Roma, 16 ottobre 2026 – L’importo di circa 80 milioni di euro non nasce da una scelta discrezionale della nostra Giunta, ma da un ordine tassativo del Consiglio di Stato a cui l’Amministrazione è legalmente obbligata ad adempiere. Infatti, con la sentenza n. 11323 del 29 dicembre 2023, il Consiglio di Stato ha accertato in via definitiva l’inadempimento della Regione per il ritardo degli obblighi assunti nel 2011 con il DCA n 62/2011. La successiva sentenza n. 5822/2026 ha determinato l’importo esecutivo basandosi rigorosamente sulla Consulenza Tecnica d’Ufficio (CTU) disposta dallo stesso Giudice: 60,7 milioni di euro per danni (emergente e lucro cessante) oltre a 16,9 milioni di euro tra rivalutazione monetaria e interessi legali. L’attuale amministrazione non si è limitata a prendere atto delle pretese della controparte, ma le ha contestate fermamente in giudizio proponendo una cifra nettamente inferiore (3,07 milioni di euro) e chiedendo l’esclusione di varie poste risarcitorie. Il Consiglio di Stato ha respinto la linea difensiva della Regione, stabilendo che la debenza del danno fosse ormai coperta da giudicato non modificabile.
Le date di questa vicenda sono importanti. L’accordo originario risale al 2011 (DCA n. 62/2011) con impegni che la Regione non ha rispettato negli anni successivi. Nei dieci anni successivi, infatti, si sono accumulati ritardi amministrativi drammatici (superiori anche a 365 giorni) e gravi assenze documentali per l’accreditamento di strutture (Cassino, IRCCS Pisana, San Raffaele Flaminia, UDGEE), che hanno alimentato il colossale lucro cessante riconosciuto dal Giudice. La nostra Giunta eredita e paga le conseguenze esecutive di un contenzioso nato oltre un decennio fa. Non abbiamo generato in nessun modo i ritardi degli anni successivi all’accordo del 2011 e non abbiamo deciso la cifra finale: è la Magistratura che ci obbliga a pagare il conto di una cattiva gestione del passato. Quanto alla definizione precisa degli interessi da liquidare porremo in essere tutte le azioni poste a tutela dell’Amministrazione regionale per determinare la cifra dovuta in totale assonanza con quanto indicato dall’Avvocatura regionale. A riguardo è stato dato mandato alla stessa Avvocatura di presentare un dettagliato esposto alla procura regionale della Corte dei Conti per accertare la sussistenza di specifiche responsabilità nei confronti di chi per mala gestio ha creato un danno così rilevante per l’Ente, allo stesso tempo la Regione si attiverà per chiedere il sequestro conservativo dei beni patrimoniali ai potenziali responsabili di tali condotte omissive. L’Amministrazione regionale, pertanto, stigmatizza prese di posizioni strumentali e demagogiche e invita le forze politiche di opposizione a non scaricare responsabilità su chi oggi si trova a dover gestire le conseguenze legali di atti posti in essere da altri mentendo sulle cause reali che hanno determinato questa situazione.