De Palma: «Nuovo studio su 25 ospedali e oltre 21mila pazienti collega il sovraccarico infermieristico a cadute, lesioni da pressione e mortalità. Non possiamo pretendere cure sicure senza investire nei professionisti»
ROMA, 13 ottobre 2026 – Più aumentano i carichi di lavoro degli infermieri, più cresce il rischio di eventi avversi per i pazienti. È quanto emerge da uno studio multicentrico italiano pubblicato sul Journal of Advanced Nursing, che ha coinvolto 2.349 infermieri, 158 reparti e 25 ospedali, analizzando gli esiti assistenziali di 21.044 pazienti. La ricerca associa una maggiore pressione assistenziale a cadute, lesioni da pressione e mortalità.
«Non stiamo parlando soltanto di infermieri sotto pressione, ma della sicurezza dei cittadini – denuncia Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up –. Quando i carichi diventano eccessivi, non possiamo pretendere che competenza e spirito di sacrificio compensino indefinitamente le carenze organizzative».
A confermare la gravità del quadro è un’indagine FADOI del marzo 2026 su 269 dipartimenti di Medicina interna: manca mediamente il 22% degli infermieri necessari, mentre nel 18% delle strutture la carenza supera il 30%.
Un precedente studio italiano pubblicato su Health Policy, condotto su 37.494 pazienti e 15 ospedali, associa inoltre un paziente in più per infermiere a un incremento del 3,4% della probabilità di mortalità durante il ricovero.
«Il sovraccarico non può diventare la normalità del lavoro ospedaliero – incalza De Palma –. La carenza di infermieri non è soltanto un’emergenza occupazionale: riguarda direttamente la qualità dell’assistenza e la protezione dei malati».
In Italia mancano circa 175mila infermieri rispetto agli standard europei. Secondo Italy: Country Health Profile 2025, il Paese conta 6,9 infermieri ogni mille abitanti, contro gli 8,4 della media UE. Sul fronte economico, l’OCSE rileva retribuzioni medie annue degli infermieri ospedalieri italiani pari a 48mila dollari a parità di potere d’acquisto, contro i 61mila della media OCSE.
«Come possiamo riempire le corsie e fermare la fuga all’estero se non rendiamo nuovamente attrattiva la professione? – sottolinea De Palma –. Servono assunzioni capillari, organici commisurati alla complessità dei pazienti e retribuzioni finalmente allineate alla media europea».
Nursing Up chiede al Governo risorse strutturali per nuove assunzioni e alle Regioni una programmazione del personale fondata sui reali bisogni assistenziali e sulla sicurezza dei pazienti.
«Ogni infermiere che lascia il Servizio sanitario nazionale è una competenza che perdiamo. Investire negli organici, valorizzare economicamente i professionisti e garantire condizioni di lavoro sostenibili significa proteggere concretamente i cittadini. Non possiamo pretendere cure sicure senza investire in chi quelle cure le garantisce ogni giorno», conclude De Palma.