Aosta, 16 ottobre 2026 – La qualità dell’assistenza alla nascita e l’attenzione ai primi, fondamentali minuti di vita del neonato sono state al centro dell’intervento della Dott.ssa Enrica Delfino, medico anestesista dell’Ospedale regionale di Aosta, nell’ambito del 31° ESRA National Meeting a Genova, congresso nazionale dedicato all’anestesia locoregionale (tecnica medica che permette di addormentare temporaneamente solo una specifica parte o regione del corpo, senza perdita di coscienza).
La professionista dell’Azienda USL è stata invitata a intervenire nella sessione dedicata all’anestesia in ostetricia, moderata dalla Dott.ssa Maria Grazia Frigo, esperta di riferimento nazionale e internazionale nel settore e autrice di numerose pubblicazioni scientifiche e linee guida.
La relazione, dal titolo “Contatto pelle a pelle: implicazioni neurobiologiche. Il ruolo dell’anestesista”, ha affrontato un tema innovativo per questo contesto congressuale: il contributo dell’anestesista non soltanto come servizio in supporto al parto, ma anche nella creazione delle condizioni organizzative e assistenziali necessarie per favorire il contatto precoce tra madre e neonato, anche e soprattutto in occasione di un taglio cesareo.
Un approccio che attribuisce all’anestesista un ruolo sempre più consapevole e integrato nell’équipe multidisciplinare, in un contesto caratterizzato dalla crescente diffusione dei parti chirurgici a livello globale. Accanto alla gestione delle tecniche anestesiologiche e alla sicurezza della madre e del bambino, diventa infatti fondamentale contribuire a un’esperienza della nascita che rispetti le esigenze fisiologiche, emotive e relazionali della donna e del neonato.
Le evidenze scientifiche, in particolare quelle provenienti dalle neuroscienze, sottolineano l’importanza dei primi minuti dopo la nascita per l’adattamento del neonato alla vita extrauterina, la regolazione delle sue risposte fisiologiche e lo sviluppo della relazione precoce con la madre. Favorire il contatto pelle a pelle, quando le condizioni cliniche lo consentono, rappresenta quindi un elemento significativo della qualità dell’assistenza alla nascita.
«L’anestesista non è soltanto il professionista che garantisce il controllo del dolore e la sicurezza durante il parto, ma può contribuire in modo determinante a proteggere un momento unico e fondamentale nella vita della madre e del bambino – spiega la Dott.ssa Enrica Delfino –. Le conoscenze che arrivano dalle neuroscienze ci invitano a guardare ai primi minuti di vita con una consapevolezza nuova. Anche durante un taglio cesareo, attraverso un’organizzazione attenta e una stretta collaborazione tra professionisti, anestesisti, ginecologi, pediatri, infermieri, nurse di sala, OSS, possiamo favorire il contatto precoce tra madre e neonato, senza compromettere la sicurezza clinica. Portare questi temi all’interno di un congresso nazionale di anestesia significa promuovere una visione più ampia e completa della nostra professione».
«Gli anestesisti valdostani che operano nel Dipartimento Materno-Infantile e si occupano di anestesia ostetrico-ginecologica sono storicamente caratterizzati da una tradizione culturale sensibile a tutti quegli aspetti emozionali e relazionali che vanno ben oltre il ruolo tecnico dell’anestesista in sala parto – sottolinea il Dott. Fabio Sciutti, Direttore della SC Anestesia e Rianimazione –. Ma proprio per questo non meno importanti in quanto cruciali già dai primissimi minuti di vita per migliorare l’esperienza di nascita di mamma e neonato. I miei colleghi del Beauregard si distinguono da sempre anche sotto questo profilo che li ha portati ad essere riconosciuti dalle Società scientifiche internazionali alle quali contribuiscono con prolifica attività scientifica».
L’intervento della Dott.ssa Delfino nasce dall’esperienza maturata al presidio ospedaliero Beauregard, punto di riferimento per l’assistenza alla nascita in Valle d’Aosta, dove la sicurezza delle cure si accompagna da anni a un’attenzione particolare alla relazione tra il neonato, la madre e la famiglia, come testimoniato dalla certificazione Baby Friendly Hospital, una certificazione che valorizza le strutture sanitarie impegnate nella promozione, protezione e sostegno dell’allattamento e nell’adozione di pratiche assistenziali rispettose dei bisogni di madri e bambini, mantenuta continuativamente sin dal 2010.
Questo approccio è reso possibile dall’impegno quotidiano di équipe multiprofessionali, che operano attraverso percorsi condivisi, formazione continua e collaborazione tra le diverse specialità coinvolte nell’assistenza ostetrica e neonatale.
In questo contesto, l’Azienda sta lavorando alla costruzione di reti e collaborazioni con altre aziende sanitarie, finalizzate anche all’attivazione di convenzioni e contratti libero-professionali per fronteggiare la carenza di personale, in particolare nell’ambito ginecologico.
«Dovremmo superare una narrazione della Valle d’Aosta che tende a mettere l’accento prevalentemente sull’invecchiamento della popolazione – dichiara il Direttore Sanitario dell’Azienda USL, Dott. Mauro Occhi –. Proprio perché l’età media in Valle è avanzata, dovremmo contrastare la bassa natalità facendo della Valle d’Aosta un luogo dove nascere e mettere su famiglia. Altrimenti, il futuro del nostro territorio rischia di essere immaginato come un territorio costellato di ricoveri e RSA. Anche per questo l’Azienda sta intervenendo attivamente per la stipula di convenzioni che consentano di rafforzare gli organici di ginecologi, pediatri e di tutte le professioni che traducono concretamente l’attenzione verso chi desidera mettere al mondo dei figli. In particolare, ci preoccupa la situazione dei ginecologi, professionisti che svolgono, come è ovvio, un ruolo cruciale nel contrasto alla denatalità e che rimangono in numero ancora troppo limitato, nonostante le ripetute tornate concorsuali. Iniziative come questa, che contribuiscono a rafforzare la percezione del parto in sicurezza, sono i tasselli di una strategia che speriamo possa dare risultati positivi nel prossimo futuro».
«L’invito di un’anestesista del Beauregard ad un congresso nazionale – commenta l’Assessore alla Sanità, Salute e Politiche sociali Carlo Marzi – è un riconoscimento sia rispetto alle competenze e all’impegno quotidiano dei nostri professionisti, sia all’attenzione che il punto nascita del Beauregard da anni pone alla relazione tra mamma, bambino e famiglia. Sapendo che la carenza di ginecologi resta una criticità, nonostante i concorsi già svolti, non vogliamo dare per scontata l’esistenza e la salvaguardia del nostro punto nascite e quindi continuiamo a sostenere l’Azienda USL nella costruzione di collaborazioni con altre aziende sanitarie e in tutte quelle iniziative utili a rendere anche questa branca del nostro ospedale più attrattiva per i professionisti, così da rafforzare gli organici e garantire continuità al servizio. Vogliamo che le famiglie valdostane continuino a scegliere di avere figli in Valle con la certezza di un’assistenza sicura e di qualità».
L’impegno del Beauregard in questo ambito prosegue anche attraverso attività di ricerca e innovazione clinica. Sono infatti in corso uno studio multicentrico, i cui primi risultati sono attesi nei prossimi mesi, e il percorso di ricertificazione Baby Friendly Hospital.