e propria centralina informativa aziendale, capace di individuare i dati necessari, coinvolgere gli uffici competenti, coordinare le elaborazioni e restituire informazioni integrate attraverso indicatori, analisi e report. Nulla viene modificato quanto agli aspetti proprietari del dato (ogni ufficio continuerà a produrre flussi informativi secondo l’area di competenza) la novità è che viene proposta con forza una cultura del dato. Una cultura che superi la percezione di un’organizzazione strutturata a silos e proponga con forza la necessità di supportare le posizioni, le decisioni, le deliberazioni attraverso una base dati.
«Noi potremmo compiere un balzo in avanti di decine di anni sui livelli di assistenza che prestiamo – continua il Dott. Occhi – così come potremmo programmare in maniera scientifica il contrasto alle nuove minacce alla salute. Si tratta però di convincere le culture professionali della convenienza di agire in una dimensione di modernità: leggendo i dati e rendendoli funzionali a chi programma gli interventi. Detto in soldoni: lo stesso Direttore di un’Azienda sanitaria ha nei dati di oggi quello che sarà il bisogno di domani. Ma se i dati non li legge…».
Non si tratta semplicemente di raccogliere più dati, ma di utilizzarli meglio, rendendoli confrontabili, verificabili e accessibili, secondo le rispettive competenze, a chi deve programmare attività, gestire risorse e valutare risultati. Questo consentirà anche di ridurre le richieste ripetitive agli uffici, evitare duplicazioni nelle elaborazioni, uniformare gli indicatori e migliorare l’affidabilità delle informazioni, con benefici per l’efficienza dei processi interni e per la qualità delle risposte fornite agli interlocutori istituzionali.
Il modello coinvolgerà progressivamente le principali articolazioni amministrative, tecniche e sanitarie: dalla gestione del personale al bilancio, dalle tecnologie alle infrastrutture, dagli acquisti agli affari legali, fino alle strutture che si occupano di attività assistenziali, produzione sanitaria e organizzazione dei servizi territoriali e ospedalieri. Ciascuna struttura manterrà la responsabilità e la competenza sulle informazioni di propria pertinenza, contribuendo alla costruzione di un patrimonio informativo condiviso. Il Controllo di Gestione non sostituirà quindi gli uffici titolari dei dati, ma ne coordinerà l’integrazione e la valorizzazione.
Le potenzialità del nuovo modello riguardano direttamente anche l’organizzazione dell’assistenza sanitaria. L’integrazione delle informazioni permetterà infatti di sviluppare analisi sempre più strutturate sull’attività ospedaliera e territoriale, sui volumi di prestazioni, sull’utilizzo delle risorse professionali ed economiche e sull’efficienza dei percorsi assistenziali. Tra gli ambiti di applicazione rientrano il monitoraggio delle attività ambulatoriali, delle sale operatorie, delle degenze, del Pronto Soccorso, della diagnostica e dei percorsi interni dei pazienti.
Il progetto prevede anche un’evoluzione degli strumenti tecnologici utilizzati per l’analisi e la rappresentazione delle informazioni. In collaborazione con la Struttura Aziendale dei Sistemi Informativi e Transizione al digitale, l’Azienda intende sviluppare progressivamente il proprio sistema di datawarehouse, gli strumenti di Business Intelligence e le soluzioni di supporto alle decisioni, valutando anche l’introduzione di applicazioni basate sull’Intelligenza Artificiale.
Queste tecnologie potranno contribuire ad automatizzare alcune attività ripetitive, semplificare le procedure di elaborazione, migliorare la qualità e la disponibilità dei dati e liberare tempo professionale da destinare ad attività a maggiore valore aggiunto.
Il percorso comprenderà inoltre la progressiva definizione di criteri condivisi di raccolta, classificazione e rappresentazione delle informazioni, nonché, ove tecnicamente possibile, la realizzazione di un registro delle principali richieste informative e delle elaborazioni già effettuate, per renderle maggiormente tracciabili e riutilizzabili. Particolare attenzione sarà dedicata alla sicurezza informatica, alla protezione dei dati personali e alla corretta gestione degli accessi alle informazioni.
«Questo primo supporto all’attività dei nostri operatori – conclude il Dott. Occhi – è la premessa perché chi sarà alla guida dell’azienda nei prossimi decenni possa contare su basi inoppugnabili – non discrezionali – nell’assunzione di decisioni. Sia cioè in grado di interpretare quanto avviene nel mondo salute, sia in grado di geolocalizzare i fenomeni di interesse e possa valersi di strumenti di I.A. per sgravare i compiti gestionali da pratiche novecentesche. Pratiche che non arricchiscono professionalmente gli operatori ma li caricano di compiti ripetitivi e di scarso valore aggiunto».
L’obiettivo è consolidare una nuova cultura del dato, nella quale ogni struttura contribuisca alla conoscenza complessiva dell’organizzazione e le informazioni diventino un patrimonio comune, utilizzabile per programmare, valutare e migliorare. Un investimento non soltanto tecnologico, dunque, ma soprattutto organizzativo e culturale, che punta a rendere la sanità valdostana sempre più capace di conoscere i propri processi, anticipare le criticità e orientare le proprie scelte attraverso evidenze oggettive.

